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I Misteri di Trapani
Marsala

Marsala

La Sacra rappresentazione della Passione del Signore

Definita un tempo processione dei Misteri viventi è una delle più interessanti e antiche celebrazioni della Settimana Santa.

L’uso della celebrazione con personaggi viventi si tenne anche ad Erice e a Trapani, ma si modificò con la costruzione di statue, mentre a Marsala rimase nella sua forma scenica originale.  

La processione marsalese è in un certo senso una vera e propria casazza, pur con le dovute differenze che distinguono gli attuali personaggi da quelli della prima metà del ‘600.

La Confraternita marsalese di Sant’Anna, fondata dal vescovo di Mazara del Vallo mons.Marco La Cava, aveva tra i compiti statutari la visita alle chiese dopo la messa del Crisma del Santissimo Sacramento. I frati, in tale occasione, indossavano la veste bianca e portavano in processione la statua del Cristo Morto ed intorno al Settecento aggiunsero al loro “costume” una maschera ed uno scudo. Da alcuni studi sembra che le primissime rappresentazioni fossero composte da una sola scena con un confratello vestito con un saio e con un cappuccio nero e portava sulle spalle la croce, seguito dagli altri confrati che conducevano il simulacro di Cristo Morto. Anni dopo si introdusse un primo gruppo vivente rappresentante Gesù intento a benedire il pane tra gli apostoli. A rappresentare questo episodio erano inizialmente personaggi che sfilavano con un saio e un cappuccio bianchi e che portavano sul collo degli abitini, cioè lastre di lamiera con impressi i volti degli apostoli.

La svolta della manifestazione si ebbe nel 1675, quando i Padri Crociferi riorganizzarono la processione con nuove scene da rappresentare per le vie cittadine.

Se a Trapani il clero e la nobiltà curavano in particolar modo la processione dell’Urna e dell’Addolorata, a Marsala la partecipazione delle suddette classi sociali era ancor più rilevante. Ad interpretare Cristo erano esclusivamente i preti, mentre ai nobili e in alcuni casi ai loro dipendenti era affidato il compito di impersonare le rimanenti figure evangeliche; i nobili fornivano altresì i costumi e i cavalli con i finimenti.

Intorno alla fine del ‘700 e nei primi del successivo, accadde a Marsala l’analogo fenomeno che interessò la processione dei Misteri di Trapani. In quegli anni, infatti, si assistette al lento e progressivo abbandono del clero e della nobiltà cittadina unitamente al fatto che i Padri Crociferi vigilarono la stessa con meno attenzione. La manifestazione passò quindi sotto la gestione dei contadini e degli operai con un conseguente decadimento culturale e con eccessive volgarità, tali che l’arciprete di Marsala, mons. Giovanni Morana, dal 1817 al 1835 ne vietò la rappresentazione.

Quando nel 1866 i Crociferi lasciarono Marsala, l’organizzazione della processione fu curata da alcuni artigiani ma sempre con lacune artistiche nella sua messa in scena oltre che per la dotazione dei costumi, ormai logori e consunti dal tempo.

Fino ai primi anni del ‘900 i personaggi sfilavano in silenzio e solo successivamente si aggiunse loro il parlare seguendo i testi delle Sacre Scritture. Al termine della Prima guerra mondiale, alcuni fedeli marsalesi raccolsero i fondi necessari per rifare gli arredi ed i costumi per i partecipanti e al contempo si cominciò a pagare coloro che recitavano, restando volontari solo i centurioni a cavallo e la Veronica e addirittura si offrivano somme per ricoprire questi ruoli.

Nel periodo fascista fu l’OND (Opera Nazionale del Dopolavoro) a curare l’organizzazione, rifacendo i costumi e sostituendo gli antichi abiti in stile seicentesco con nuovi vestimenti ispirati all’epoca di Gesù, malgrado restassero presenti armature di ispirazione spagnola, così come di origine araba si presume possano esser le “Veronichette” che sfilano ancora oggi indossando diademi e ori.

Interessante è la storia legata a coloro che interpretano Gesù. Per evitare, infatti, che diversi figuranti del Cristo potessero suscitare eccessive critiche essendo, giustamente, uomini diversi tra loro con diverse espressioni e connotazioni somatiche, si decise di far indossare una maschera uguale per tutti i Gesù rappresentati. Le prime maschere furono realizzate in cera nelle botteghe artigiane marsalesi, successivamente si acquistarono in Germania e tra gli anni ’70 e ’90 dello scorso secolo si utilizzarono maschere in cartapesta realizzate a Firenze mentre le attuali sono nuovamente in cera.

Nel 2010 Mons. Domenico Mogavero vescovo di Mazara del Vallo, ha cambiato la denominazione da Processione dei Misteri Viventi in “Sacra Rappresentazione della Passione del Signore”. Nel 2016 venne abolito l’obbligo di indossare la maschera di Cristo ma nessun attore ha mai voluto rinunziare alla caratteristica espressione del Nazareno nella processione marsalese. 

La rappresentazione attuale prende avvio dalla chiesa di Sant’Anna e prevede la raffigurazione dei seguenti episodi:

1. Palio – Un partecipante ricorda l’antica Confraternita ed indossa saio ed un cappuccio bianco sorreggendo una lunga croce; è affiancato da due uomini che annunciano la processione con una tromba e il rullio di un tamburo.

2. Bambini Vestiti da angioletti e da “Signuruzzo”, secondo un’antica tradizione popolare.

3. Gruppo della Pace – Bambine vestite di bianco con una palma in mano, rievocano l’ingresso di Gesù in Gerusalemme, segue un giudeo con asinello, bambini con in braccio agnellini o cesti con azzimi, pesci, erbe amare, verdure e ortaggi per rievocare l’Ultima Cena.

4. Gesù con gli apostoli Rievocazione dell’Ultima Cena. Compaiono, inoltre, figuranti che rappresentano alcuni miracoli compiuti da Gesù (indemoniata, cieco, emorroissa, samaritana, adultera, giovane ricco, Marta e Maria, Lazzaro, guarigione del servo soldato).

5. Gesù nell’ Orto Rappresentazione dell’adorazione di Gesù nell’ orto di Getsemani e successivo arresto a seguito del tradimento di Giuda Iscariota. I personaggi vestititi in nero rappresentano gli “anziani” del Sinedrio, colui che interpreta Gesù indossa una maschera raffigurante il volto di Cristo sanguinante. È inoltre presente un gallo, portato da un giovane giudeo, che simboleggia il rinnegamento di Pietro.

6. Gesù da Erode Pilato, non trovando alcuna colpa in Gesù, lo fa condurre dinanzi ad Erode per giudicarlo. Il gruppo scenico è composto da Erode Antipa, Re della Giudea, con la sua corte e da Erodiade accompagnata da quattro cortigiane e dalle dame di corte.

7. Gesù’ da Pilato In questo gruppo scenico compaiono: Ponzio Pilato, Governatore di Roma in Giudea con la sua corte; Claudia Procula la moglie di Pilato con le sue ancelle; Barabba e l’ ”Ecce Homo”. A Gesù dopo esser stato spogliato delle sue vesti e frustato, viene messo addosso un mantello rosso porpora, una corona di spine sulla testa e una canna in mano. Un uomo della corte porta in mano una brocca e il catino che Pilato userà per lavarsi le mani.

8. Gesù con la Croce Un personaggio interpreta, sempre con la maschera di Gesù, le cadute del condannato sotto il peso della croce lungo la via che lo conduce al Calvario. Sono rappresentati: Simone di Cirene (detto il Cireneo), la Veronica, le “tre Marie” (Maria Madre di Gesù, Maria di Cleofa e Maria Maddalena), l’apostolo Giovanni, i due ladroni Cisma e Disma.

9. La Sindone rappresenta il Lenzuolo nel quale fu avvolto il corpo di Cristo dopo la sua morte.

10.Le Veronichette – Le figure presenti in questo gruppo non sono proprie della Sacra Rappresentazione ma parte integrante di essa in quanto pertinenti alle origini. Questo gruppo è composto da soldati in abiti spagnoli per rievocare il periodo nel quale nacque la rappresentazione e dalla Veronica, accompagnata dalle sue ancelle (veronichette) che portano sul capo le “coppolette”, acconciature ricche di ori e gioielli come ex-voti. Durante la dominazione spagnola in Sicilia, il ruolo della Veronica era interpretato dalla figlia dell’uomo più facoltoso di Marsala che doveva sfoggiare il più possibile la sua ricchezza.

11. Cristo Morto e Addolorata – Chiudono la rappresentazione la statua di Cristo Morto, adagiata su un lungo lenzuolo bianco, retto da trentadue ragazze dette “Figlie di Maria”, vestite di nero con cordoni dorati e scialle bianco. La statua è preceduta da tutti i confratelli e le consorelle che sfilano portando lo stendardo e la bandiera; è infine la volta della statua dell’Addolorata condotta sulle spalle dei confratelli e preceduta dal Consiglio Direttivo della Confraternita.

Concludono la processione il baldacchino di colore nero, le Autorità locali e la banda musicale.

La rappresentazione si conclude nella tarda serata con la raffigurazione della Crocifissione.

Recentemente la Confraternita di Sant’Anna ha allestito un museo dove sono esposti oggetti, abiti e le maschere di Gesù.

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Il Venerdì Santo si celebra a Marsala la Processione del Cristo Morto e dell’Addolorata.

Foto della processione 2001 di Beppino Tartaro

Approfondimenti nel libro ” I Misteri – La Processione di Trapani” di Beppino Tartaro

Si ringrazia Luigi Bonaldi, la Confraternita di Sant’Anna e la Confraternita di Maria Santissima Addolorata di Marsala per le informazioni e la preziosa collaborazione.



Sacra Rappresentazione della Passione del Signore – 2001

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