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I Misteri di Trapani
Mercoledì Santo – Madre Pietà del Popolo

Mercoledì Santo – Madre Pietà del Popolo

Mercoledì Santo – Trapani – Madre Pietà del Popolo

La processione del Mercoledì Santo a Trapani è dedicata ad un’altra venerata immagine di Maria, anch’essa detta della Pietà e conosciuta come “Matri ‘a pietà du populu” o “Maronna Putiara.

Le origini di questa processione sono più remote rispetto a quella dei “Massari” ma anche in questo caso furono basilari la devozione popolare e la volontà di celebrare per le vie cittadine l’immagine di Maria Addolorata.

Fu la Confraternita di Sant’Anna che aveva sede nell’omonima chiesa (oggi Archivio di Stato) a curare il culto della venerata icona di Maria presente in una cappella. I confrati erano soliti indossare abiti sfarzosi e l’allora Vescovo di Mazara, Mons. Marco La Cava, donò simbolicamente la sera della fondazione, martedì 28 ottobre 1608, il mantello vescovile ed il cappello nero con dodici fiocchi verdi, sostituiti anni dopo da un bordo verde nella falda del cappello. I confrati decisero di indossare tali preziosi doni sovrapponendoli al bianco della visiera e del sacco.

In quegli anni, l’icona di Maria non sfilava in processione; al massimo passava tra le case dei fedeli, sempre più colpiti dai miracoli che ad essa si attribuivano. Cominciò così l’abitudine di offrire preziosi doni in oro “per grazia ricevuta”.

I bianchi colori della Confraternita appartenevano anche ad una vicina Compagnia dedicata a Maria SS.di Custonaci avente sede nell’omonima chiesetta nell’ omonima via. Nel 1625 i due sodalizi si unirono e quattro anni dopo, con la venuta dei Padri Riformati Francescani in città, si raggiunse un accordo secondo il quale questi ultimi avrebbero ottenuto i locali del convento di Sant’Anna, offrendo in cambio gli aiuti per erigere una nuova chiesetta, posta di fronte quella di Sant’Anna che venne denominata Sant’Annella e dove la Confraternita stabilì la sede.

Cresceva la devozione popolare nei confronti del quadro di Maria e la Confraternita inviò nel 1722 una lettera al vescovo di Mazara del Vallo per poter condurre l’icona in processione. Il 22 novembre di quello stesso anno, il vescovo mons. Bartolomeo Castelli, autorizzò la Compagnia di Sant’ Anna a poter effettuare la prima processione del quadro della Madonna della Pietà che il Giovedì Santo 25 marzo del 1723 poté sfilare per le vie cittadine.

La profonda fede dei trapanesi fece sì che la processione della Madre Pietà divenisse il fulcro dei riti del giovedì e persino la visita ai “Sepolcri” si effettuava andando dietro l’icona di Maria.

Negli anni ’30 dello scorso secolo ebbe inizio la collaborazione del ceto dei Fruttivendoli che nel 1932 donò la cornice d’argento del quadro. Una collaborazione che si intensificò e che si può identificare nella storica figura di Michele Sansica. Ad avvalorare e ad ufficializzare il ruolo della categoria in seno alla processione della Madre Pietà fu l’avvocato Serraino che in una lettera inviata nel 1950 al vescovo Iacolino ricordò gli sforzi compiuti dai fruttivendoli negli anni precedenti, invitando il prelato ad accogliere l’invito della categoria a curare la Sacra immagine e ad organizzarne la processione e come ricorda Giovanni Cammareri:

Fu così che, negli anni successivi, nel gergo comune, l’immagine cominciò a perdere la sola denominazione di Matri Pietà. Divenne, popolarmente e diffusamente parlando, quasi a volerla contrapporre all’altrettanta popolare e comune dicitura di ‘a Maronna Massari: ‘a Maronna putiaria , cioè dei negozianti

La Madre Pietà fu ospitata nella chiesa dell’Addolorata sino al 1934, successivamente nella chiesa del Purgatorio dove rimase sino ai bombardamenti che nel 1943 colpirono l’edificio. La preziosa tela fu quindi custodita nella chiesa del Carmine; dal 1955 al 1959 nella chiesa di San Nicola, poi ancora al Purgatorio, all’Immacolatella, nella chiesa dell’Addolorata e oggi nuovamente nella chiesa del Purgatorio.

Anche per questa processione si applicò la decisione del vescovo del 1956 e come tale venne anticipata al mercoledì santo.

L’autore del quadro di Maria sembra possa datarsi alla seconda metà del ‘600 e Mario Serraino ne attribuisce la paternità artistica al pittore trapanese Giovanni Battista de Vita.

La tela è incastonata dal 1778 in una vara in legno in stile barocco, ideata dall’architetto Luciano Gambina nella seconda metà del ‘700 e indorata da Vincenzo Violante; è stata restaurata nel 1994.

Nella parte posteriore della vara è collocato un Santo volto di Gesù coronato di spine, impresso nel drappo della Veronica e sorretto da un angelo. L’immagine è attribuita al Ferro. Il volto del Nazareno è raffigurato con tratti somatici tipicamente mediterranei e la stessa corona di spine si discosta dalla iconografia classica.

Nel 1989 la tela è stata sottoposta a restauro da parte di Francesco Garozzo ; un successivo intervento sul dipinto è stato effettuato nel 2012 da Elena Vetere.  Gli oggetti ricordanti i simboli della Passione sono stati donati nel 1992 dal signor Clemente Anastasi sostituendo i precedenti di scarso valore rappresentativo.

La processione ha inizio alle 16.00 del Mercoledì Santo e percorre gran parte del centro storico cittadino.

Durante il percorso, ha luogo l’incontro con l’altra icona di Maria (Madre Pietà dei Massari) che uscita in processione il martedì, sosta dalla sera precedente nella cappella allestita in piazza Lucadelli. Quando le due Sacre immagini “si incontrano” avviene lo scambio del cero, in ricordo di un’antica tradizione che ricorda la riappacificazione tra le due categorie, dopo la formale protesta che, nel 1885, la Compagnia di Sant’ Anna aveva elevato al vescovo per contestare ai massari il privilegio di esporre la loro icona nella cappella nell’allora piano San Rocco. Terminato il rito, la Madre Pietà del Popolo riprende il cammino nella vecchia Trapani per rientrare, nella tarda serata, nella Chiesa del Purgatorio.


Foto di Beppino Tartaro

Ulteriori approfondimenti nel libro: ” I Misteri. La Processione di Trapani ” di Beppino Tartaro


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Processione Madre Pietà del Popolo 2001 – Video di Deniz Tartaro