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I Misteri di Trapani
Maestranze

Maestranze

Le Maestranze

Le associazioni corporative rappresentarono un fattore essenziale sia della politica economica sia del sistema costituzionale del comune medievale.

Esse sorsero nel XII secolo come associazioni spontanee, dapprima in forma di confraternita laica sotto la protezione del vescovo, poi di corporazione professionale con finalità economiche (acquisto delle materie prime, rispetto della produzione e della concorrenza). 

Prima ancora di costituirsi legalmente, le Maestranze operarono a Trapani nel XV secolo come associazioni di fatto e seppur prive di norme giuridiche riconosciute, osservando gli usi e costumi che da tempo le caratterizzavano.

Nel XVII secolo anche a Trapani si rafforzò lo spirito associativo degli artigiani con il consolidarsi della Corporazione delle Arti e Mestieri, già fiorito nei secoli precedenti grazie alla parziale indipendenza che gli spagnoli concessero ai comuni dell’isola e in quel periodo il Senato trapanese approvò i capitoli favorendo la partecipazione attiva delle maestranze nella vita politica, sociale ed economica della città.

Dette corporazioni, dette anche Consolati, si dotarono di statuti nei quali venivano specificatamente indicati le modalità di elezione e il numero dei rappresentanti (consoli) da eleggere e i comportamenti etici ai quali erano tutti obbligati, garzoni e maestri d’arte.

Assunsero via via sempre più importanza nel panorama economico e sociale cittadino, parteciparono con i loro rappresentanti ai Consigli generali che si tenevano nella chiesa di Sant’Agostino e collaborarono sia nel campo giurisdizionale che al mantenimento dell’ordine pubblico attraverso l’istituzione di ronde di sorveglianza nelle ore notturne, riscuotendo i tributi, elargendo contributi per gli artigiani inabili e provvedere alla loro sepoltura

L’aspetto religioso fu predominante all’interno delle corporazioni e si prodigarono per il rispetto religioso, curando la cappella dedicata al Santo patrono e partecipando attivamente alle processioni religiose cittadine, in particolar modo quella del Cereo e successivamente per molte di esse a quella del Venerdì Santo.

Le Corporazioni artigiane regolarmente costituite a Trapani furono: Arte dei Barbieri – Arte dei Battitori del lastrico delle strade – Arte dei Bottai – Arte dei Bottegai di salume – Arte dei Calafati – Arte dei Calzolai – Arte dei Cappellai – Arte dei Carpentieri – Arte dei Cocchieri e Staffieri – Arte dei Corallai – Arte dei Crivellatori e Sensali – Arte dei Dolcieri – Arte dei Falegnami – Arte dei Fabbroferrai e Fabbricatori di chiavi, fucili e spade – Arte dei Fiorai e Venditori di frutta – Arte dei Fornai e Mugnai – Arte dei Funai – Arte dei Macellai  – Arte dei Maestri di garbo (carpentieri) – Arte dei Murifabbri e Scalpellini – Arte degli Orefici – Arte dei Professori di scultura – Arte dei Sarti – Arte degli Scultori (prima abbinata con i Corallari) – Arte dei Setajoli – Arte degli Speziali – Arte dei Tessitori – Arte dei Vasari – Arte degli Zappatori – Unione Droghieri – Unione Fornaciai di calce – Unione della Marina piccola – Unione della Marina grande – Unione dei Massari  – Unione dei Mercanti – Unione dei negozianti di legname – Unione Ortolani – Unione dei Tavernieri.

Il legame tra le maestranze e i Misteri costituisce l’aspetto più rilevante della storia e dell’evolversi della processione trapanese. Esse vi partecipano quasi dall’inizio, da quando la Compagnia, non potendo più sobbarcarsi l’intero onere delle spese, affidò alle singole categorie la cura dei gruppi in occasione del Venerdì Santo.

Gli artigiani profusero impegno e passione e così come espressamente indicato negli atti di concessione, partecipando alla processione in numero di venti, indossando abito e guanti neri e portando al collo l’abitino, la piastra d’argento con impresso il gruppo d’appartenenza. Se qualche componente avesse mancato in tale impegno, gli ufficiali della Società del Preziosissimo Sangue avrebbero calcolato un interesse a danno degli inadempienti pari al costo delle torce (candele) mancanti.

Le maestranze nel corso degli anni ricostruirono i gruppi arricchendoli di preziosi ornamenti argentei e contribuendo alle spese di costruzione delle nicchie della chiesa e dell’oratorio di San Michele dove i gruppi erano custoditi nei restanti giorni dell’anno.

Furono sempre i componenti delle maestranze a condurre sulle loro spalle i gruppi durante la processione, ma progressivamente in tale faticoso compito si preferirono uomini preposti e remunerati: i massari che fecero la loro prima comparsa nell’ 800; i componenti del ceto degli ortolani furono gli ultimi a condurre sulle spalle il gruppo loro affidato (primi anni del ‘900).

Gli anni successivi alla Seconda guerra mondiale furono difficili per le attività economiche e per la stessa processione. Categorie un tempo floride come bottai, sensali e crivellatori di cereali dovettero rimettere la gestione del gruppo e la stessa processione, sino alla metà degli anni’60, visse un periodo di crisi.

Il 23 giugno 1974 si è costituita l’Unione Maestranze con l’intento di porre fine alle singole rivalità tra i ceti, gestire in modo appropriato i contributi economici erogati dagli Enti pubblici e con la scomparsa della Confraternita di San Michele organizza e gestisce la processione del venerdì santo trapanese.

Nel 2021 l’Unione Maestranze si è trasformata in E.T.S. (Ente del Terzo Settore) con l’approvazione del nuovo Statuto.

Presidenti dell’Unione Maestranze: dal 1974 al 1976 Francesco Bosco; dal 1976 al 1986 Nicola Impellizzeri; dal 1986 al 2022 Mario Canino; dal 2002 al 2006 Giovanni d’Aleo, dal 2006 al 2012 Leonardo Buscaino; dal 2012 al novembre 2014 Ignazio Bruno; dal 2014 al 2018 Vito Dolce; dal 2018 al 2021 Giuseppe Lantillo; dal 2021 Giovanni D’Aleo.

Ulteriori approfondimenti nel libro:I Misteri. La Processione di Trapani di Beppino Tartaro


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