I Misteri di Trapani
Dizionario dei Misteri

Dizionario dei Misteri

La Processione dei Misteri √® un evento legato alla storia di Trapani ed in tal profondo legame non possono mancare quei termini ed espressioni che nel fascino dell’espressivit√† dialettale, caratterizzano la processione stessa. Nel corso degli anni, si sono sicuramente persi nomi ed espressioni, ma pur nel generale spirito di rinnovamento, ne permangono ancora molti e con lo stesso fascino d’ un tempo.


ABBITINU – Rappresentazione argentea del gruppo legata al collo da una cordicella che i partecipanti alla processione indossano il Venerd√¨ Santo.

A POSTO” – Quando il gruppo deve essere sollevato, il “caporale” dapprima batte la ciaccula sull’asta del gruppo per richiamare l’attenzione dei portatori, dopo richiama i massari con questa caratteristica espressione e  dopo due colpi di ciaccula il gruppo viene alzato. 

AGGUANTA” – Con questo termine uno dei portatori avvisa un altro della stessa asta che da l√¨ a poco si abbasser√†, o cambier√† spalla o compir√† qualche altro movimento.

“AH, AH, AH, NIAUTRI PURTAMU A VERGINITA’ ,  OH OH OH, POESSIRI SI, POESSIRI NO ” Questa breve e  simpatica filastrocca veniva declamata da alcuni portatori nelle ore notturne per incitare e galvanizzare i ragazzi che li sostituivano nella conduzione del gruppo. 

AISATA – Con questo termine si indica non solo l’alzare il gruppo ma anche la volont√† di condurlo sulle spalle per un determinato periodo.  Esprime altres√¨ il desiderio di portare un gruppo :” Ma faciti fari fari n’aisata ? ” ( “Mi fate portare il gruppo ?” ).

ANNACATA –  La ritmica e caratteristica  andatura con la quale il gruppo procede durante la processione. Il mistero o mistere secondo la fonetica trapanese √®  condotto a spalla dai massari che, per alleggerire il peso della fatica e per seguire il ritmo scandito dalle note delle marce funebri, sembrano far assumere al gruppo sembianze di movimento. Il termine annacata nel dialetto siciliano √® sinonimo di cullare e nel profondo amore dei trapanesi per i gruppi, sembra quasi che con tale movimento essi vogliano cullare i loro Misteri.

ARRANCATA – Consiste in una veloce accelerazione nel modo di portare il gruppo, caratterizzata dallo strisciare dei piedi. E’ generalmente usata per recuperare il ritardo dal gruppo precedente.

ASTE – I gruppi per essere condotti in processione necessitano di lunghe travi di legno che, oltrepassando da una parte all’altra la vara consentono che su tali aste possano disporsi i massari per condurre il gruppo in processione o per effettuare dei semplici spostamenti .

ATTUNNIATA o VUTATA – Quando i massari desiderano far girare il gruppo verso una persona conosciuta, compiono le  ” vutate ” o “attunniate” ed il prescelto non potr√† che ricambiare i massari con un ‘offerta , detta  “picaccia”.

ATTURRATA e CAURA – Sono due espressioni dialettali che si ascoltano durante la Settimana Santa e che se pur non direttamente legate alle processioni, ne fanno degna cornice. Con atturrata (abbrustolita) e caura (calda) ci si riferisce alla vendita della frutta secca, quali arachidi, semi di zucca, ceci ecc…. che vengono abbanniate del venditore (reclamizzate a voce alta) creando una particolare atmosfera.

BALLONCINO – E’ il portatore centrale, posto tra le due aste. E’ generalmente pi√Ļ alto degli altri massari e la sua funzione √® molto delicata, in quanto serve ad equilibrare il peso che grava sui rimanenti portatori.

BATTISTRADA – L’incaricato  di  far rispettare l’ordine degli addetti alla processione, generalmente reca in mano un lungo crocifisso, con il quale richiama l’ attenzione dei processionanti.

BATTUTA – E’ definito il periodo corrispondente all’esecuzione di una marcia funebre nel quale il gruppo viene ” annacato”.

CAPUCONSULE – Termine di recente creazione rispetto alla secolare storia della processione √® a capo del ceto ed √® coadiuvato dagli altri consoli , collaboratori e simpatizzanti della categoria.

CAPURALE – Il capo , l’organizzatore, il responsabile della squadra di massari. Controlla e dirige i tempi delle “battute”.

CAVALLITTI – I supporti in legno che sostengono la “vara”. 

CIACCULA – Si tratta di uno strumento composto da due pezzi di legno mobili che sbattono su un terzo legno fisso.  Si ritiene sia  ispirato alle ” troccole ” che  sostituivano nel periodo precedente la Pasqua, il rumore delle campane o alle ” castanuelas ” spagnole.  vedi…………………………...

CONSULI – Con questo termine, dall’antica etimologia, ci riferisce a coloro che in seno al ceto, rivestono incarichi di responsabilit√† e di organizzazione della processione. Il console appartiene generalmente alla categoria economica che in affidamento il ” mistere”; accanto ad essi troviamo i ” consoli onorari ” ai quali il ceto riconosce particolare spirito di attaccamento e  abnegazione.

CUGNU –  E’ il pezzetto di legno che si attacca alle aste con il nastro da imballo per equilibrare l’altezza dei portatori .

” DUTTURI, N’AGGHICASSI CH’OSSAE ”  ( Dottore, ne avvolga di pi√Ļ di denaro ) – Frase esclamata da un cassettiere ( portatore con la cassetta per la raccolta delle offerte) sotto il balcone stracolmo di persone che assistono alla processione dei Misteri.

“FOZZA E CORAGGIO CHI STAMU ARRIVANNU” – Espressione che incita i ” massari ” agli ultimi sforzi prima di raggiungere la meta.

FURCINE – Anticamente le ” vare ” su cui sono fissate le statue,non poggiavano sui cavalletti di legno e cos√¨ in occasione delle soste dei gruppi, venivano sostenuti dalle ” furcine ” , composte da un bastone di legno sormontato da una patrte metallica dello stesso spessore delle ” aste “.  La sistemazione era tuttavia precaria e fu causa si rovinose cadute dei gruppi, pertanto si decise costruire gli attuali  ” cavallitti “.  L’ uso delle ” furcine ” √® ancora presente nella Processione dei Misteri di Erice.

LEGGIU LEGGIU PICCIOTTI MEI, LEGGIU LEGGIU (“Piano piano ragazzi, piano piano”)- Questa frase, spesso recitata da¬†Toto’ u’ macaruru,¬† cio√® Antonio Anastasi. mitico console dei fruttivendoli, scomparso qualche anno fa, invitava i massari a rallentare il passo in occasione di un determinato passaggio del gruppo o della Madonna ( Anastasi curava anche la processione della Madre Piet√† del Popolo, il mercoled√¨ Santo ).

MANTA – Il prezioso mantello nero posto attorno alla base del gruppo. La manta riporta nei lati l’indicazione del gruppo o del ceto di appartenenza. Venne introdotta negli anni ’50 e contribuisce a decorare i gruppi in occasione della processione. 

MASSARO – Con tale termine, di probabile origine assira e corrispondente all’ebraico melsar, si definisce la persona intenta a lavori di fatica, colui che trasporta la roba altrui da un luogo all’ altro e nel caso specifico della processione dei Misteri il massaro non fa altro che il proprio lavoro, trasportando il gruppo, dietro pagamento pattuito con il ceto di appartenenza. 

MEZZU PASSU -. Il mezzo passo √® il breve movimento compiuto dai massari nel momento in cui devono far prendere una determinata direzione al gruppo, tecnicamente definito come “girari ‘u mistere” . Colui che impartisce l’ordine del mezzu passu fa poi seguir l’espressione “a tia” o “a mia”  ( a te o a me ) in base alla direzione verso la quale deve essere orientato il gruppo. Se √® detto “a mia” il gruppo si sposter√† verso la direzione di chi impartisce l’ordine, se invece vien detto “a tia ” nella direzione opposta . 

MUSICANTI – I componenti della banda musicale, l’espressione pur sembrando alquanto riduttiva  √® genuinamente popolare.

N’CIRRIATA – Era una fascia di tela che anticamente i massari (qualcuno la usa ancora oggi) usavano per tenere stretti e compressi i muscoli del torace e della schiena onde evitare possibili strappi muscolari.

PASSATA A STACIUNI , I MISTERI O PURTUNI – Con questo detto popolare, si vuole evidenziare il fatto che al termine della stagione estiva, il cuore degli appassionati dei Misteri √® gi√† rivolto alla Chiesa del Purgatorio, come se i gruppi fossero gi√† pronti per la processione.

PURTARI U MISTERU – L’atto di condurre a spalla il gruppo.

PICACCIA – L’offerta con il quale il “cittadino illustre” a cui √® stato ” vutato ” il gruppo, offre ai massari.

SCINNUTE – Il periodo che precede la Pasqua √® preceduto dal rito delle “Scinnute” ( vedi link ) risalente al 1600. Nei sei venerd√¨ quaresimali, uno dei Sacri Gruppi, accompagnato dalla banda musicale, sembra voler concedere un’anteprima della processione del Venerd√¨ Santo .Quando i Misteri erano custoditi nella chiesa di S.Michele,  i gruppi erano collocati in apposite nicchie chiuse da vetri e da l√¨, il gruppo cui spettava la celebrazione del venerd√¨, era sceso e condotto verso la chiesa ( in siciliano, scinnuta vuol dire discesa).

SCIUTA – ( A sciuta ) L’uscita delle processioni della Settimana Santa, il momento pi√Ļ atteso da tutti i trapanesi. ” Oggi all’annu a Maronna sciu e sei ! ” – ” Lo scorso anno la statua di Maria Addolorata √® uscita in processione dalla chiesa del Purgatorio alle ore 18 ! “. 

SQUADRA –  L’ insieme dei massari incaricato di condurre a spalla  il gruppo.

STA BANDA SONA MAZZURCHE” – E’ un’espressione usata dai massari  quando la banda che accompagna il gruppo esegue i pezzi musicali a ritmo troppo veloce, creando non poche difficolt√† ai portatori.

STINNARDU – Lo stendardo raffigura l’ emblema della categoria a cui anni fa si richiedeva per portarlo in processione pari maestria a quella dei portatori.

SURDATU  –  Uno dei componenti della squadra dei Massari.

TAMMURINARA – I componenti delle bande musicali addetti ai tamburi o il gruppo di suonatori di tamburi che apre le processioni della Settimana Santa trapanese.

TASTALA TASTALA” – Tipica espressione dei venditori di frutta secca “siminzara” che reclamizzando la merce in vendita invitano ad assaggiare (tastare in dialetto) i prodotti per apprezzarne la recente tostatura (anche se spesso il calore non √® dovuto alla recente tostatura ma alle lampade che illuminano il carretto dove √® collocata la frutta secca).

TORCIA – La candela che pu√≤ essere o quella di grosse dimensioni collocata sul gruppo o quella pi√Ļ piccola condotta in processione dagli addetti : Tale termine √® presente anche in alcune espressioni popolari come “Ci√† fari na torcia  O ‘ Signuri ” che vuol esprimere la volont√† di offrire un grosso cero votivo al Signore e nello specifico identifica l’offerta votiva al Cristo del gruppo ” Ascesa al Calvario “.

TRASUTA  –  E’ cos√¨ definito il momento in cui i gruppi,dopo quasi ventiquattro ore di processione, rientrano nella chiesa del Purgatorio, popolarmente conosciuto come ” ‘A trasuta di Misteri “.

UNA E DUE – “Uno e due! ” . Tale espressione viene sussurrata in alcune occasioni tipo l’uscita o l’entrata gridato (popolo) in sinergia con lo schioccare del primo e del secondo colpo di ciaccola, associando al primo la messa in trazione delle aste, e al secondo l’alzata del gruppo.

VARA – E’ la base lignea su cui appoggiano i gruppi, ad essa fissati con un con un procedimento particolare, al fine di consentire una certa oscillazione durante il trasporto, tale da esprimere una scenica rappresentativit√† al gruppo.

VIREMU SAN FRANCISCU” – E’ un’ espressione largamente conosciuta a Trapani quella che invita a guardare a ponente, verso la chiesa di San Francesco d’Assisi, e ricavarne una previsione meteorologica. Tale espressione √® spesso utilizzata proprio durante la processione sia il gioved√¨ per capire come sar√† il tanto atteso venerd√¨ che alle prime luci del sabato per scongiurare temporali durante il rientro.

VUTATA¬†–¬†Quando i massari desiderano far girare il gruppo verso una persona conosciuta, compiono le¬† “vutate” o “attunniate” ed il prescelto non potr√† che ricambiare i massari con un ‘offerta , detta¬† “picaccia“.