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I Misteri di Trapani
Calvario

Calvario

Ascesa al Calvario – Opera di autore ignoto – Per tradizione ne cura l’uscita l’intero popolo di Trapani

Gesù, gravato dal peso della Croce, cade per terra, lungo l’impervia via che conduce al colle del Calvario. Due soldati percuotono il condannato, mentre Simone di Cirene solleva pietosamente la Croce e Veronica che seguiva affranta il corteo, asciuga con un drappo il volto sanguinante del Cristo.

È il gruppo di cui si possiede la più antica concessione. L’atto del gruppo ut dicitur di Cristo Signor Nostro che porta la cruci in collo, custodito nell’Archivio di Stato di Trapani, reca la data del 6 aprile 1612 e venne rogato presso il notaio Antonio Migliorino. In detto documento, la Compagnia del Preziosissimo Sangue di Gesù lo affidò alla categoria dei jurnateri.  Si è a lungo ritenuto che il gruppo sia stato il primo della serie e ciò in virtù della data di concessione ma proprio nel documento si legge:«[…] Societas Sanguinis Jesu Christi inter alia misteria passionis Domini Nostri Jesu Christi est misterium ut dicitur di Christu chi porta la cruci in collo […]  Franciscus de Parisio, Petrus de Pirao, coadiutor, e parecchi altri Confrati della stessa Società, concedono il detto misterio agli Ufficiali della Compagnia delli poveri jurnateri […]». Da quanto scritto, apprendiamo quindi che la Società del Preziosissimo Sangue di Cristo aveva in suo potere altri misteri anche se ancora non si è ancora in grado di sapere quanti e quali scene rappresentassero. Il gruppo, sulla base degli studi attuali, fu il primo ad essere affidato ma non fu il primo ad esser realizzato.

L’affidamento alla categoria (indicata come Compagnia nell’atto) degli jurnateri, cioè lavoratori giornalieri, non deve farci pensare che gli stessi fossero una maestranza, date le loro precarie condizioni economiche e di vita. Si può ritenere infatti che detto affidamento sia assimilabile ad un compito assegnato a questi lavoratori più che provvisori. Dall’atto di affidamento si può ritenere che i jurnateri non chiesero il possesso o l’uso ma forse la protezione, presumibilmente raffigurando in quel Cristo dolente una similitudine con le loro stesse condizioni di vita, in quegli anni parecchio difficili. Anche in questo caso sono necessari ulteriori studi d’approfondimento, senza assurgere a depositari di verità inconfutabili.

Anticamente la Compagnia di San Michele si serviva del gruppo per celebrare tutti i riti dei venerdì di Quaresima, una sorta di prime scinnute.  

Il 23 aprile 1620, con atto rogato dal notaio Melchiorre Castiglione, alla cura del gruppo subentrarono i BOTTAI. Non si sa sino a quando la categoria curò il mistere e l’atto più volte citato del notaio Gaspare Maria Guarnotti del 17 maggio 1772 riguarda la dismissione da parte dei Consoli dell’artis vegetariorum (Vegetari) del “mistere della Veronica” alla Compagnia. I Vegetari erano dediti anche alla coltivazione e alla vendita di olive e vino ed è in questo aspetto che alla cura del gruppo “della Veronica” sono subentrati nel corso dei secoli i Burgisi (Borgesi), i Vinattieri-Bettolieri. i Negozianti di Vino, i Carrettieri e gli Agricoltori che avevano il privilegio di raccogliere l’obolo poichè il Sacro Gruppo era molto popolare.

Nel corso degli anni a gestire il gruppo furono quindi i carrettieri, i commercianti di bevande alcooliche, i vinattieri e gli agricoltori così come indicato in un manifesto del 1932 dove leggiamo che nel descrivere i gruppi ed i relativi ceti associati, alla voce del Cristo che ascende al Calvario è indicato che ne curano l’uscita i Negozianti di Vino, i Carrettieri e gli Agricoltori.  Per rimarcare il legame tra il gruppo e il popolo trapanese, venivano chiamati a collaborare alcuni cittadini trapanesi non di categoria e ciò per evidenziare il ruolo della rappresentanza e della partecipazione popolare.

Le dimensioni, soprattutto nelle statue che appaiono più piccole dai restanti e stilisticamente diverse, ci offrono la possibilità di ammirare l’unico gruppo rimasto quasi intatto dalle origini. Ignoto è l’autore dell’opera originaria che, tuttavia, si presume fosse composto da sole tre statue ed alla quale si sarebbero aggiunte le figure della Veronica e dello sgherro che percuote Gesù.  La figura di Cristo presente oggi nel gruppo non è l’originale; probabilmente è la terza in ordine temporale di realizzazione. Quello che si presume fosse l’originaria andò distrutta nei primi anni dell’800 a seguito di un incendio dovuto ai grossi ceri che si collocavano sul gruppo. Fu sostituito da un’opera realizzata dallo scultore Pietro Croce che, diversamente dall’attuale, guardava invece verso la folla. Non abbiamo documenti che ci motivano la sostituzione della statua, fatto sta che si diede incarico allo scultore Antonio Giuffrida di realizzare nel 1903 una nuova opera, l’attuale, questa volta con lo sguardo rivolto al cielo. La statua di Cristo realizzata da Pietro Croce è oggi nella chiesa di Santa Maria del Gesù a Trapani. Il gruppo venne ripulito dai vari strati di vernice nel 1989 da Benvenuto Cafiero, restaurato nel 1995 da Concetto Mazzaglia con la collaborazione di Maria Scalisi.


Foto di Beppino Tartaro -  
Ulteriori approfondimenti nel libro: " I Misteri. La Processione di Trapani " di Beppino Tartaro
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