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Giovedì Santo. Nella settecentesca chiesa barocca
del Purgatorio tutto è intriso di quell' aria dei Misteri che esploderà il
giorno dopo.
Non può
esistere silenzio nella chiesa, è una moltitudine di volti, colori, anime e
suoni che si intrecciano freneticamente.
Il rumore
delle ciaccole. Sono i portatori che provano e riprovano le giuste
posizioni da osservare in processione e poi una volta definite, senti il rumore
secco del nastro adesivo posto a sigillare le imbottiture che nelle aste
serviranno a mitigare le fatiche del trasporto.
Intorno ai
venti gruppi è un continuo afflusso di persone, mentre la Madonna dei Massari
che fino a due giorni prima ha dominato le strade della città antica,è lì in
un angolo, disadorna, sola, mentre tutt'intorno è rumore e vita.
Dopo aver rimosso gli ultimi strati di polvere, cominciano ad arrivare i
consoli con grosse casse. Contengono i preziosi ornamenti argentei. Uno dei
consoli si prepara a quel suggestivo rito della vestizione del gruppo e sale
sulla vara a diventarne quasi un componente. E' osservato dagli sguardi attenti
e affettuosi dei collaboratori e degli altri consoli che controllano affinché
la vestizione proceda bene, che quella spada, quell'aureola, quel fazzoletto, siano collocate al giusto posto per rendere u Mistere
ancor più bello e gli argenti e gli ori sembrano brillare di una luce nuova.
La gente
continua ad affluire e così oltre agli addetti alla processione, sono i
trapanesi che accorrono al Purgatorio, magari dopo aver ultimato il tradizionale
giro dei Sepolcri ( sempre in numero dispari ). Non si può non osservare i
Misteri, sono lì da secoli, sono sempre quelli ma ogni anno è come se vi fosse
sempre qualcosa di nuovo.
La notte
cala sulla chiesa, i curiosi sono quasi tutti andati via completano la bellezza
dei gruppi con delicate composizioni. In chiesa restano i " malati ",
quelli che pur consci delle fatiche che li attneerano il giorno dopoe
ancora l'altro non ne vogliono sentire di riposarsi. E' un intrecciarsi
di dialoghi, pettegolezzi ma soprattutto amore per quella processione
che tra poche ore sarà realtà. Si va a mangiare una "rianata" ( tipica pizza
trapanese con pecorino, aglio pomodoro e origano ), ma poi si ritorna là al
Purgatorio, come se quella di domani fosse una giornata come le altre, come se
non dovesse concludersi alle 14 del Sabato.
La luce del mattino del Venerdì Santo filtra attraverso le vetrate del Purgatorio e già verso mezzogiorno la chiesa è piena come la sera prima. I massari hanno già indossato le casacche, i processionanti sono già pronti, le bande cominciano lentamente ad affluire nei dintorni. I Misteri sono pronti, gli addobbi floreali ultimati, gli argenti lucenti, c'è ancora qualche gruppo che non ha la " manta" nera per coprire i cavalletti ma sarà questione di minuti.
Sembra proprio che i trapanesi ed i tanti
turisti non possano più aspettare.
Ormai si
attende soltanto l'uscita dei Misteri.
Testo di Beppino Tartaro Foto di Peppe Barraco e Beppino Tartaro
© www.processionemisteritp.it
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