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E' il più
conosciuto filmato della " Processione dei Misteri " quello che Tore Mazzeo
realizzò negli anni '50 e malgrado sia stato a lungo ritenuto come la
più antica testimonianza visiva delle processione ( nell'Archivio dell' Istituto Luce si hanno tracce di un video
risalente ai primi anni '30 ed un brevissimo filmato della Settimana
Incom datato aprile 1950 ) ; rimane un " classico " per gli
appassionati della processione e per quanti vogliono scoprire aspetti
ormai scomparsi della rappresentazione del Venerdì Santo trapanese, oltre
a rappresentare un saggio
di autentico cinema neoralista.
Il filmato è databile al 1952 e lo storico Giovanni Cammareri ha
puntualizzato che la presenza di alcune scene con le strade bagnate dalla
pioggia fa propendere per un completamento dello stesso nel 1953. Il
filmato in 8 mm. originariamente muto, venne sonorizzato
successivamente con due tipiche marce funebri registrate dal vivo.
Clicca
qui per leggere l'approfondimento di Mazzeo sul filmato dei Misteri, pubblicato nel 1994
su Trapani Nuova.
L'autore di questo piccolo capolavoro è Tore Mazzeo, classe 1925, che lo
realizzò con una cinepresa Zeiss Movikon monobbiettivo con motore a molla
e colpisce sin dall'inizio per l'affascinante e semplice bellezza dei
gruppi al momento dell'uscita dalla Chiesa del Collegio, per
quell'incidere semplice e austero per le vie della vecchia Trapani ( oggi
colpevolmente abbandonata dalla stessa processione ), da quei volti
sofferti di chi aveva realmente vissuto i drammi e i dolori della guerra e da una generale e profonda semplicità oggi
totalmente scomparsa in una processione sempre più spettacolare e sempre
meno popolare.
Tra le tante differenze con i Misteri di oggi, a parte la inspiegabile
odierna assenza della Confraternita di San Michele Arcangelo, notiamo le
processioni dei ceti affidate alle maestranze; la strabocchevole folla in
Corso Vittorio Emanuele, il ridotto numero dei massari per gruppo ( U Signuri ca cruci n'coddru
ha soltanto due massari per asta più balloncino nela
suggestiva riprersa da dietro la cancellata della Villa Comunale in Via
Bastioni); la devozione popolare
dietro lo stesso Cristo del Calvario; l'immutata
partecipazione delle donne in nero nell'Addolorata e nella stessa
processione di Maria la partecipazione dei bambini allora ospitati presso
l'Ospizio Marino; al momento del rientro dei gruppi al Collegio, la banda
musicale li accompagna sin dentro la chiesa e poi come non ricordare quei volti di
trapanesi che ci hanno lasciato o che ancora sopravvivono anziani e che
tanto diedero alla nostra processione pur nella dimenticanza di chi oggi
la gestisce dimenticando che grazie a quegli uomini che oggi riviviamo le
nostre emozioni del Venerdì Santo.
Il filmato di Tore Mazzeo è infine uno spaccato della nostra Trapani, di
quel suo mondo marinaro e agricolo, di quella gente semplice e profonda
che vive oggi solo nei nostri ricordi.
Desidero personalmente ringraziare Tore Mazzeo per la disponibilità e per
l'amicizia che da sempre lo lega alla mia famiglia ed in particolare a mio
padre Antonio. Quando gli ho chiesto il premesso di pubblicare qualcosa
che parlasse del suo video nel mio sito, non solo ha aderito con entusiasmo ma mi ha
donato due sue splendide pubblicazioni dimostrando quella semplicità e
quell'amore per la nostra città difficile da ritrovarsi ai giorni nostri.
Tore Mazzeo abita nel quartiere San Pietro, nella vecchia e splendida Trapani
, in quel dedalo di vie che fa da sfondo alle immagini dei Misteri; ma la sua verve artistica non si esaurì con quei filmati e ancor
oggi ci diletta con le sue pubblicazioni che proseguono quel grande
spirito artistico e creativo di noi siciliani.
Mazzeo ha pubblicato: Le crociere del paradiso,
romanzo ( Poggibonsi 1985 ); Pecus, racconto ( Trapani 1992 ); Baddaronzuli,
poesie siciliane; La cassata siciliana, racconto, ( Trapani 1994 )
; La storia o una storia, racconto ( Ppadova 1999 ), Giuseppe
Marco Calvino 2 poeti in 1, saggio divulgativo ( Trapani 2004 ) .
Grazie Tore Mazzeo per questo prezioso documento della nostra storia
cittadina, per non aver mai perso l'amore per la nostra Trapani, grazie
per quella semplicità e disponibilità che traspare nella sua
dedica dell'ultimo libro sulle opere e sulla vita di un trapanese
dimenticato, Giuseppe Marco Calvino : " a mio padre don Pippinu 'u pitturi ".
Con affetto e
amicizia
Beppino
Tartaro, figlio dell'amico Totò
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