" I MISTERI "  IN UN VIDEO REALIZZATO NEGLI ANNI '5O - di Tore Mazzeo

Pubblicato su Trapani Nuova il 31 marzo 1994


   

1947. Avevo poco più di vent'anni, venivamo da una guerra perduta alla quale molti di noi avevano partecipato, perchè nel '40 eravamo ancora imberbi. La città era semidistrutta . Pochi edifici del centro storico erano stati ricostruiti e la gente si dava da fare arrangiandosi : l'artigiano riapriva bottega, piccole imprese iniziavano nuove costruzioni, pastifici semiartigianali, dopo anni di razionamenti, lavoravano a pieno ritmo per soddisfare la fame arretrata, piccoli pescatori facendo debiti armavano paranze e cianciuoli, veniva su una piccola e media industria conserviera, qualche raffineria di alimentari, ed il porto cosparso ancora di qualche carcassa, faceva del suo meglio per consentire il carico di marmi a qualche nave. Era l'inizio di una ripresa principalmente voluta dal basso. Sorgevano circoli culturali di universitari ( Corda Frates), di lavoratori ( ENAL) con il suo Coro delle Egadi, risorgeva una modesta attività teatrale con la compagnia " Gli allegri studenti " creata dal sottoscritto e da quel grande sconosciuto genio musicale da poco defunto che fu Enzo Mascari e tanti altri giovani. Sorse il primo circolo del cinema ( del quale per qualche tempo fui il segretario) con Simone Gatto ( poi senatore), Nello Piacentino (poi Presidente della Camera di Commercio), moro giovanissimo e più tardi il Circolo di cultura. In questo clima di dinamismo, qui da noi ( dove purtroppo non esisteva più un teatro ), che eravamo lontani le cento miglia dai grandi centri culturali, una parte prominente della diffusione della cultura, ebbe il cinema. Imperversava il neo-realismo e per noi giovani films come Roma città aperta, Miracolo a Milano, La terra trema, furono emozionali scoperte.

   Nel giusto tempo, perciò, a quel punto, cominciò il piccolo boom delle cineprese amatoriali. Avevano un prezzo relativamente accessibile (si potevano pagare anche a rate) e, soprattutto il costo di produzione di un filmino amatoriale non arrivava forse a mille lire. I più, invece di far " cinema " facevano soltanto fotografie in movimento (proprio come i Lùmiere); i più esigenti, pochini per la verità, inseguirono qualche testo di cinematografia, si esercitarono con mezzi primordiali ( un paio di forbici, una lente d'ingrandimento, una lametta ed un collante ) a fare, attraverso il montaggio, un discorso, costruire cioè una inquadratura e con tante inquadrature una sequenza e poi con tante sequenze montare un film. Poco a poco, raffinandosi, iniziarono ad abbozzare dei canovacci di ripresa e poi delle quasi sceneggiature.

 Sino al  1960, i films dei cineamatori erano in bianco e nero, muti e nel formato 8 millimetri.

 La pellicola non poteva essere duplicata perché il supporto sensibile era " invertibile" per cui i films erano tutti monocopie, salvo rarissime eccezioni costosissime, che consentivano alla monocopia di divenire un negativo.

 Le macchinette da ripresa non avevano accessori; disponevano di un solo obbiettivo di normale lunghezza focale ( quindi niente teleobbiettivi o grandangolari o zoom ), il trascinamento della pellicola non era motorizzato ma a spirale da caricare a mano; non esistevano automatismi espositivi, né filtri ottici per effetti speciali ed inoltre le pellicole non avevano una grande sensibilità.

 Tutto doveva essere fatto dall'operatore con il movimento del suo corpo: avanzare a lenti passi per una carrellata, eseguire torsioni del busto per le panoramiche, mettere sul muso del soggetto la macchina per un primo piano. Inoltre per il montaggio del film no esistevano né titolatrici, né moviole, né incollatrici.

 Il documentario amatoriale I Misteri è stato da me girato nel 1950 con questi poverissimi mezzi : una cinepresa Movikon Zeiss monobbiettivo e un esposimetro manuale a parte, neanche poi tanto preciso.
Avevo preparato un canovaccio di massima che poi, travolto dall'entusiasmo, dalla folla ed affascinato dai personaggi che mi ruotavano intorno ho finito per abbandonare.

 Il film ha soprattutto un pregio : è genuino perché fatto con amore.

                                                                                                                                             Tore Mazzeo

 

 

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