LA PROCESSIONE DEI MISTERI DI VALENZANO 

 

 


   

 

 

 

Presentiamo in questa pagina una delle più singolari processioni dei Misteri. E quella di Valenzano , una ridente cittadina in provincia di Bari .

Le tradizioni della Settimana santa in Puglia sono particolarmente sentite e la provincia barese offre un vasto panorama di tradizioni legate proprio ai riti della Passione.

La processione di Valenzano si caratterizza per il fatto che,  con esclusione delle rappresentazioni di Gesù Morto e dell’Addolorata di proprietà ecclesiastica, tutti i restanti gruppi ( oggi più di quaranta ) o “ santi “ come sono chiamati  appartengono a famiglie valenzanesi che li hanno realizzati per grazie ricevute o per consegne testamentarie o altre regioni.

 

Il rito ha inizio  alle ore 8.00 del venerdì santo con la concentrazione di tutti i “ misteri “ e alle 10.00 prende avvio la processione. Il sacro corteo termina alle ore 15.00 con la predica sulla Passione, seguita nella Chiesa Matrice dalla Liturgia.

In questa pagina presentiamo l’opuscolo ( in pdf ) della processione 2007 e la storia e le emozioni della processione dei Misteri raccontate da un valenzanese d.o.c., l’amico Davide Grimaldi che ringraziamo per la cortese collaborazione.

 

 

 

 

 

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La processione dei Misteri di Valenzano

 

La processione dei Misteri di Valenzano (Bari) è documentata fin dal 1671, all’epoca dell’Arcivescovo di Bari mons. Granafei. Essa nacque per iniziativa dei Frati Francescani con la partecipazione del Capitolo di San Rocco. Non sappiamo quanti Misteri fossero presenti all’inizio, ma possiamo presumere che vi erano almeno i tre fondamentali: il Crocifisso, il Cristo Morto, l’Addolorata, accompagnati da giovinetti vestiti da angeli. Nel secolo successivo la Processione di Penitenza si consolidò e già dal 1853 l’Arciprete ne curava l’organizzazione, avvalendosi di un sacerdote capitolare e di tre deputati, essa si svolgeva al mattino e comprendeva tutti i Misteri della Passione di Nostro Signore Gesù Cristo. In questo periodo, infatti, compaiono i primi Misteri di committenza privata, fatti costruire per devozione o per grazia ricevuta presso le più importanti botteghe leccesi di arte sacra di cartapesta. A partire dal 1888, inoltre, la Processione si arricchì della partecipazione della Confraternita dell’Addolorata, appena fondata. Il numero dei Misteri, che nel 1947 toccava le ventisei unità, oggi supera i quaranta e, tranne l’Addolorata ed il Cristo Morto, di proprietà ecclesiastica, essi appartengono a pie famiglie che ne curano direttamente la custodia, l’addobbo e i portatori, mantenendo viva ed in piena espansione una tradizione di oltre trecento anni.

 

 

 

 

Assieme alla festa del Santo Patrono, San Rocco, e alla Fiera d’Ognissanti, questo evento è uno dei più sentiti dalla popolazione valenzanese e dagli abitanti delle città limitrofe. Giungono persino dalla vicina Bari per assistere alla Via Crucis.

 

Grandissima importanza è ovviamente riservata alla preparazione della processione e all’addobbo dei Misteri, statue realizzate da ottimi maestri cartapestai leccesi, che appartengono quasi esclusivamente a privati.

 

Dai primissimi giorni di Quaresima, i proprietari di ciascun “santo” (nome con cui, a Valenzano, ci si riferisce ad ogni Mistero) si affannano ad avvisare le “ragazze al pizzo”, ragazze e fanciulle che accompagnano le statue lateralmente, reggendo i cordoni dei panni della base e portando, nella mano libera, candele o fiori, a discrezione del proprietario del Mistero. Un tempo esclusivamente le vergini potevano accompagnare il Mistero.

 

L’abbigliamento rigorosamente nero è, quasi nella totalità dei casi, agghindato con un velo nero e guanti tassativamente scuri.

 

Ogni buon proprietario, inoltre, valuta se il proprio “santo” necessita di eventuali ritocchi o restauri. E mentre la Settimana Santa si avvicina, lucida le basi, le mazze e i bastoni sui quali appoggiare la statua; e, naturalmente, fa un piccolo inventario per le candele.

 

 

 

L’usanza vuole che quando dei portatori iniziano a portare un santo non cambino mai più Mistero. È infatti pregio ed orgoglio di ogni proprietario avere dalla sua parte una squadra ben organizzata e completa di portatori. Un tempo difficilmente i veterani lasciavano spazio ai giovani; per fortuna i tempi sono cambiati ed ora, infatti, c’è un cospicuo numero di portatori di giovane età. Proprio gli stessi giovani di cui ci si lamenta, ascoltando le tragiche notizie dei telegiornali. Chi lo avrebbe mai detto?.

 

L’abbigliamento dei portatori è uguale per tutti grosso modo. Eccezion fatta per l’Ultima cena - dove il vestito è grigio - e per “Giuseppe d’Arimatea chiede il Corpo di Gesù a Pilato”, dove i portatori usano magliette nere sotto la giacca, per comodità (il Mistero pesa all’incirca 800 chili ed è effettivamente ingestibile) – solitamente i portatori indossano un vestito nero con camicia bianca e cravatta nera (o papillon per alcuni).

 

Altra componente non meno importante e folcloristica è quella dei bambini.

 

I proprietari di Misteri che riguardano particolarmente la salita al Calvario, se conoscono bambini maschi in giovanissima età tra parenti e amici, solitamente ne scelgono uno, per poi rivestirlo con una tunica rossa, spesso cinta da un cordone bianco, gli pongono sul capo una corona di spine e dipingono il volto di rosso vivo. Al ragazzino poi viene addossata una croce, che porterà per tutto il tragitto della processione, davanti al gruppo dei suoi parenti.

 

Se invece il Mistero non riguarda essenzialmente la salita al Calvario, i bambini vengono vestiti da angeli o santi.

 

Caso particolarissimo è quello della bambina che precede l’Unzione e Sindone, dove la giovinetta vestita di candido bianco e con un diadema bianco, stringe tra le braccia una croce adornata da rose bianche. Per tutta la processione guarderà quella croce con aria triste per la morte di Gesù Cristo.

 

Altre due bimbe devono essere menzionate: quella che precede la Veronica che mostra l’Icona, che ritrae con una perfezione agghiacciante il Mistero (con tanto di fazzoletto con il Volto Santo); e la bambina che precede l’Addolorata, vestita a lutto.

 

Mentre il Venerdì Santo si avvicina, è sempre più sentita la processione dei Misteri.

 

Il Venerdì precedente a quello della Settimana Santa la classica Via Crucis di Quaresima avviene per le strade della cittadina.

 

 

 

 

Solo i proprietari dei Misteri che raffigurano le stazioni della Via Crucis (quindi non tutti i Misteri), escono il proprio gruppo e lo posizionano davanti a determinate tappe della processione, ma non sfilano. Solo l’Addolorata e il Crocifisso della Chiesa Matrice vengono portati in processione, per poi sostare davanti ad ognuno dei tredici Misteri, raffiguranti le tredici stazioni della Via Crucis.Processione, questa, meno spettacolare, ma forse più intima e densa di fede, dato che a differenza di quella del Venerdì Santo, essa avviene di sera e le vie del paese si illuminano di ceri e candele poste sui marciapiedi ai lati delle strade.

 

La Domenica delle Palme quasi tutti i proprietari hanno già avvisato portatori e ragazze, bambini, parenti e amici. Mancano solo i preparativi più importanti.

 

Il Giovedì pomeriggio, infatti, in tutto il Paese c’è un via vai di gente, di fiorai e di ragazzi.

 

Ogni proprietario inizia l’addobbo del Mistero.

 

Principalmente si recupera la base di legno dalle cantine o dai box dei proprietari; si posiziona sui cavalletti o si poggia a terra, si inseriscono le mazze, per poi fissarle con viti e cunei (per evitare che scivolino via durante la processione).

 

Successivamente, con una diligenza impressionante, vengono spostate le statue, dalle loro teche, sulle basi. Chi, come il proprietario delle Tre Croci, ha sicuramente problemi logistici per sistemare il gruppo, chiede aiuto a più persone (solitamente i portatori stessi), che con determinazione e sicurezza inseriscono le statue singolarmente in ogni fessura.

 

Sono momenti belli, di solidarietà e di unione. Momenti che ci dimostrano come davvero siamo tutti fratelli. Lavorando insieme, aiutandoci l’un l’altro, il tutto per la riuscita della processione più intima di Valenzano.

 

Si passa infine a fissare le statue con bulloni e dadi, ma sempre con una riverenza straordinaria nei confronti del gruppo, quasi come a chiederne il permesso. E c’è chi, infatti, ci parla pure con le statue.

 

La tensione aumenta, e ogni proprietario infatti contatta il fioraio (avvisato anzitempo), e cerca sempre di scegliere i fiori più belli per adornare il Mistero.

 

Terminato l’addobbo dei fiori portatori e proprietario si salutano rispettosamente e si danno appuntamento per il giorno dopo, per la processione.

 

Il Giovedì sera, dopo la Messa in Coena Domini, le chiese restano aperte tutta la notte e si svolgono le particolari visite ai “sepolcri”: altari addobbati con fiori e colori suggestivi. Oltre a quelli principali nelle Chiese e nelle Cappelle, sono particolarissimi e bellissimi quelli della grande Croce di ferro in Via Montone, con candele e fiori disposti in croce latina; altrettanto belli sono quelle delle nicchie e delle cappelle private.

 

La gente, già in pieno clima di Venerdì Santo, si affretta a far visita ai vari altari. C’è chi mormora qualcosa, chi prega, chi riflette e chi si compiace ovviamente dell’addobbo.

 

Alcuni tra i proprietari dei Misteri più belli hanno anche l’abitudine di mostrare il proprio gruppo ai pellegrini e ai passanti. Le statue che vengono depositate davanti ai cancelli e portoni dei proprietari, di notte creano un’atmosfera densa di misticismo, con giochi strabilianti di luci.

 

Resteranno per tutta la notte in esposizione, in attesa del giorno dopo.

 

 

 

 

 

Giunge l’alba del Venerdì Santo.

 

La città si sveglia in un clima di profonda tristezza per la morte del Signore, ma si avverte da subito una tensione che aumenta man mano che la processione si avvicina.

 

Alle 8 in punto, uno sparo alla periferia del paese, avverte i proprietari dei Misteri ad affrettarsi a completare gli ultimi preparativi.

 

Dalle 8,30 in poi il paese è un continuo via vai di gente rivestita di nero. Portatori, ragazze, bambini, proprietari, membri del Comitato Feste Patronali, preti e laici, si dirigono in direzione delle case dei proprietari del proprio Mistero. Le strade vengono accuratamente bloccate dai vigili urbani. Il profumo dei fiori inebria il paese e il tepore del sole primaverile rasserena gli animi. Le musiche delle varie bande, moltissime messe a disposizione dei proprietari dei “santi”, sono udibili da ogni parte del paese. Quasi tutti hanno una banda che segue il proprio Mistero.

 

I proprietari dei Misteri solitamente offrono una lauta e completa colazione ai portatori e alle ragazze.

 

Puntualmente i giovani vengono “passati a rassegna” dai veterani: si controllano i bottoni della camicia, il nodo della cravatta e le cinte utilizzate. Cellulari rigorosamente spenti.

 

L’ora si avvicina, i portatori sistemano i cavalletti fuori dall’abitazione del padrone. La statua viene spostata accuratamente fuori e viene posizionata sui cavalletti. Rispettosamente ogni passante si fa il segno della Croce.

 

Ultimi ritocchi a bulloni e dadi, viene agganciato il panno sotto la base, le mazze sono ricoperte e addobbate con cuscini e spugnette protettive per le spalle.

 

Affacciandosi al bivio della strada, i portatori cercano di capire la situazione, cercano di vedere gli altri Misteri a che punto sono. Alcuni iniziano già a muoversi. La musica delle bande si fa più forte, altri musicisti accordano gli strumenti. La tensione aumenta sempre più.

 

I membri del Comitato Feste Patronali iniziano, poi, a girare in tutto il paese per chiamare a raccolta i Misteri. La banda messa a disposizione dal Comitato si posiziona davanti alla casa del Mistero e lo “chiama”.

 

I portatori si avvicinano alle mazze e le abbracciano con molta cautela. Il caposquadra che dà i comandi, solitamente è il più veterano di tutti. “Uno, due, tre, sulle spalle!” – viene intimato dal caposquadra – e subito il santo si erge in tutta la sua maestosità.

 

C’è chi fotografa questo evento e chi applaude commosso.

 

Il caposquadra, subito dopo, procede con i comandi basilari, che verranno poi scanditi da ogni gruppo, e si ripeteranno per tutta la processione: PRONTI? – e i portatori si posizionano con le spalle sotto le mazze – SUEZ! – ed i portatori all’unanimità sollevano il Mistero, pochi secondi per assestarsi e – VIA! – il passo lento e dondolato ha inizio; si inizia sempre e tassativamente con il piede sinistro.

 

Il passo lento e cadenzato, il rumore sordo e ripetitivo del bastone che tocca terra e che dà il passo a tutti i portatori. Lo sguardo fisso in avanti dei portatori, fieri e risoluti. Una tristezza celata dalla determinazione, il gruppo che dondola dolcemente quasi come a suscitare lacrime e pianti tra la folla. A differenza, infatti, del dondolio dei Santi Patroni - decisamente più vivace e festoso - quello del Venerdì Santo, è mesto e malinconico.

 

 

 

 

Dietro il gruppo, gli altri portatori, che forniranno il cambio a quelli sotto la statua, si dispongono ai lati della strada, mentre uno di loro porta i cavalletti dalla casa del proprietario al corso, per posare successivamente il Mistero.

 

All’avvicinarsi di bivi e curve, la colonna dei portatori della parte opposta al senso della curva, compie ampi passi lateralmente, per permettere al gruppo di girare in maniera composta, senza strattoni.

 

Dopo un tratto di strada, o per evitare di addossare i Misteri l’uno dietro l’altro, il caposquadra intima l’”ALT!”; dolcemente il mistero viene appoggiato sui bastoni. Un breve riposo per poi riprendere il cammino verso Corso Aldo Moro, dove si radunano tutti i Misteri, in attesa della processione.

 

Nuovamente, dopo il “PRONTI, SUEZ, VIA!”, il “santo” riprende il cammino.

 

Il compito della guardia municipale e del comitato feste patronali è importantissimo in questo momento, si deve evitare infatti, di far accalcare eccessivamente i Misteri sul Corso.

 

Arrivati sul posto, i cavalletti già posizionati sul posto prefissato dal comitato (in base alla numerazione dei Misteri), il Mistero viene deposto sui cavalletti. Si attende ora l’inizio della processione.

 

La tensione, inoltre, aumenta in attesa di tre Misteri: le Tre Croci, che dalla periferia del paese giungono in centro molto lentamente (per calibrare il peso); il Calvario, che con l’Addolorata è l’unico Mistero che non viene posato sui cavalletti; e l’Ultima Cena, che è il primo Mistero e si posiziona davanti al Corteo.

 

Dalla Chiesa Matrice, poi, escono due incappucciati neri: il primo che regge un sonaglio di legno e l’altro una bandiera nera, a simboleggiare la morte.

 

I due incappucciati aprono la processione.

 

Subito dopo l’Ultima Cena, maestosa ed imponente, Mistero storico, cinque mazze sotto la base e dieci portatori (cinque avanti e cinque dietro).

 

Le ragazze al pizzo di questo Mistero hanno l’abito celeste con un velo bianco sulla testa.

 

Da notare Giuda, che in questo Mistero guarda da tutt’altra parte a differenza degli Apostoli, e impugna il sacchetto con i trenta denari. Le rosette di pane sono vere, così come le brocche e il calice in terracotta.

 

Il Mistero subito dopo dell’Ultima Cena è l’Orazione nel Getsemani. Un Cristo sofferente, che prega e agonizza, con il sudore che si fa come gocce di sangue, che copiose cadono a terra. Un angelo viene a confortarLo e Gli ricorda di dover bere il calice di sofferenza, il motivo della Sua missione.

 

Gruppo portato da quattro portatori, due avanti e due dietro.

 

Seguono gli altri Misteri, dondolando e alternandosi con i comandi. La flagellazione e il Gesù alla Colonna sono molto sentiti dalla popolazione, così come l’Ecce Homo (detto popolarmente “Gesù alla cannedd”: Gesù alla canna), unico Mistero, oltre il Gesù Morto della Chiesa di Santa Maria di San Luca, ad esser stato realizzato completamente in gesso, ed ad essere il gruppo più antico di tutti.

 

La flagellazione, inoltre, ha la particolarità di essere adornato, sui bastoni dove viene poggiata la statua, di pesanti catene di ferro, a ricordare le fruste e i flagelli che straziarono le carni di Nostro Signore. Il rumore metallico che accompagna questo Mistero è molto suggestivo.

 

Man mano che si avvicina il momento culminante della processione, qualche donna inizia a piangere e prega con fede.

 

 

 

 

Mistero altrettanto suggestivo è quello dell’Inchiodazione. Decisamente spettacolare sono invece le Tre Croci. Un gruppo pesante e maestoso. A seguire deve essere menzionato il gruppo della Maddalena ai piedi della Croce, Mistero molto malinconico e triste, che racchiude un misto tra sofferenza e disperazione.

 

Dopo la Somministrazione dell’Aceto si avvicina, imponentissimo e sovrano il Calvario. Una pesante croce di legno, con solo quattro portatori. La morte di Gesù in croce, infatti, è il Mistero per eccellenza. Viene portato con una professionalità ed un portamento fuori dal comune. Oltre alle già citate catene di ferro, questo Mistero è l’unico che non si ferma quasi mai, e il cambio dei portatori avviene mentre la statua è in processione, senza fermarsi e poggiare il gruppo sulle mazze.

 

I portatori inoltre, indossano sul capo una corona di spine, e dei fanciulli attorniano il mistero, vestiti con un saio nero e imbracciando delle colonne floreali.

 

Poco dopo il Calvario ecco che appare il Mistero più pesante e grosso di tutti: Giuseppe d’Arimatea chiede il Corpo di Gesù a Pilato. Il primo anno in cui uscì in processione servirono numerosissimi volontari, perché i pochi otto portatori che lo portavano, a malapena riuscivano a resistere. Attualmente il numero di portatori si aggira dalle sedici unità alle venti. È l’unico Mistero, inoltre, ad avere più portatori sulla stessa mazza.

 

Il Gesù Morto, di proprietà ecclesiastica, invece viene “scortato” da fanciulli in saio bianco, oltre che dai prelati della Chiesa.

 

Caratteristica ed unica, oltre che bellissima, è l’Esaltazione della Santa Croce. Il gruppo presenta la Croce vuota, con i tracci ancora evidenti della Passione di Gesù, attorniata da angeli.

 

Dopo il Crocifisso della Chiesa Matrice, infine, giunge l’Addolorata.

 

Poco tempo prima della processione dei Misteri, l’Addolorata viene “vestita”. La tradizione vuole che la Chiesa resti chiusa durante questo evento e che solo donne possano svolgere questa funzione.

 

L’Addolorata chiude la processione, portata da otto uomini. Altissima e ricoperta di un manto scuro, gli occhi tristi e lacrimanti, la spada nel petto e lo sguardo vacuo. Attorno a Lei, le consorelle dell’Addolorata portano ceri e intonano canti tipici della Settimana Santa.

 

Durante la processione le squadre di portatori si alternano. Quando giungono nei pressi della Chiesa di Santa Maria di San Luca, c’è il rituale “saluto”. La statua si gira per alcuni secondi, quasi ad inchinarsi.

 

La musica delle bande rende il tutto ancora più folcloristico e suggestivo. Altre musiche sono bandite in questo giorno sacro. Il paese si ferma per questo evento. Tutti, bambini, vecchi, uomini e donne, guardano le statue che raffigurano i momenti della Passione di Cristo. Dietro c’è chi segue la processione a piedi.

 

 

 

 

Intorno alle tre del pomeriggio, l’ora in cui Gesù spirò, i Misteri ritornano sul Corso, da dove erano partiti circa cinque ore prima. Solo l’Addolorata si nasconde misteriosamente nei vicoli del centro storico (quando ero bambino, ricordo che non riuscivo mai a capire quando e come l’Addolorata sparisse in così breve tempo dal corteo, n.d.A.).

 

Il parroco della Chiesa Matrice, poi, fa una breve omelia dal balcone della Canonica.

 

Alla fine invoca il nome della Madonna, e dopo le parole “Maria, Maria, vieni dai tuoi figli”, l’Addolorata riappare e viene sollevata sulle braccia, fino a raggiungere il balcone del parroco. Dopo aver benedetto la folla, il parroco infila tra le braccia dell’Addolorata il celebre crocifisso di legno, usato solo in occasione del Venerdì Santo.

 

L’Addolorata infine mestamente ritorna in Chiesa e i Misteri possono rientrare nelle abitazioni dei loro proprietari.

 

Dopo aver riposto il Mistero nella nicchia o nel box, solitamente i proprietari offrono il pranzo ai portatori, commentando la processione e scambiandosi pareri per la riuscita della processione e su come, eventualmente migliorarla.

 

E quando il giorno sta per finire, le strade ricoperte di cera, le luci si spengono e il sole lascia il posto alla notte, la gente medita sulle sofferenze del loro Signore.

 

Ma nei loro cuori la tristezza durerà brevemente, dopo tre giorni infatti sanno che la Croce non simboleggerà più unicamente lo strumento di supplizio dei condannati, ma la speranza di vita eterna dei fedeli. Il loro Dio infatti, vincerà la morte e tornerà alla vita.

 

Ultimamente, inoltre, è stata realizzata un’opera completissima, che descrive al meglio la processione dei Misteri di Valenzano e ogni singola statua, con tanto di nome del proprietario, del maestro cartapestaio e dell’anno di realizzazione.

Il libro in questione è: “La Festa del Dolore. La processione del Venerdì Santo a Valenzano”, a cura di L. Angiuli. Bari, 2003; br., pp. 176, ill.

 

 

Nel 2007 si è raggiunta la considerevole cifra di ben 47 statue:

1.     L'Ultima Cena

2.     L’orazione nel Getsemani

3.     Gesù Sveglia gli Apostoli

4.     Il Bacio di Giuda e la cattura di Gesù

5.     Gesù innanzi ad Anna

6.     Il rinnegamento di Pietro

7.     Gesù innanzi a Caifa

8.     Gesù alla corte di Erode

9.     Gesù innanzi a Pilato

10.           La Flagellazione

11.           Gesù alla Colonna

12.           Gesù coronato di Spine

13.           Gesù schernito dai soldati

14.           La presentazione al popolo

15.           Ecce Homo

16.           La presentazione della Croce

17.           L’Imposizione della Croce

18.           Gesù caricato della Croce

19.           Prima Caduta

20.           Incontro con la Madre

21.           Il Cireneo

22.           La Veronica asciuga il Volto

23.           La Veronica mostra l'Icona

24.           Seconda Caduta

25.           L’incontro con le Pie Donne

26.           Terza Caduta

27.           La Spogliazione

28.           L'Inchiodazione

29.           La Tunica tirata a sorte

30.           Le Tre Croci

31.           L’Apostolo Giovanni

32.           La Maddalena penitente

33.           La Maddalena ai piedi della Croce

34.           Somministrazione dell’aceto

35.           Il Calvario

36.           Il Centurione Longino

37.           Giuseppe di Arimatea chiede il Corpo di Gesù

38.           La Schiodazione

39.           La Pietà

40.           Il Trasporto al Sepolcro

41.           L’Unzione e Sindone

42.           La Deposizione

43.           Gesù Morto

44.           Le Tre Marie

45.           L’Esaltazione della Santa Croce

46.           Il Crocifisso

47.           L'Addolorata

 

 

 

 

Davide Grimaldi

 

Fonte: Opuscolo informativo del 2007 fornito dal Comitato Feste Patronali San Rocco in occasione della Processione dei Misteri.

 

 

 

 

Un sentito ringraziamento al caro amico Davide Grimaldi per la collaborazione

 

Foto tratte dal sito : www.lanera.com/heritage/culture/goodfriday/misteri/indexit.html

 

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