La
Piazza del Purgatorio è affollata da ore, fedeli, curiosi, turisti sono lì ad attendere
che quel portone si apra, che inizi quell'evento atteso da un anno dove
passione, fede e folklore si uniscono nella tipica atmosfera di questa
terra dei contrasti.
Nella
chiesa delle Anime Sante del Purgatorio, a pochi minuti dall'inizio del sacro corteo,
l'attesa è palpabile.
Tutti i gruppi sono già pronti e con essi i consoli in abito
nero, i massari e tutto quel popolo di figuranti in costume, collaboratori
e intrusi.
Alle
14 in punto, lentamente il portone si apre. Un brusio pervade la piazza.
I volti dentro la chiesa sono ancor più emozionati.
Rullano i tamburi, ecco il gonfalone Comune di
Trapani, poi quello dell' Unione delle Maestranze e dietro lentamente
avanza la Confraternita di San Michele Arcangelo( *
), la storica fondatrice della
processione del Venerdì Santo. I sacchi rossi ed i cappucci bianchi dei
confrati ci fanno subito entrare nel clima della Passione, scattano le
macchine fotografiche ed i bambini guardano con timore quegli uomini
" misteriosi ".
I
tamburi cessano quel ritmo frenetico e improvvisamente la banda
intona la marcia funebre. Si sente dentro la chiesa un colpo di
" ciaccula " e poi ancora un altro e " A'
Spartenza ",
il primo gruppo che rappresenta l'immaginario episodio del distacco tra
Gesù e Maria si avvia verso l'uscita. Eccola lì, davanti alla
piazza, gli occhi di tutti la scrutano con attenzione, fede o curiosità,
ammirano quei volti che le mani dei nostri antichi artisti seppero rendere
quasi vivi e a cui " l'annacata" conferisce l'idea di un lento
incedere tra la folla.
Passa
" A 'Spartenza "e già inizia la processione della " Lavanda
dei Piedi " e sarà così per tutti i restanti gruppi, ma
l'emozione assume toni profondi quando ad uscire sono "
L'Ascesa al Calvario" con il volto del Nazareno ingabbiato dai grossi
ceri votivi, dall' "Urna " con il corpo di Cristo e dall'
" Addolorata ". I più anziani si fanno il segno della croce.
Quando
anche il viso sofferente di Maria, avvolta nel suo prezioso mantello nero,
lascia la Piazza del Purgatorio, una stanchezza di fede e passione è
palpabile tra la gente.
Le
musiche si allontanano verso le vie della città, seguite dai trapanesi
residenti, da quelli che vengono da lontano per un giorno nella loro
città pur di non perdersi i " Misteri ", dai turisti che non
credevano come si svolgesse un rito così maestoso e suggestivo. La
processione si addentra per le strette vie della vecchia Trapani, basta
trovare i venditori di " caccavetta e simenza ", cioè di frutta
secca, per capire che siamo ormai nei paraggi. E sarà così per la
sera e per tutta la notte.
Trapani, vive il suo giorno più bello.
(
* ) Ho inserito,
nella descrizione dell'uscita dei gruppi, la Confraternita di San Michele
Arcangelo con l'augurio che essa possa tornare presto ad occupare il suo
storico e fondamentale ruolo nella processione.