LA  SOLLEVAZIONE DELLA CROCE - Storia di un "Mistere rifiutato"


 

 

 

 

La Ancora oggi si parla a Trapani di un gruppo dedicato all' " Ultima cena " che per anni sarebbe stato segretamente custodito nella Chiesa del Collegio. I recenti lavori che hanno ridato la chiesa dei gesuiti alla città , hanno al contempo sfatato questa favola cittadina , nata da tutta una serie di errate e inesistenti interpretazioni, tutte errate tranne in un punto  cioè che effettivamente, sino alla sua riapertura dopo mezzo secolo di oblìo, la Chiesa del Collegio custodì un gruppo dei Misteri ma non si trattava dell'episodio dell' Ultima cena ma della "Sollevazione della Croce".

 

E approfondiamo pertanto questo gruppo e la sua complessa storia nel corso dei secoli.

 

Il gruppo della " Sollevazione della Croce ",  venne affidato ai falegnami con atto rogato dal notaio Melchiorre Castiglione il 23 aprile 1620 ( corda 9996 - pag.198 recto - AST Trapani ).

 

L'opera originaria, di autore ignoto, aveva subito parecchi ritocchi da restauratori poco competenti, mostrando altresì evidenti difetti nelle rappresentazione dei personaggi. 
Apparivano infatti eccessivamente caricaturali i volti dei giudei , meglio modellate le figure del tribuno e del centurione mentre la figura del Cristo, era piccola e scheletrica.
( foto della prima riga ).

 

Andato in frantumi a seguito dei bombardamenti del 1943, venne affidato al Prof. Domenico Li Muli, il compito della ricostruzione e l'artista volle creare un' opera personalizzata,  ispirandosi a noti esempi classici. Nell'edizione del 1951, il nuovo gruppo poté ritornare in processione, con alcune diversità rispetto all'opera andata distrutta, infatti Li Muli aggiunse un soldato romano e tolse la figura del tribuno e di un servo ( vedi foto della seconda riga ).

 

La nuova Sollevazione ( foto della seconda riga ) seppur valida dal punto di vista artistico, non piacque però ai trapanesi per la presunta poca omogeneità con i restanti gruppi dominata dalle figure virili dei soldati, ricordanti lo stule fascista delle rappresentazioni dinamiche. Fu pertanto necessario rifare il " mistero " e finalmente, in occasione della processione del 1956, il prof Domenico Li Muli poté presentare la nuova opera con la ricomparsa della figura del tribuno, di un soldato romano e di sue servi, uno dei quali raddrizza la croce con le corde. Essa fu accettata dai trapanesi e poté far parte definitivamente della Sacra rappresentazione del Venerdì Santo.

 

Per molti anni, il gruppo " rifiutato " del 1951 venne ingiustamente abbandonato nelle navate della più che abbandonata Chiesa del Collegio; l'opera che è comunque pregevole dal punto di vista artistico, è stata dapprima collocata nel settecentesco Palazzo Riccio di Morana, in via Garibaldi e oggi è esposta in via San Francesco d'Assisi, a pochi passi dalla chiesa del Purgatorio, nei locali della VICARIA, ex carcere.

 

Per i trapanesi che desiderano conoscere un pezzo di storia della nostra processione, grazie all'opportunità concessa dalla Provincia Regionale di Trapani, vi è ora la possibilità di ammirare quel gruppo per troppo tempo abbandonato ed esposto in una sala dedicata proprio al prof.Li Muli.

 

 

 

 

 

Foto 1  Foto Edizioni Achille Tartaro - Collezione privata Antonino Perrera
Foto 2  Foto Edizioni  Salvatore Matera
Foto 3  Foto Edizioni Rosa Gianquinto - Collezione privata Beppino Tartaro
Foto 4 Foto Edizioni Mannone - Collezione privata Beppino Tartaro
Foto 5 Sollevazione 1951 in processione
Foto 6 - 16 Sollevazione  Foto di Beppino Tartaro

 

 

Testo di Beppino Tartaro

© -  www.processionemisteritp.it  

 

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