POVERI  SIVIGLIANI !

 


 

   

 

 

 

Le foto di questa pagina sono state gentilmente inviate dal caro amico Giovanni Cammareri in durante il suo recente soggiorno a Siviglia in occasione della Settimana Santa.

 

Le immagini sono state scattate da un balcone del centro storico di Siviglia e pur tenendo conto delle dovute differenze, non possono non indurci ad un paragone con Trapani

 

Siviglia ha circa 700.000 abitanti e tutte le processioni della “ Semana Santa “ (sessantuno) si svolgono esclusivamente nel centro storico. Non è mai esistito e non passa neppure nella mente in  un sivigliano immaginare le processioni in contesti diversi dalla vecchia città.

 

Probabilmente ciò è dovuto al fato che i sivigliani non hanno una…" Calle Fardella " !!!

 

Tra le scuse ridicole che vengono tirate fuori a Trapani per non effettuare una processione nel cento storico della nostra città vi sono quelle di “ ordine pubblico” e come comportarsi se dovesse servire un’ambulanza il venerdì santo se blocchiamo la città !

 

Che poi Trapani antica la si blocchi per giorni e giorni per le varie regate veliche questo è un altro discorso ma evidentemente a Siviglia avranno raggiunto un accordo con il Padreterno affinché nessuno si ammali o muoia nei sette giorni della Passione.

 

A Trapani lo scorso anno , per una costosa mostra di crocifissi , si è deciso di spostare il giorno di una scinnuta, come se in Piazzetta Purgatorio affluissero normalmente decine di migliaia di persone;  in realtà ci hanno provato anche pochi giorni fa con  San Francesco di Paola , proponendo di deviare il percorso per lasciar spazio a bancarelle e saltimbanchi ma ” Santu Patre” ha deciso alla sua maniera….!  

A Siviglia che è dieci volte più grande di Trapani nulla viene bloccato e non dimentichiamo che non è stato neppure chiesto il rinvio della partita del Siviglia Calcio che milita nella “ Liga” ( serie A spagnola ) e sembrerebbe quindi che in terra iberica non vi siano quelle nostre paranoiche manie di ordine pubblico !

 

Osservando attentamente le foto notiamo infatti come non vi siano i celeberrimo uomini della “ security “, evidentemente gli spagnoli sanno esser più diligenti e osservanti dei trapanesi…

 

I balconi sono elegantemente addobbati con drappi rossi e candele che creano un'atmosfera particolare.

 

A Siviglia non esistono transenne , non vi sono “ ducetti battistrada” a redarguire chi osa attraversare la strada ma il rispetto della processione da parte dei sivigliani è tale che al passare di un” paso “ scende il silenzio, quel religioso silenzio della Morte di Cristo che da noi puoi avere solo se proietti un filato dei Misteri e togli l’audio…

 

Ma quel che maggiormente colpisce di queste foto sivigliane è il passaggio del “ paso “. I gruppi spagnoli sono di dimensioni notevolmente maggiori rispetto a quelli di Trapani e le strade sono invece simili alle nostre. Le foto di Cammareri, scattate il Mercoledì Santo  a Calle Francos, mostrano il passaggio del “paso” del “ Carmen Doloroso “ raffigurante  la scena evangelica della “ Negazione “. Si noti come la via si restringa e tra i bordi esterni del “ paso” e le case sono a pochi centimetri. Non dimentichiamo poi che i “ costaleros” cioè i portatori sono posti sotto il “ paso” e quindi la difficoltà è indubbiamente maggiore rispetto a casa nostra.

Per quel budello, in occasione della " Semana Santa " transitano ben novanta "pasos", dato che ciascuna delle confraternite sivigliane può avere anche più di un " paso " da condurre in processione.

Secondo voi sarebbe mai possibile che a Trapani un gruppo, nella scellerata ipotesi che li si facesse transitare al centro storico potrebbe mai passare dalle nostre vie se la distanza tra “ u mistere” e le case fosse come quella di Calle Francos?

 

Oggi no, forse perchè le più belle “ teste pensanti “ le abbiamo noi a Trapani , dove ci preoccupiamo di tutte le misure di salvaguardia e di pubblica incolumità e per questo che preferiamo la via Fardella dove tra i gruppi e le case vi sono decine di metri !

Eppure non era così perché anticamente i nostri gruppi transitavano dall’Arco dell’Orologio, da via Apì e da altre strette e affascinanti vie .

E’ vero che le “vare” erano allora più piccole ma probabilmente non vi erano consoli di altro spessore !

 

Poveri  spagnoli, poveri sivigliani , cosa sono costretti a fare per vedersi i “ pasos “.

Beati noi trapanesi che con birra e caccavetta ( i palloncini no, mi raccomando ) possiamo goderceli a debita distanza. Poveri sivigliani che per sette giorni , dal Domingo de Ramos ( Domenica delle Palme) alla Pasqua di Resurrezione vedono il loro centro storico invaso ( loro sì ) da una moltitudine di gente; poveri sivigliani costretti a veder sfilare pericolosi confrati vestiti con altrettanti pericolosi cappucci che la nostra inquisizione religiosa ha giustamente vietato e che il nostro silenzio ha approvato, poveri sivigliani costretti ad amare la storia della loro città !

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Foto Giovanni Cammareri

 

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