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Oltre alle manifestazioni che attualmente si
celebrano a Trapani in occasione della Settimana Santa, ve n'erano altre che col
tempo vennero abolite.
Mario Serraino, nella pubblicazione "
Trapani nella vita civile e religiosa " descrive tre processioni che
avevano luogo nel periodo quaresimale.
La " Processione di
mezza quaresima " iniziava dalla chiesa madre reggente (
S.Lorenzo, S.Pietro, S,Nicola). Il Parroco si disponeva al centro delle due ali formati dai Capitoli
delle tre chiese parrocchiali mentre i cantori intonavano lì Exurge Domine e le
litanie dei Santi. Il rito si concludeva nella chiesa di Sant'Antonio
Abate , ubicata alle spalle dell'Ospedale S.Antonio, attigua all'
Ospedale dei Pellegrini e vicino all' Ospedale di S.Sebastiano, dove si
cantava l'antifona dedicata ai santi Cosma e Damiano ( atto 4
luglio 1760 - not.Baldassare Renda ).
Le " processioni dei
due sabati di mezza quaresima " prendevano avvio dalla
Chiesa reggente e si intonavano litanie dedicate a Maria SS, di Trapani.
Quando la processione arrivava nei pressi della porta austriaca del
Castello di Terra , un sacerdote della chiesa di San Pietro cantava l'
Ave Maris Stella e contemporaneamente tutti i fedeli si
genuflettevano. Successivamente il corteo, intonando altre litanie
proseguiva verso il santuario dell'Annunziata e una volta giunto a
destinazione veniva accolto dai padri Carmelitani con la Croce
processionale , issata su un'asta recante il Cristo sulla fronte e la
Madonna o un santo sul retro. Il sacerdote della chiesa di S.Pietro
reintonava l' Ave Maris Stella e a quel punto la processione faceva il
suo ingresso solenne nella cappella della Madonna di Trapani dove,
l'Arciprete della chiesa di S.Pietro intonava il " Salve Regina " e il "
Sub Tuum praesidium " mentre il clero si disponeva nel coro per
ascoltare la predica. AL termine del rito la processione ritornava in
città per concludersi con il l'antifona del Santo titolare della Chiesa
Madre dove prima di entrarvi il parroco si genufletteva tre volte,
cantando l'Ave Maris Stella con il viso rivolto in direzione del
santuario dell'Annunziata ( atto 4 luglio 1760 - not.Baldassare Renda ).
Da
quanto riferisce G.B.Pugnatore nella sua " Historia di Trapani",
la Cerimonia intorno alle Pubbliche Porte,
nel giorno della Domenica delle Palme, iniziava
i riti della Settimana Santa e la prima chiesa dove si teneva il rito della
sacra benedizione era quella dell'Itria, le cui palme essendo le prime ad essere
benedette, erano considerate di particolare importanza.
Nella chiesa
di S.Pietro si teneva una particolare cerimonia, cui partecipava l'arciprete,
l'intero Senato, il Capitano di Giustizia, il Sindaco, il Prefetto ed il
Governatore della Piazza. Terminato il rito con la distribuzione delle palme,
aveva inizio la Processione
per le vie dell'antico quartiere S.Pietro.
La
processione si concludeva con l'ingresso dell'arciprete in groppa ad un asino
che, varcando la porta della chiesa, rievocava l'ingresso di Gesù a
Gerusalemme.
Coloro che
avevano ultimato il ritiro spirituale
in un edificio fuori città, detto " Casa Santa ",
rientravano in fila, recitando le litanie. Attraversando le strade della città,
il corteo raggiungeva la chiesa del Collegio, dove veniva impartita la
benedizione del sacramento.
Le strade erano piene di gente e ci si
preparava alla prima rappresentazione, chiamata A'
cena.
Mentre
le strade echeggiavano del frastuono della gente, nella zona della
congregazione di Maria SS.di Custonaci, si allestiva lo scenario per
ricordare l'ultima cena di Cristo ed analogamente ciò accadeva per le altre
congregazioni.
Nella
rappresentazione scenica, la folla partecipava emotivamente, fischiando Giuda e
restando in silenzio ad ascoltare i sermoni di Gesù.
Proseguivano
in altre chiese gli esercizi spirituali di preparazione e il mercoledì nella
chiesa della Badia Grande si celebrava il
Rito
delle tenebre. La chiesa era immersa nel buio, vi era soltanto
la luce delle candele di cera gialla in un'atmosfera profondamente cupa.
Si intonavano cori , detti "mattutini delle
tenebre", evocanti la morte di Gesù. Essi terminavano soltanto
quando tutte le candele si sarebbero spente.
Il mercoledì
era il giorno della processione della "
Madre Pietà
dei Massari " ( dal 1956 questa processione verrà
anticipata al martedì, così come quella della " Madre Pietà del Popolo " che da giovedì verrà anticipata a mercoledì ),
mentre in vari punti della città, continuavano a celebrarsi altre
" cene ".
Nella
giornata di giovedì, oltre al rito della
lavanda dei piedi ( ancora in uso ), si legavano in tutte le chiese
le campane ed al tempo stesso venivano coperte tutte le immagini di Gesù.
Prima che iniziasse la visita dei
Sepolcri,
dalla chiesetta di S.Annella cominciava la processione della "
Madre Pietà del
Popolo ", mentre alle ore 21, si teneva la visita ai
Sepolcri da parte della Processione delle Marie.
La
processione era aperta dalla Compagnia di Maria SS. di Monferrato, seguivano
altri confrati che trascinavano ai piedi delle pesanti catene; vi erano
personaggi vestiti da angeli ed altri che portavano lance, fruste, catene
e corone di spine ed i battitori che per penitenza si flagellavano a sangue. E
poi arrivavano i personaggi sacri : S.Giovanni, Maria Maddalena e la Madonna.
Quest'ultima era in cerca del figlio e ad ogni chiesa nella quale entrava il
sacro corteo, esclamava " Figlio, Figlio ! ". Poi la
Madonna sveniva e si appoggiava a San Giovanni che chiedeva aiuto a Maddalena .
E si andava avanti così per la visita di altri " Sepolcri "
sino a notte fonda. La processione si tenne per l'ultima volta nel 1820.
Le giornate
di venerdì e sabato
trascorrevano con il rito della
Discesa
dalla Croce a S.Maria di Gesù e la solenne Processione
dei Misteri.
La Calata
della tila era il rito con il quale, a mezzogiorno di Pasqua,
si celebrava la Resurrezione.
Era la
chiesa dell' Annunziata la prima a svolgere la calata della tela. Dopo la
funzione religiosa, veniva scoperta la statua di Cristo, in un tripudio di fiori
e carta colorata e al contempo le campane della chiesa, legate nei giorni
precedenti, venivano liberate e lasciate suonare a festa.
Nella stessa
giornata si svolgeva un altro rito , quello dell'
Incontro
tra Maria e Gesù.
La statua di
Maria usciva dalla chiesa dei padri Mercedari, mentre quella di Gesù da quella
di S.Michele. Le statue percorse le vie della città, si incontravano nella Rua
Nuova ( Via Garibaldi ), mentre tutt'intorno il volo dei colombi e lo scampanio
dei bronzi celebrava solennemente la Pasqua.
Le
sacre celebrazioni si concludevano il Lunedì dell'Angelo con la
Processione
del Cereo.
Per cereo si
intendeva il cero offerto in elemosina, dalle maestranze cittadine, alla
venerata immagine della Madonna di Trapani.
Ciascuna
maestranza si ritrovava davanti la propria chiesa e da lì tutte convergevano
verso la " Porta Reale " da dove iniziavano la
processione verso il santuario, seguiti dal cero del re e dalle Maestranze in
ordine d'anzianità.
Riportiamo quanto citato da Mario Serraino
nella sua pubblicazione : "
... approvata nella forma in data 17
settembre 1499 ed autorizzata in data 7 novembre dello stesso anno,
giusto atto del notaio Antonio Castro datato 17 marzo 1523 , la
processione si svolgeva il lunedì dopo la Pasqua di Resurrezione;
successivamente la manifestazione venne trasferita al martedì
successivo.
Intervenivano alla processione i Padri
Carmelitani, ma i veri protagonisti erano i Ceti cittadini, i quali
tutti partecipavano, recando ciascuno un grosso cero, da offrire alla
Madonna e sul quale erano impresse le insegne dell'Arte.
La partecipazione delle Maestranze e la
loro precedenza nella processione vennero regolate dalla lettera del
Vicerè Giovanni De Vega, inviata nel 1555 e depositata nell'Archivio
storico comunale; l'ordine del corteo era il seguente ; " In primis la
santa Cruci, poi li schiavi, li burgisi, li navi ( naviganti ), la barca
( pescatori ), li putiara ( bottegai ), li tavirnari ( esercenti di
bettole ), li siniara ( ortolani ), li firrara ( fabbroferrai ), li
muratura ( murifabbri ), li mastrurascia ( falegnami ), li bottai, li
calafati ( carpentieri ), li curdara ( canapai ), li spatari (
fabbricatori e venditori di spade ), li cubbaitari ( dolcieri ), li
carnizzeri ( macellai ), li custoreri ( sarti ), li curallai ( corallai
), li arginteri ( orefici ), li barberi, li mircanti, li speziali (
farmacisti ) et merceri a bando ( venditori ambulanti )".
La
processione del Cereo, a seguito di interminabili discussioni, fece la sua
ultima comparsa il lunedì di Pasquetta del 1786.
Testo tratto da :
Trapani nella vita civile e religiosa - di Mario
Serraino - Editrice Cartograf
La Settimana Santa nel trapanese -
Passato e presente - di Giovanni
Cammareri - Coppola editore
Illustrazione : chiesa del Purgatorio - Stampa di R.Mazzaresi
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