GRAZIE AVVOCATO MARIO !

 


 

   

 

 

C’era il sindaco a rappresentare la città con la fascia tricolore ed il gonfalone, la Presidente del Consiglio Comunale, c’erano gli ex primi cittadini Megale,  Colbertaldo, Garuccio, c’era Padre Roccia fraterno amico e padre spirituale, c’era poca gente in quel pomeriggio di maggio nella chiesa di San Michele ad accompagnare l’ultimo viaggio dell’avvocato Mario Serraino, classe 1925.

 

Finalmente quello scomodo personaggio se ne è andato, finalmente non lo sentiremo più invocare storia, tradizione e religione in quella processione dei Misteri che tanto amava.

 

Era "scomodo" Serraino. Non aveva dalla sua la dote della simpatia, della comunicazione immediata e accattivante, in quest’era dell’apparire, della non cultura e della celebrazione quotidiana del'ignoranza  lui non c’entrava proprio nulla, anzi era alquanto…antipatico , a detta dei soliti !

 

Bastava però sentirlo parlare e ti accorgevi che davanti a te non vi era solo una persona, non solo un avvocato ma un libro aperto che ti narrava come era la nostra Trapani e com'era la nostra processione.

 

Sino a qualche anno fa lo si incontrava “ a loggia “ , davanti al Collegio con i suoi amici, oggi gran parte di essi scomparsi.

 

Profondamente cattolico, riordinò l’archivio della Curia, spulciando atti e trascrivendo dati e notizie. Non c’erano le macchine fotografiche digitali a semplificare il lavoro ed a criticare e l’avvocato annotava tutto sul suo blocco d’appunti !

 

Chi era Serraino ? Proviamo a spiegarlo e soprattutto a ricordarlo all’Unione Maestranze !

 

Era il 1943 e le bombe devastarono Trapani, colpendo anche la sede dei Misteri, la chiesa di San Michele.

 

I bombardamenti colpirono gravemente alcuni gruppi ma in quel marasma , in quei giorni dove la fame e la morte convivevano era alquanto difficile immaginare che qualcuno si prendesse la briga di scavare materialmente tra le macerie alla ricerca di teste, braccia e di qualunque altra cosa che appartenesse ai gruppi.  Serraino lo fece in quella chiesa di Santa Lucia dove si cercava di ricomporre i gruppi.

 

In quei giorni solo un “pazzo” o un “ innamorato “poteva darsi da fare per far rivedere ai trapanesi i loro amati Misteri, trovare una sede, organizzare qualcosa che oggi ci sembra normale perché, crisi o non crisi, stiamo tutti bene ma in quegli anni era cosa ben diversa.

 

Riorganizzò la processione, avviò la ricostruzione dei gruppi danneggiati, fece quel che poteva fare e anche di più per quei Misteri dei quali sapeva tutto.

 

Divenne anche sindaco della sua Trapani ma non durò molto sia per il suo carattere che per quelle beghe politiche che facevano e fanno parte della storia di tutto.

 

I ceti  prendevano allora i contributi direttamente dal Comune e qualcuno , in quei primi anni ‘70 intuì che solo creando l'unità di tutti i ceti si sarebbero potute evitare le differenze nei contributi.  A Serraino quell’idea non piacque e non perché avesse in odio le maestranze, come hanno voluto far credere negli ultimi tempi certi “ signori “, ma perché intuiva che la progressiva commercializzazione della processione l’avrebbe fatalmente condotta a ciò che vediamo oggi e alla perdita, puntualmente confermata, della componente religiosa.

 

Furono gli anni nei quali al democristiano Serraino si contrappose chi navigava nell’area dell’allora emergente e rampante partito socialista .

L’Unione Maestranze non aveva una sede, ci si riuniva di volta in volta o in via Verdi o presso il  Corpo Piloti al Molo Sanità.

 

Aveva paura l’avvocato Serraino che tutto cambiasse, che si perdesse quella genuina semplicità che rendeva affascinante la nostra processione. Erano gli anni delle vere maestranze in processione, delle cinque o sei bande, delle vie del centro storico e del lento avanzare della forza economica  della via Fardella.

 

L’ Unione Maestranze, per coloro che non sanno perché giovani o se più grandi perché “hanno dimenticato” non si costituì all’unanimità.  Furono tredici  i ceti che vi aderirono nella fase iniziale.

 

 E per chi oggi “dimentica” ricordo che fu proprio l’avvocato a convincere i ceti riluttanti ad aderire al progetto dell’Unione.

 

Temeva l’avvocato quella preponderante forza laica perché la chiesa trapanese, anche in quegli anni, vedeva la processione come un qualcosa di secondario.

 

Chi crede che Serraino era un uomo semplicemente avverso alle maestranze  l’invito a riascoltare l’intervista al console Giuseppe Savona dove u zu Pio riconosce il ruolo fondamentale dell’avvocato nella ricostruzione della processione dopo la guerra .

 

Nello stesso anno , il 1974, nel quale si fondo l’Unione Maestranze , l’avvocato Serraino si fece promotore della rinascita della Confraternita di San Michele Arcangelo.Quale poteva essere lo scopo ? Economico ? E di che ?  Erano solo motivazioni religiose, storiche e culturali  . Non voleva Serraino che la confraternita passasse in secondo piano, che non le venisse tolto quel dovere storico e religioso, di essere lei il punto di riferimento della processione .

 

Guardate oggi come siamo ridotti . Ad aprire il corteo del Venerdì Santo, tranne le fugaci apparizioni di un crocifisso,  vi è il gonfalone del Comune e quello “ con i grissini” dell’Unione Maestranze. Non era e non dovrebbe essere così perché ad un solo simbolo spetterebbe il primo posto , il vessillo della Confraternita ma oggi non è più così  e difficilmente, almeno finchè vi sarà qualcuno a Trapani, tornerà !

 

Sembrerà starno a chi è nato dopo immaginare qualcosa di diverso dall’UM nell’aspetto organizzativo dei Misteri ma quelle semplici processioni dove vedevi  tre quattro gruppi con una sola banda erano organizzate dal Turismo e dalla Confraternita. Altri tempi, dove non si vedevano transenne , security e dove ci si fermava Piazza Vittorio !

 

Non aveva figli l’avvocato e non era legato che ai suoi libri. Quando ricevette dal Comune due medaglie per riconoscenza all’attività scolta per la processione, le donò ai due gruppi più rappresentativi : Ascesa al Calvario e Addolorata.

 

 

Fu strenuo difensore dell’obbligo di inventare tutti i preziosi dei Misteri, un progetto che dovrebbe essere d’obbligo dato l’immenso valore artistico ma che non lo si vuole fare ed il perché non è difficile capirlo !

 

L’Unione Maestranze lo snobbò in occasione del trentennale della sua istituzione ed anche un Presidente come D’Aleo che l’aveva personalmente conosciuto non ritenne opportuno consegnargli una pergamena, un ricordo non del suo rapporto con l’UM ma per quel che Serraino aveva fatto per i Misteri.

 

Quando lo intervistai nel 2005 non era più l’avvocato di un tempo, l’età si faceva sentire ma si avvertiva la passione di sempre, la stessa grinta, soprattutto lo stesso amore per la verità e per quella Chiesa alla quale diede tanto !

 

Era triste, questo sì, perché i Misteri non erano più quelli che aveva condotto per mano in quegli anni della ricostruzione.

 

In quel colloquio telefonico mi accennò ma non volle che lo scrivessi , di una lettera inviata al vescovo di Trapani nella quale Serraino, in qualità di Governatore della Confraternita  avrebbe chiesto un incontro con il vescovo e alla quale, sempre secondo quanto mi disse Serraino non solo non vi fu alcuna risposta ma da lì a poco si passò al congelamento della “San Michele”. E allorquando gli chiesi se poteva farmi avere copia di quella lettera mi rispose …che non sapeva dove fosse ! Forse davvero non la trovava o forse , tutto sommato, non voleva far del male a quella Chiesa che continuava ad amare e dalla quale è stato premiato con una denuncia per appropriazione indebita di documenti .Una mattina di qualche mese fa infatti, per chi non lo sa vorrebbe non si sapesse, bussarono alla porta dell’avvocato le forze del’ordine per sottoporre a sequestro i documenti presenti a casa Serraino.

La moglie dell’avvocato mi raccontò del gravissimo colpo che quel gesto arrecò al già fragile e provato corpo dell’avvocato. Mi ringraziò per quell’articolo su EXTRA e le promisi che sarei andato a trovarli in occasione del mio prossimo viaggio a Trapani. Non sono riuscito perché non solo l’avvocato se ne è andato ma nello scorso marzo la signora l’ha preceduto lassù !

 

Preferisco non aggiungere altro perché da scrivere sulla verità dei Misteri non si finirebbe più. Ma non si può oggi non gridare VERGOGNA al comportamento del’Unione Maestranze che non solo non ha partecipato ai funerali ma che nel suo sito ha taciuto ( a tutt'oggi )  sulla morte dell’avvocato Serraino, dimenticando che senza di lui forse non avremmo oggi la processione e quei gruppi splendidamente restaurati solo grazie al suo interessamento.

Così come non meno colpevoli sono quei consoli che lo conobbero o quei figli di consoli coetanei di Serraino che hanno scelto di non presenziare alle esequie.

 

Sulla mancata partecipazione della Chiesa trapanese ai funerali, credo che ogni commento risulti superfluo !

 

Piaccia o meno all’Unione Maestranze e a qualche religioso , Mario Serraino rappresenta ancora oggi, e soprattutto adesso che non è più, la storia della città e della processione e inconsapevolmente con la loro assenza ai funerali hanno donato allo “ scomodo  avvocato” il dono più bello, quello di averlo lasciato in pace nel giorno della verità che avremo tutti, anche coloro che oggi si illudono di comandare ma che non potranno mai sottrarsi al giudizio di Dio.

 

E quel suo ultimo viaggio Serraino ha voluto che prendesse avvio da quella chiesa che conserva i ricordi dell’antica sede dei Misteri, che reca alle basi di quelle antiche colonne il sigillo della Confraternita che Serraino tirò fuori dalla polvere della storia e che oggi giace congelata nel freezer della vergogna.

 

Con Mario Serraino si è chiusa la storia dei Misteri ma nessun uomo, nessun presidente,  nessun vescovo, nessun silenzio, nessuna denuncia potranno mai cancellare ciò che Serraino ha fatto per la sua Trapani e per i  suoi Misteri.

 

Grazie avvocato Mario. Buon viaggio e mi saluti papà !

 

Beppino Tartaro

Verona, 4 maggio 2010

 

 

 

 

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