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Festa liturgica : 28 ottobre
Patronato:casi disperati
Etimologia: Giuda = zelatore di Dio, lodata, dall'ebraico
Emblema: barca, bastone, lancia
Pur appartenendo al gruppo dei 12 apostoli, San Giuda Taddeo
non va confuso con l'omonimo apostolo traditore di Gesù, l'Iscariota.
Si tratta infatti di Giuda fratello di Giacomo, detto
Taddeo, che significa «magnanimo». Un nome ben conosciuto dalla
tradizione ebraica quello di Giuda: era stato, infatti, di uno dei figli
di Giacobbe e dalla tribù di Giuda sarebbe uscita la stirpe dello stesso
Messia.
Il nome di Giuda, prima che l'infelice traditore lo rendesse
odioso, era uno dei più belli nella storia ebrea. Era stato portato da
uno dei figli di Giacobbe, o Israele, e a Giuda si intitolò una delle
dodici Tribù, quella dalla quale sarebbe fiorito, in Betlemme, terra di
Giuda, il virgulto del Messia.
Giuda Maccabeo, eroe della rivolta giudaica contro Antioco
IV, e Giuda detto il Santo, maestro per eccellenza, avevano reso onore a
quel nome, come gli rese onore l'Apostolo San Giuda, detto Taddeo, che
possiamo immaginare alla mensa dei Redentore, proprio accanto al suo
omonimo Giuda Iscariota. Egli domanda a Gesù: " Signore, che cosa è
avvenuto, che tu debba manifestarti a noi e non al mondo? ". E Gesù gli
risponde: " Se uno mi ama, osserverà la mia parola, e il Padre mio
l'amerà e verremo a lui, e faremo una cosa sola "
E’ la lezione dell'amore mistico, che Giuda Taddeo provoca
con la sua domanda. L'amore di Dio unisce, mentre l'amore di se stessi
divide.
Per questo, San Giuda scrisse una breve lettera, nella quale rimprovera
i fomentatori di discordie, che chiama " nuvole senza acqua, portate qua
e là dai venti; alberi d'autunno, senza frutto, onde furiose del mare,
che spumano le proprie turpitudini. astri erranti, ai quali sono serbate
in eterno le tenebre più profonde ".
" Costoro - egli dice - sono mormoratori queruli che vivono secondo i
loro appetiti, e la loro bocca parla di cose superbe, e se lodano
qualcuno, lo fanno per fini interessati ".
La breve lettera di Giuda, che fu giudicata " piena della forza e della
grazia dei cielo ", ci fa intravedere la figura di San Giuda come
maestro fermo e sapiente, che esercitò con zelo e con amore quella
missione affidata da Gesù ai suoi Apostoli, prima di lasciare la terra
per il cielo.
Secondo il racconto dell'evangelista Giovanni al capitolo 14
durante l'ultima cena Giuda Taddeo domanda a Gesù: «Signore, come è
accaduto che devi manifestarti a noi e non al mondo?». «Se uno mi ama,
osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e
prenderemo dimora presso di lui», è la risposta di Gesù.
Dopo l'Ascensione, anche Giuda Taddeo, secondo la
tradizione, andò a portare nel mondo l'annuncio di Cristo.
Secondo qualcuno, egli avrebbe evangelizzato la
Mesopotamia; secondo altri la Libia. Forse anch'egli è morto martire e
sarebbe stato sepolto in Persia. (Avvenire)
Info dal sito
www.santiebeati.it |