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LA SICILIA
- 25 marzo 2004
Verso
la processione.
I gruppi ieri sono stati portati dalla chiesa del Carmine al Purgatorio
- I due Misteri restaurati
I gruppi lasciano il cantiere per
«prepararsi» alla Processione. Freschi di restauro vengono portati in
spalla dalla Chiesa Maria Santissima del Carmine, in cui si è svolto il
cantiere, fino alla Chiesa del Purgatorio, da cui usciranno il Venerdì
Santo.
E' un rito anche questo, con la «ciaccola» per dare il tempo, i
rappresentanti delle maestranze a controllare che tutto vada per il
verso giusto, i tecnici della Soprintendenza ai Beni culturali ed
ambientali che hanno diretto i lavori e tanti giovani pronti a portare
in spalla il gruppo, quasi facendo a gara tra loro, a dimostrare il
grande amore che lega i trapanesi ai Misteri.
«La ferita al costato» e «L'urna» sono gli ultimi due gruppi
restaurati dalla Soprintendenza con un finanziamento dell'assessorato
regionale ai Beni culturali. Resta «La deposizione», i cui lavori
inizieranno subito dopo la processione. Il restauro è stato affidato
alla ditta Calvagna Giovanni, il direttore dei lavori è Giovanna
Cassata, funzionario della Soprintendenza, assistente ai lavori il
geometra Bartolomeo Figuccio. Si tratta degli ultimi tre gruppi
sottoposti a restauro, in un lavoro iniziato quasi dieci anni fa.
Il primo restauro è stato effettuato nel 1986 sul gruppo «Ecce Homo»
ad opera della Soprintendenza di Palermo, l'anno dopo è toccato a «La
Flagellazione». Dal 1995 i lavori sono stati curati dalla
Soprintendenza di Trapani. Solo in due casi, per i gruppi «La
flagellazione» del cento dei Muratori e Scalpellini e la «Madre Pietà»
del ceto dei «Massari» la Soprintendenza ha rilasciato il nulla osta
ed ha sottoposto i lavori all'alta sorveglianza di Valeria Li Vigni,
mentre i ceti si sono autofinanziati. Per il resto, la Soprintendenza è
riuscita ad ottenere finanziamenti da parte della Regione. «Abbiamo
scelto la strada del cantiere aperto - ha detto Giovanna Cassata - per
dare la possibilità a tutti di vedere da vicino le opere ed il lavoro
che è stato effettuato». La Chiesa - cantiere è stata concessa dal
vescovo. Era chiusa da una ventina d'anni e la sua apertura per il
cantiere ha consentito anche di riscoprire le bellezze al suo interno. A
soffermarsi sugli aspetti tecnici dei lavori è Bartolomeo Figuccio: «Per
ogni gruppo sono stati necessari circa due mesi di lavoro, perché le
procedure sono abbastanza lunghe». Lavori complessi: prima l'intervento
di pulitura delle statue, con la rimozione di sostanze di varia natura,
quali fumi, vernici, fissativi e ravvivanti, ridipinture e quant'altro,
poi il consolidamento della struttura interna delle statue e la
ricostruzione delle parti mancanti. Ed ancora il consolidamento del
vestiario e la complessa procedura di disinfestazione delle statue. Poi
la stuccatura, la rasatura, la verniciatura e la reintegrazione
pittorica. Il risultato è evidente: le statue hanno recuperato i loro
colori originali, hanno perso quel colore bruno determinato dal tempo e
dai fumi dei ceri e sono ritornate al loro antico splendore. Quelle che
sfileranno in processione il Venerdì Santo saranno le opere così come
erano state create.
Concluso il lavoro di restauro, sarà necessario provvedere alla
manutenzione costante, per evitare il deterioramento, per cui però
saranno necessari nuovi finanziamenti. E trattandosi di opere d'arte le
cifre non sono certo irrisorie: basti pensare che l'importo contrattuale
per gli ultimi tre restauri ammonta a 70.172,21 euro. Il restauro di
ogni gruppo costa all'incirca ventinovemila euro.
Cinzia Bizzi |