24 MARZO 2004 


TRASPORTO DEI GRUPPI RESTAURATI DAL " CARMINE " AL " PURGATORIO "


 

 

 


 LA SICILIA  -  25 marzo 2004

Verso la processione.   
I gruppi ieri sono stati portati dalla chiesa del Carmine al Purgatorio - I due Misteri restaurati

I gruppi lasciano il cantiere per «prepararsi» alla Processione. Freschi di restauro vengono portati in spalla dalla Chiesa Maria Santissima del Carmine, in cui si è svolto il cantiere, fino alla Chiesa del Purgatorio, da cui usciranno il Venerdì Santo.
E' un rito anche questo, con la «ciaccola» per dare il tempo, i rappresentanti delle maestranze a controllare che tutto vada per il verso giusto, i tecnici della Soprintendenza ai Beni culturali ed ambientali che hanno diretto i lavori e tanti giovani pronti a portare in spalla il gruppo, quasi facendo a gara tra loro, a dimostrare il grande amore che lega i trapanesi ai Misteri.
«La ferita al costato» e «L'urna» sono gli ultimi due gruppi restaurati dalla Soprintendenza con un finanziamento dell'assessorato regionale ai Beni culturali. Resta «La deposizione», i cui lavori inizieranno subito dopo la processione. Il restauro è stato affidato alla ditta Calvagna Giovanni, il direttore dei lavori è Giovanna Cassata, funzionario della Soprintendenza, assistente ai lavori il geometra Bartolomeo Figuccio. Si tratta degli ultimi tre gruppi sottoposti a restauro, in un lavoro iniziato quasi dieci anni fa.
Il primo restauro è stato effettuato nel 1986 sul gruppo «Ecce Homo» ad opera della Soprintendenza di Palermo, l'anno dopo è toccato a «La Flagellazione». Dal 1995 i lavori sono stati curati dalla Soprintendenza di Trapani. Solo in due casi, per i gruppi «La flagellazione» del cento dei Muratori e Scalpellini e la «Madre Pietà» del ceto dei «Massari» la Soprintendenza ha rilasciato il nulla osta ed ha sottoposto i lavori all'alta sorveglianza di Valeria Li Vigni, mentre i ceti si sono autofinanziati. Per il resto, la Soprintendenza è riuscita ad ottenere finanziamenti da parte della Regione. «Abbiamo scelto la strada del cantiere aperto - ha detto Giovanna Cassata - per dare la possibilità a tutti di vedere da vicino le opere ed il lavoro che è stato effettuato». La Chiesa - cantiere è stata concessa dal vescovo. Era chiusa da una ventina d'anni e la sua apertura per il cantiere ha consentito anche di riscoprire le bellezze al suo interno. A soffermarsi sugli aspetti tecnici dei lavori è Bartolomeo Figuccio: «Per ogni gruppo sono stati necessari circa due mesi di lavoro, perché le procedure sono abbastanza lunghe». Lavori complessi: prima l'intervento di pulitura delle statue, con la rimozione di sostanze di varia natura, quali fumi, vernici, fissativi e ravvivanti, ridipinture e quant'altro, poi il consolidamento della struttura interna delle statue e la ricostruzione delle parti mancanti. Ed ancora il consolidamento del vestiario e la complessa procedura di disinfestazione delle statue. Poi la stuccatura, la rasatura, la verniciatura e la reintegrazione pittorica. Il risultato è evidente: le statue hanno recuperato i loro colori originali, hanno perso quel colore bruno determinato dal tempo e dai fumi dei ceri e sono ritornate al loro antico splendore. Quelle che sfileranno in processione il Venerdì Santo saranno le opere così come erano state create.
Concluso il lavoro di restauro, sarà necessario provvedere alla manutenzione costante, per evitare il deterioramento, per cui però saranno necessari nuovi finanziamenti. E trattandosi di opere d'arte le cifre non sono certo irrisorie: basti pensare che l'importo contrattuale per gli ultimi tre restauri ammonta a 70.172,21 euro. Il restauro di ogni gruppo costa all'incirca ventinovemila euro.

Cinzia Bizzi


Foto di Peppe Barraco e Franco Marino  


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