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TRAPANI E I SUOI MISTERI di Aldo Reina |
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Negli ultimi anni, grazie alla bellezza della città e della sua provincia, ricche di storia e di magnificenze paesaggistiche, Trapani si va affermando sempre più nel turismo di massa. Rilevanti e famose sono le sue saline che, seppur ridimensionate nella loro grandezza, recentemente sono state recuperate e sono in pieno rilancio industriale. Il colpo d’occhio, transitando per queste contrade, è notevole; si vedono le grandi piramidi di sale e i vecchi mulini a vento che ricordano i sistemi antichi di produzione. Ragguardevole anche l’artigianato locale che, storicamente, primeggia nella lavorazione del corallo. Il Santuario della Madonna di Trapani, meta di pellegrinaggio, dove è possibile ammirare la miracolosa scultura della Madonna con Bambino, circondata di misticismo e leggenda. Accanto al Santuario, il Museo Pepoli, che conserva i più mirabili lavori artigianali e artistici trapanesi. La cerimonia cui i trapanesi si sentono più legati è sicuramente il rito della “Processione dei Misteri”. E’ la rappresentazione della vita, passione e morte di Gesù, attraverso la processione di 20 gruppi statuari. Le statue, in legno, tela e colla, sono state realizzate da scultori e artigiani trapanesi e risalgono al XVI e XVII secolo. Durante la seconda guerra mondiale, molti gruppi furono danneggiati ed alcuni di essi distrutti; grazie, però, ad un recupero artistico e ad un accurato restauro, ancora oggi se ne può ammirare la bellezza e cogliere il profondo spirito di fede che ha animato gli artisti che li hanno creati. Il Venerdì Santo, nel primo pomeriggio, dalla Chiesa del Purgatorio, i gruppi escono attorniati da una cornice di fedeli, in una lunghissima processione che si snoda per tutta la città, e ritornano in chiesa dopo quasi ventiquattro ore di ininterrotta celebrazione religiosa. Oltre l’aspetto sacro, i misteri si devono ammirare anche per il folclore che li accompagna durante il tragitto. I “trapanesi” sono molto fieri della cerimonia, la cui notorietà ha ormai varcato i confini nazionali. Una folla di gente li accompagna per tutto il percorso osservando, partecipando, pregando e la Città è invasa da un’atmosfera particolare, intrisa di storia, sentimento e misticismo. Recentemente, gli organizzatori - ogni gruppo è affidato ad una categoria d'artigiani o commercianti, che ne gestiscono l’addobbo, la processione, la banda musicale - hanno incrementato gli investimenti e la manifestazione, per certi versi, ha assunto una grandiosità che l’ha resa unica. Il momento di maggior suggestione, la sera, quando i gruppi sacri procedono lungo la Via Fardella, fra due ali di folla, nel pieno del loro splendore e illuminati da giochi di luce sofisticati e da grosse candele poste agli angoli dei supporti. Il momento di maggior emozione, al rientro, quando i portatori, esausti per averli portati a spalla per tutto il giorno e la notte, cedono il posto a volontari di fede e tradizione. Generalmente sono concittadini che hanno dovuto abbandonare il luogo natio per motivi di lavoro, e che in quest’occasione non fanno mai venir meno la loro presenza e il loro sostegno. I Misteri, reduci della nottata, con gli ornamenti floreali ormai non più perfetti, con le candele consumate e la cera cosparsa sui paramenti, sono annacati, al lento suono delle struggenti marce funebri, fino all’entrata della chiesa. E’ toccante leggere nei volti di questi uomini la passione, la compartecipazione e la fede, mentre sotto lo sforzo del peso del gruppo si lasciano andare a scene di viva commozione. Aldo Reina
© 2003 - www.processionemisteritp.it
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