SULLA PROCESSIONE DEI MISTERI 2010

 

 

di Tommaso Piazza

 


   

 

 

 

 

Carissimo Beppino,

 

come potevo non raccogliere il tuo invito e ricominciare a scrivere per il tuo sito?

 

Qualcuno sarà sicuramente felice di questa tua scelta editoriale, ma penso che la maggior parte del popolo dei misteri preferiva il tuo silenzio.

 

Come buon trapanese, anche quest’anno ho seguito e sentito la processione dei misteri soprattutto nei momenti che secondo me sono i più belli e suggestivi ovvero nella notte (dalla via Garibaldi in poi ovvero quando ritornano dall’estero) e nella mattinata in corso Vittorio Emanuele quando i gruppi accompagnati da portatori, consoli, processionanti e appassionati vari con le facce ormai stanche si avviano al rientro in quella chiesa che li custodirà per un intero anno.

 

Come in ogni cosa ci sono degli aspetti che ci piacciono ed altre che invece cambieremmo più o meno radicalmente.

 

Papa Giovanni XXIII diceva che bisogna guardare più alle cose che ci uniscono che a quelle che ci dividono pertanto non voglio con questo mio articolo fare delle inutili e non costruttive critiche, ma vorrei che questo mio articolo sia inteso come osservazioni fatte da un trapanese come tantissimi altri che assiste alla processione, ma da un trapanese che a differenza della maggior parte, invece di tacere, esprime in maniera assolutamente libera un parere attraverso il sito di un vero amico.

 

Tanto per cominciare guardando il bicchiere mezzo pieno volevo fare un plauso all’operato dell’emittente televisiva tele sud che grazie all’ampliamento dell’offerta, al posizionamento di più telecamere, ecc ha consentito a molti trapanesi e non residenti fuori dalla città falcata, di sentirsi meno lontani in un giorno come questo.

 

I miei complimenti vanno inoltre a tutti quei ceti, a tutti quei gruppi ed a tutte quelle persone che a vario titolo hanno contribuito a cercare (per quanto in loro potere) di migliorare la processione e di renderla più decorose.

 

Ma passiamo adesso alle note dolenti che come prima detto sono del tutto personali e non sono frutto dell’alleanza tra me e Beppino.

 

Cominciamo con l’entrata e l’uscita che hanno visto dei gruppi violare palesemente le regole precedentemente concordate con le quali si concedeva una sola marcia per gruppo con l’inevitabile penalizzazione di tutti quei gruppi che invece rispettano tali tempi. Altra cosa che non mi è piaciuta è stato lo scollamento dei gruppi che invece di formare una sola processione ne formavano quattro o cinque (sarà stato fatto per non stancare gli spettatori che in questo modo hanno potuto assistere ad una processione a rate come i finanziamenti Findomestic?).

 

Altra nota dolente è stata la famigerata via Fardella. Io personalmente appartengo a quel ristretto gruppo di persone che la vorrebbero vedere abolita anche se non sono così estremista da chiederne il completo taglio da un anno all’altro, ritengo tuttavia che si possa rimuoverla in tre o quattro anni durante i quali accorciare gradualmente il transito dei gruppi.

 

Secondo me il vero e fondamentale intoppo è che la via Fardella è il salvadanaio per alcuni gruppi che hanno pertanto tutto l’interesse a mantenere qui i gruppi per il periodo più lungo possibile.

 

Tutti coloro che leggeranno questo mio articolo e che abbiano assistito almeno una volta alla processione non potranno contraddirmi quando dico che in via Fardella si perde completamente tutto il fascino e la suggestione dei gruppi progettati e costruiti per le piccole e strette strade del centro storico, quando dico che è uno spettacolo pietoso veder transitare i gruppi davanti ad attività commerciali ricolme di persone brille e dai quali fuoriesce una musica assordante, che è assurdo che i consoli debbano calciare le bottiglie di birra vuote dal centro della strada affinché qualche portatore non inciampi, che è una brutta scena veder sostare i gruppi davanti alle vetrine Benetton che cambiano continuamente colore, che è assurdo vedere certi gruppi che pur di ottenere una cospicua “picaccia” facciano un’intera marcia (e a volte anche di più) davanti ad una singola attività commerciale.

 

Altre note dolenti sono rappresentate da un gruppo che, incurante del ritardo già accumulato, non ha esitato nella mattinata a perdere quasi un quarto d’ora per girare il gruppo all’incrocio tra Corso Vittorio Emanuele e Via Giovanni XXIII, a fare mettere in posa consoli e collaboratori vari e a farsi fotografare da un noto fotografo e da alcuni gruppi che ignorando il buon senso che impone di suonare a bande alterne (ovvero un gruppo si ed un altro no) non ha esitato, ed anche più di una volta, ad intonare una marcia benché il gruppo davanti e quello dietro avessero già cominciato a suonare e tutto questo per passare davanti ad una determinata attività commerciale facendo una bella annacata.

 

Per quanto riguarda l’episodio del lancio dei fiori e dell’evviva, caro Beppino, penso sia da attribuire all’ignoranza di alcuni che non conoscono la storia ed il valore di quello che stanno portando sulle spalle.

 

Secondo me, infatti, il ceto non dovrebbe essere soltanto una comitiva di persone che si riuniscono qualche mese prima della processione e prendono decisioni applicando il loro personale gusto e cercando di fare una processione il più possibile folkloristica, ma un gruppo di persone che compatibilmente con l’attività lavorativa di ciascuno, si riunisca durante tutto il corso dell’anno per compiere un cammino religioso e culturale.

 

In conclusione penso tuttavia che la colpa non sia da attribuire interamente all’unione maestranze, che certamente ne ha una buona fetta, ma anche al comune, alla polizia municipale, ed anche a tutti noi che anche se da spettatori contribuiamo al decoro della manifestazione.

 

Sperando che questa situazione di declino possa cambiare, non ci resta altro che impegnarci affinché la processione del prossimo anno risulti migliore.

 

Tommaso Piazza

Trapani, 6 aprile 2010

 

 

 

Foto Beppino Tartaro

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