MISTERI DI TRAPANI -NOTERELLE A MARGINE

 

di Renato Birke

 


   

 

 

 

Egr. sig. Beppino Tartaro, in primo luogo vorrei complimentarmi per il sito sulla processione dei misteri di Trapani, sito che puo' benissimo considerarsi una vera e propria enciclopedia sull'argomento e che Lei cura con competenza e passione.  

Sono un trapanese di 65 anni che vive da poco piu' di 40 anni in una cittadina lombarda.   L'ultima volta che ho assistito di persona alla processione si era nel lontano 1967 e dopo, a parte un paio di brevi escursioni nei primi anni 70, nulla.    Pertanto e' stata una grandissima sorpresa unitamente ad indicibile piacere poter seguire, grazie a TELESUD, via internet, sia l'uscita che l'entrata dei gruppi.   

Con sincerita', in certi momenti mi e' parso di assistere ad una processione diversa da come la ricordavo: processionanti in nero soprattutto maschili, poche bande musicali e gli incappucciati.   Poi ho letto sul sito i commenti dei sigg. Giovanni Cammareri, Vito Conte e Tommaso Piazza che in linea di massima ho condiviso.   

Salvo un punto: via G.B.Fardella.    La nostra citta' stretta tra il mare e le saline, tra la fine dell'ottocento e tutto il novecento si e' espansa in direzione est, senza interruzione; la via predetta e' diventata con il tempo una sorta di biglietto da visita o, se preferisce, una vetrina di Trapani con le sue luci e le sue ombre.   D'altra parte le Maestranze non vivono di entrate proprie ma dipendono da sovvenzioni pubbliche e donazioni private che trovano ove e' possibile.

Come diceva un illustre agrigentino del secolo scorso "cosi' e', se vi pare".     Non me la sento di demonizzare la via Fardella quasi che fosse un delitto di lesa tradizione farvi transitare la processione: giratela come volete ma uno strappo alla tradizione che dura da piu' di mezzo secolo e' gia' una tradizione.     In altre parole non penso che la via Fardella sia in assoluto una forzatura, anzi per la sua larghezza e lunghezza potrebbe consentire alla processione stessa di manifestasi in tutta la sua grandiosita' lasciando al centro storico la tarda serata, la notte e la prima mattinata sino al rientro dei gruppi.

Il problema non e' a mio parere la via Fardella in se'; il fatto e' che in questa via, piu' che nelle altre dell'itinerario, vengono al pettine due grossi nodi.   Il primo riguarda la gente, devoti o curiosi che siano:chi strepita, chi gesticola, chi parla al telefonino, chi insegue i bambini, chi attraversa con "noncalanche" la processione, chi  sputa a terra i resti delle arachidi o dei semi di zucca, etc. etc..

La processione dei misteri non e' una sfilata in costume folcloristico con accompagnamento di cornamuse ma e' o dovrebbe essere una processione religiosa, anche se non gestita dalla Chiesa, di soggetto non proprio gioioso, pertanto un po' di raccoglimento interiore unito ad un comportamento esteriore piu' consono non guasterebbe.  

Secondo nodo: la processione o meglio la sua struttura, che non consiste  in venti processioni minori che sfilano in un certo ordine andando spesso per i fatti propri; si tratta invece di una processione unica pur suddivisa in venti sezioni con regole comuni. Puo' darsi che la sua lunghezza crei problemi, ma non irrisolvibili. Ad esempio si potrebbe fornire un telefonino ad un responsabile per gruppo per consentigli di mettersi in contatto di frequente con il responsabile del gruppo che segue o precede con comunicazioni di questo tenore: ti sei accorto che sei troppo lontano rallenta oppure mi stai venendo addosso, oppure quando smette la tua banda attacca la mia non fare scherzi.  

 Probabilmente la nostra non e' la prima processione al mondo ma sicuramente rimane per che vi partecipa, all'interno o dall'esterno, una corale manifestazione di fede, d'arte e di tradizione.   Due osservazioni conclusive.  

 Le processioni mi sembrano nel complesso gradevoli a vedersi, a parte sporadiche cadute di stile e/o inesperienza di qualche giovane processionante.   I massari, siano essi mercenari, devoti o semplici esibizionisti, meritano, almeno da parte mia, un tacito rispetto ed un sincero grazie per la loro parte che rimane la piu' ingrata.    Molto cordialmente.      Renato Birke    Iseo, nove maggio 2010.       

                                     Renato Birke

Iseo ( BS) , 9 maggio 2010

 

PS  Il vescovo di Trapani - qualunque vescovo - ha facolta' di consentire  o di negare la partecipazione alla processione alla Confraternita di S. Michele tenuto presente che, almeno in teoria, la stessa e' la sola proprietaria dei gruppi?

 

 

 

 

Gentilissimo sig.Renato,

 

desidero ringraziarla non solo per le belle parole di stima e d'affetto al mio sito ma per aver espresso le sue idee e soprattutto per aver comunicato concetti che, relativamente alla via Fardella e al ruolo del vescovo di Trapani sono esattamente al contrario di ci che penso ma proprio per questo sono importanti.

In questi dieci anni i tantissimi detrattori che SOLTANTO a Trapani considerano il mio sito come uno strumento di arroganza e di esibizionismo hanno sempre rimarcato il fatto che venivano pubblicati nelle mie pagine commenti in linea con i miei.

Era e lo , inutile spiegare  a costoro che  non era certo colpa mia se a scrivermi erano amici e appassionati  che la pensavano come e non era sempre colpa mia se mi trovavo in sintonia con le idee dei principali studiosi della processione. Le mie pagine sono sempre state aperte  a tutti eD a tutti i commenti

E' pertanto con vero piacere che pubblico le sue considerazioni sulla nostra processione, segno di quel confronto che indispensabile per farla crescere culturalmente e rappresentativamente .

Mi auguro, caro Renato di ospitarla ancora nel mio sito e soprattutto che possa tornare  nella nostra Trapani a rivedere i Misteri.

Con sincera stima.

                                    Beppino Tartaro

Verona, 10 maggio 2010

 

 

 

Foto Beppino Tartaro

  2010 - www.processionemisteritp.it

 

Inizio pagina