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Nel corso degli
anni, la Processione dei Misteri, ha subito consistenti
modifiche, dovute ad un naturale sviluppo evolutivo della manifestazione
stessa. Anticamente, quando la Confraternita di San Michele Arcangelo partecipava a tutte le processioni che si tenevano a Trapani, interveniva con un personaggio che, con lo scudo e la spada sguainata , soleva rappresentare l'Arcangelo. Dall’aprile 1619, i consoli delle varie
arti furono obbligati a condurre il loro Misterio in processione
addobbato almeno di venti torce accese e che se qualche console avesse
mancato in tale impegno, gli ufficiali della citata compagnia
avrebbero calcolato un interesse a danno dei consoli inadempienti,
in pratica il costo delle torce mancanti.
In
occasione della processione del Venerdì Santo, il personaggio conduceva
invece una croce nera ed un velo dello stesso colore calato sul volto,
dietro si lui seguiva uno stendardo rosso e quindi tutti i confrati.
Questo
personaggio non sfilò più verso la fine dell'800, sostituito da un
tamburo e da una tromba.
Intono
al 1930 ad aprire il corteo fu un centurione romano su un cavallo bianco
che intonava gli squilli di tromba ed era accompagnato da due tamburi; ad
essi seguivano sempre i confrati di San Michele Arcangelo che in quegli
anni indossavano un " abitino " con la venerata immagine della
Madonna di Trapani dato che la chiesa di San Michele era sede della
Congregazione di Maria SS. di Trapani.
Dopo
la seconda guerra mondiale, in attesa che si ripristinassero i sacchi dei
confrati andati distrutti nel bombardamento della chiesa di San Michele,
si fece precedere la processione dal gonfalone del comune. Ritornati i rossi sacchi della Confraternita, essi vennero preceduti dal 1959 al 1965 da personaggi vestiti da valletti comunali del '700, da tamburi e da trombe, seguiti sempre dal gonfalone cittadino( vedi terza foto ). Successivamente furono i confrati stessi a
condurre i tamburi ma nel 1990, gli stendardi della Confraternita vennero,
senza alcun valido motivo, cambiati di colore e così all'originario
stendardo rosso divenuto nero negli anni '30-'40, si passò ad un nuovo
colore: il bianco.
Nell' anno 2000 il vescovo di Trapani,
Mons.Francesco Miccichè. ha vietato la partecipazione degli incappucciati
alla processione, " congelando " la Confraternita di San Michele
Arcangelo che quella processione istituì e che sin dagli inizi ha sempre
aperto il sacro corteo. Oggi
ad annunciare la processione, nelle fasi iniziali e finali, è il gonfalone
cittadino accompagnato dal Sindaco della città, seguito dal gonfalone
dell'Unione delle Maestranze .
Per
quanto riguarda la componente popolare, elemento fondamentale ed
imprescindibile, è da ricordare che se nei primi tempi erano devoti tutti
gli addetti alla processione, l'affermarsi e lo svilupparsi della
manifestazione, apportò una progressiva " commercializzazione "
dei processionanti, tale che oggi molti partecipant, sono
regolarmente pagati.
Le
autentiche devozioni popolari, dove non vi è alcun tipo di remunerazione,
sono ancora presenti, anche se in misura nettamente inferiore al passato,
dietro il gruppo dell' Ascesa al Calvario e nelle pie donne che anche
scalze precedono, in un lungo e affascinante serpentone nero, la venerata
statua di Maria Addolorata.
Se
anticamente i partecipanti alla processione erano prevalentemente uomini,
l' evolversi della società ha visto accrescere la presenza femminile,
purtroppo non sempre in sintonia con la storicità e religiosità della
manifestazione.
I
gruppi " Gesù nell' orto del Getsemani ", " Ascesa al Calvario"e " Trasporto al
Sepolcro ", sono tra i pochi che seguono l'antica usanza della
processione composta da processionanti recanti al collo il classico
vestito nero indossando il cosiddetto "
abitino " , un bassorilievo argenteo riproducente il gruppo, legato al collo
da una cordicella.
La parte tecnico organizzativa della processione è curata da ogni singolo ceto, sotto l'egida dell' Unione delle Maestranze.
In ogni singolo gruppo vi sono i " consoli ", cioè
volontari che con encomiabile passione, si prodigano per la riuscita
dell'organizzazione, oltre a che a cercare di far ben figurare il proprio
" Mistero ".A capo di essi vi è la figura del " capoconsole ",
non di antica e storica memoria ma che oggi ha assunto una rilevante
importanza all'interno del ceto. E sono proprio i consoli ad occuparsi della scelta
dei " massari ", della banda musicale, degli addobbi floreali e
di tutto quanto occorre alla processione.
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