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Con
lo pseudonimo di SECAMI, il Dott.Salvatore Cassisa Mazzei, in occasione della
Processione dei Misteri 1933, dede alle stampe una pubblicazione dal titolo “
I MISTERI “ – cenni storici e descrittivi – Nel diciannovesimo secolo della
morte del Redentore –
Il libro, stampato
dalla tipografia “ La Vittoria “ nel 1933 – XI dell’era fascista, venne posta in vendita al prezzo di lire 0,50. Nella pagina
di apertura, in alto, sono visibili i fregi della Casa Savoia
e dell’ O.N.D. ( Opera Nazionale Dopolavoro ).
La
pubblicazione si compone di 23 pagine e in apertura leggiamo la dedica
dell’autore a “ Peppino Pellegrino, infaticabile organizzatore della
folkloristica processione del Venerdì Santo “. 14 aprile 1933 – XI
.
La
descrizione dei “ Misteri “è preceduta dai
“ Cenni storici “ da dove estrapoliamo : “…la processione
del Venerdì Santo, nella quale vengono trasportati a forza di braccia “ I
Misteri “, è celebre in tutta l’isola. Vi prendono parte le diverse
maestranze le quali, al suono delle bande musicali, percorrono le vie principali
della città, e le vie dove anticamente erano i monasteri. La Processione dura
tutta la notte soffermandosi spesso davanti le case dei rispettivi consoli
d’arte, i quali preceduti dalle diverse maestranze, in abito nero, formano
delle compostissime processioni precedute dalla propria banda musicale.
La Processione entra in
parecchie chiese, dove spesso esperti cantori intonano lo Stabat Mater.
” I Misteri “ il giorno del Venerdì Santo, vengono arricchiti da artistici
rivestimenti argentei, e addobbati da superbi mazzi di fiori raffiguranti
altari, sacre bare, o riproducenti episodi dell’arte alla quale il Gruppo
appartiene.
La
Processione ha principio alle ore 16 dalla Chiesa dell’Arcangelo Michele, in
Via San Michele, chiesa fondata nel Sec.XV, concessa in seguito ai Gesuiti, i
quali, in apposite nicchie conservarono e custodirono dette opere d’arte che
sono in numero di venti.
La
processione spesso è preceduta dal Centurione
Romano che su cavallo bianco bardato precede la Confraternita di san Michele
con lo storico stendardo.
Da
alcuni anni, la direzione e l’organizzazione di tale folkloristica
manifestazione è stata assunta dal Dopolavoro provinciale e così la importante
Processione è stata riportata all’antica bellezza e al decantato splendore
degli anni in cui ebbe inizio.”
Segue
la descrizione dei venti gruppi e
di seguito si elencano alcune particolarità riferite ai singoli “ misteri
“.
1°
GRUPPO – LA PARTENZA – Opera di
Mario Ciotta - Ceto degli Orefici – ...il gruppo benché appartenente agli
orefici è il meno ricco in argenteria, solo tre artistici diademi sulla testa
di ogni personaggio. Il gruppo è ritenuto vera opera d’arte.
2°
GRUPPO – LA LAVANDA DEI PIEDI – Opera di Mario Ciotta - Ceto dei Pescatori
–
Rivestimento argenteo :. due diademi, più ricco quello di Gesù, un boccale e
una bacinella . Il gruppo è ritenuto vera opera d’arte.
3°
GRUPPO – NELL’ORTO DEL GETSEMANI – Opera di Baldassare Pisciotta -Ceto
degli Ortolani –
Il gruppo è di meravigliosa fattura, l’atteggiamento dei tre dormienti è
naturalissima. – Rivestimento argenteo : un calice ed una ricca croce
cesellata sulla quale, si rimarcano le foglie e
i grappoli d’uva, in mano all’angelo, quattro diademi sul capo dei
santi, molto artistico quello di Gesù, un pugnale in mano a Pietro . Il gruppo
è ritenuto vera opera d’arte.
4°
GRUPPO - L’ARRESTO – Opera
della scuola del Pisciotta , si sconoscono i nomi degli autori –Ceto dei
Fabbroferrai, Stagnini e Ramai – Il gruppo è bello : caratteristica
l’espressione del giudeo con il fanale in mano e l’espressione di dolore,
che traspare dal volto di Gesù.
Da notare come Cassisa Mazzei attribuisca l’opera alla scuola del
Pisciotta, ipotesi questa ampiamente smentita da successivi studi e come il ceto
che si occupi della cura del gruppo non venga indicato con l’attuale
denominazione di “ metallurgici “, bensì con le tre arti della lavorazione
dei metalli.
5°
GRUPPO – LA PRIMA CADUTA – Meraviglioso capolavoro di Antonio Nolfo – Ceto
dei Naviganti – L’espressione e lo
sguardo di Gesù, ricolto verso il Padre suo, fa contrasto coi visi arcigni del
tribuno e dei giudei. Il tribuno sorride quasi di scherno, mentre gli altri due
cercano di sollevare Gesù a forza di braccia o con le catene, che legano i suoi
gruppi. Pochi sono i gruppi che raggiungono tanta perfezione. Il gruppo è
ritenuto vera opera d’arte. -
L'autore attribuisce l’opera ad Antonio Nolfo ,ma oggi si propende
per attribuirne a Francesco Nolfo la paternità artistica.
Si evidenzia il fatto
che in quegli anni il gruppo venisse denominato come “ La Prima Caduta “ a
differenza dell’attuale “ caduta al Cedron “.
6°
GRUPPO – GESU’ DAVANTI AD HANNAN – Opera della scuola del Millanti, si
sconoscono i nomi degli autori. – Ceto dei Vendifiori e dei Fruttivendoli – Detto
gruppo è conosciuto sotto il nome di : Gesù davanti a Caiphas, ma lo schiaffo
a Gesù fu dato prima che Egli fosse condotto davanti al Sinedrio, presieduto da
Giuseppe Caiphas, genero di Hannan.
Anche in questo caso l’attribuzione, non provata dagli studiosi d’arte,
dell’ attribuzione alla scuola del Millanti ( con due elle scrive Cassisa
Mazzei ) e il fatto che in quegli anni, a curare l’uscita insieme ai
Fruttivendoli fossero anche i Fiorai.
7°
GRUPPO – LA NEGAZIONE – Capolavoro di Baldassare Pisciotta –
E’unanimemente ritenuto il gruppo migliore. – Ceto dei Barbieri e Tosatori
–Meraviglioso
l’incontro del mite sguardo di Gesù con lo sguardo timido di Pietro.
L'autore definisce
questo gruppo il più bello dell’intera collezione. Da notare come accanto
alla storica categoria dei Barbieri , compaia quella dei Tosatori d’animali.
8°
GRUPPO – GESU’ DA ERODE ANTIPA – Opera di Baldassare Pisciotta - Ceto dei
Sensali e Crivellatori di Cereali –
I
personaggi di Gesù, di Erode e del tribuno sono meravigliosamente scolpiti.
Anche
in questo gruppo notiamo due categorie ormai scomparse dal panorama economico
cittadino.
9°
GRUPPO – GESU’ FLAGELLATO – Opera di Giuseppe Millanti - Ceto dei
Murifabbri e Scalpellini –
Il
gruppo è molto bello; quasi del tutto rifatto e c’è voluta l’arte, del
nostro illustre concittadino don Pietro Croce, se detto gruppo, che fu rotto in
tanti pezzi, in seguito alla caduta di uno degli uomini addetti al trasporto, ci
è stato ancora una volta ben conservato.
Anche
qui una attribuzione a Giusepe Millanti non riconosciuta ai giorni nostri,
propendendosi verso un autore ignoto.
10°
GRUPPO – GESU’ CORONATO DI SPINE – Opera di Francesco Nolfo -Ceto dei
Mugnai e Pastai -
Oltraggio alla regalità ! . Il gruppo è una vera opera d’arte; l’espressione di
dolore che traspare dal volto di Gesù, il cui nudo è riprodotto nei suoi
minimi particolari, fa contrasto coll’espressione di scherno del giudeo
inginocchiato e dei due giudei all’impiedi.
Evidenti
tre errori in questa descrizione del decimo gruppo. La prima è relativa
all’autore dell’opera, si propende oggi
per la mano di Antonio Nolfo; il secondo errore è dato
dall’affidamento , citato dal Cassisa Mazzei, al ceto dei Pastai che già, così
come citato dallo stesso Cassisa Mazzei nel testo, curavano l’uscita
dell’Urna, mentre più corretto sarebbe stato riportare il nome dei Fornai ,
congiuntamente ai Mugnai, categoria anch’essa oggi scomparsa. Il terzo errore
è nella descrizione dei personaggi di contorno a Gesù. Se è giudeo il
personaggio inginocchiato che ingiuria il Cristo, non lo sono i due in alto, in
quanto trattasi soldati romani .
11°
GRUPPO – ECCE HOMO – Opera di Giuseppe Millanti - Ceto dei Calzolai -
Il
gruppo è meraviglioso in tutti i suoi particolari; il personaggio di Gesù
riprodotto molto artisticamente rileva i patimenti sofferti. La commozione di
Pilato, ed il viso del giudeo traspaiono il carattere intimo dei due personaggi.
12°
GRUPPO – LA SENTENZA DI MORTE – ECCO IL VOSTRO RE
- Opera di Francesco e Domenico Nolfo - Ceto dei Macellai –
Il
gruppo è una vera opera d’arte, specialmente il nudo di Gesù nei suoi veri
particolari anatomici. Fa contrasto il volto commosso di Pilato e
l’espressione dei due soldati molto soddisfacente.
13°GRUPPO
– L’ASCESA AL CALVARIO – Opera della scuola del Millanti – si sconoscono
i nomi degli autori – Ceto del Popolo ( ne curano l’uscita i negozianti di
Vino, i Carrettieri e gli Agricoltori ).
Detto
gruppo è chiamato volgarmente “ Gesù con la croce sulle spalle “ ed è il
gruppo più popolare.
E come
le donne ed il popolo di Gerusalemme, così il popolo trapanese procede ( spesso
scalzo ) per ex voto, il sacro Gruppo.Artistica la figura della Veronica in
ginocchio che ha già asciugato il volto di Gesù, grondante sangue e sudore.
Come il Millanti, così la sua scuola ha saputo infondere nel viso di ogni
personaggio, i particolari più minuti di ciò che rappresenta.
Ancora
una presunta attribuzione dell’opera alla scuola del Milanti anch’essa non
documentata e confermata. Da notare il
fatto che a curarne l’uscita fossero i negozianti di Vino, i Carrettieri e gli
Agricoltori . A riprova di ciò, sino a qualche anno da fu il Sig.Giuseppe
Savona, a curarne l’uscita succedendo al Sig.Paolo Romano, titolare della
famosa “ Casa del Vino “ sita in Via Nunzio Nasi. Oggi il gruppo è affidato
ad un comitato non legato alla tradizionale vendita del vino.
14°
GRUPPO – GESU’ AL CALVARIO – E’ SPOGLIATO PER ESSERE SEPOLTO IN CROCE
Capolavoro
di Francesco e Domenico Nolfo - Ceto dei Bottai –
Il
gruppo è molto artistico. Meraviglioso il personaggio che sveste Gesù, del
quale la figura anatomica è precisa nei minimi particolari. Il personaggio di
Gesù è insuperabile, come perfette sono le figure dei due soldati.
Anche
in questa descrizione due particolari da evidenziare . Il gruppo è oggi
conosciuto come “ La Spogliazione “ e in quegli anni, lo fu fino al 1966,
affidato alla categoria dei Bottai.
15°
GRUPPO – GESU’ ALZATO SULLA CROCE – L’autore è ignoto. Si attribuisce
alla scuola del Ciotta – Ceto dei Falegnami, Carpentieri e Carradori.
Il
gruppo si compone di cinque personaggi: Gesù, un tribuno, un giudeo, due mori.
Il gruppo è molto ritoccato.
Prima
che le bombe della seconda guerra mondiale lo distruggessero, il gruppo era
considerato il peggiore come qualità artistica.
La presunta attribuzione di Cassisa Mazzei alla scuola del Ciotta non
dava alcun prestigio all’arte del grande scultore. A curare il gruppo
ricostruito da Domenico Li Muli nel 1956, sono oggi, al posto dei Carradori, i Mobilieri.
16°
GRUPPO – GESU’ CROCIFISSO – Capolavoro di Mario Ciotta – Ceto dei Funai
e Canapai.
Il
gruppo è uno dei migliori capolavori d’arte. I personaggi sacri personificano
il dolore, mentre il soldato indifferente, colla lancia colpisce il fianco di
Gesù.
Ancora
una paternità artistica non riconosciuta ai giorni nostri. Il gruppo, oggi
curato dai Pittori e Decoratori si attribuisce all’arte di Francesco e
Domenico Nolfo e non al Ciotta.
17°
GRUPPO – LA DEPOSIZIONE DALLA CROCE – Capolavoro del Millanti – Ceto dei
Sarti.
Il
gruppo è un capolavoro ed il volto dei tre santi è pieno di vivo dolore,
mentre il corpo di Gesù, inerte, nella sua meravigliosa fattura è poggiato
sulle gambe di Giovanni, che non stacca il suo sguardo dal corpo del Divin
Maestro.
Non è
certa la totale attribuzione del gruppo a Giuseppe Milanti, taluni studi
indicano in Antonio Nolfo uno dei probabili autori. Anch’esso distrutto
dalle bombe del 1943, venne ricostruito da Antonio Fodale e Leopoldo Messina.
18°
GRUPPO – GESU’ NEL LENZUOLO – Meravigliosa opera di Giacomo Tartaglia –
Ceto dei Salinari.
Il
gruppo è uno fra i pochi veri capolavori. Il Tartaglia seppe infondervi tutta
l’anima sua di artista e di cristiano. Non vi è personaggio che non sia
rappresentato nella perfezione più scrupolosa e nei più minuti particolari.
…..Il Tartaglia è anche l’autore del nostro patrono San Francesco di Paola.
Indiscussa
la mano di Giuseppe Tartaglio ( non Tartaglia ) ,
in questa pregevole opera scultorea.
19° GRUPPO – GESU’ NEL SEPOLCRO – Opera
della scuola del Ciotta – Ceto dei Pastai.
Gesù è posto in un ricco ed artistico sepolcro.
Alquanto limitata la descrizione su questo simulacro di Gesù Morto.
Oggi si propende per attribuire la statua del Cristo alle mani di Antonio
Nolfo.
20°
GRUPPO – MARIA SS.ADDOLORATA – Capolavoro del Milanti
Il
volto di Maria rappresenta la personificazione vera del dolore, che solo il
Milanti poteva e sapeva trasfondervi.
Il
Mistero dell’Addolorata appartenne alla Nobiltà ed al senato. Oggi il Senato,
l’Intendente, la Nobiltà, i Magistrati e i militari non intervengono più. Il
Comune lo concesse ai cocchieri, agli autisti, ai camerieri ed ai cuochi, i
quali in bell’ordine chiudono la processione. Pochi anni or sono, le pie Dame
trapanesi offrirono all’Addolorata, come ex voto, un superbo ed artistico
baldacchino ricamato.
Portano
la bara e il baldacchino uomini con il tradizionale abito dei Fratelli
dell’Arcangelo Gabriella( è scritto
proprio Gabriella e non Gabriele ).
Al
termine della descrizione dei venti sacri Gruppi, seguono le note dell’autore
sulla processione del 1933 che ricalcano quelle pubblicate nel manifesto
del 1932, tranne che per la riproduzione dell'Ultima Cena che dovette
quindi sfilare in processione soltanto l'anno prima:
"Come
negli anni precedenti, anche quest’anno parecchi Gruppi avranno la musica.
Ci
sarà pure il “ Centurione romano “, su cavallo bianco bardato, con tromba,
drappella e lancia.Esso precederà l’imponente manifestazione. Il cavallo sarà
tenuto a briglia da uno Staffiere in costume indigeno.
Subito
dopo verranno i tamburi, e quindi la Processione di n.13 componenti la storica
Confraternita di San Michele, con lo Stendardo, in caratteristico costume e
abitini in argento di M.SS .di Trapani, di pregevole fattura e di notevole valor
storico.
Tutti
i portatori dei Misteri avranno la tenuta di prescrizione, con le insegne delle
varie Arti.
Nelle
chiese di S.Nicolò e di Santa Maria di Gesù sarà cantato lo Stabat Mater, al
momento in cui vi entrerà Maria SS.Addolorata.
Particolare
cura dedicheranno anche quest’anno le varie Arti, di accordo col Comitato
Esecutivo, agli addobbi floreali dei “ Gruppi “. I mazzi di fiori saranno
artistici.
I
“Sacri Gruppi “, durante la notte saranno illuminati sfarzosamente, oltre
che con ceri, con luce elettrica , acetilene e lampade a incandescenza.
La
Processione per un omaggio ai gloriosi Militari, sfilerà in Piazza Generale
Scio ".
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Il Comune di Trapani ha dedicato al Dott. Salvatore Cassisa Mazzei una via ( ex
Via V/13 ) in località Marausa.
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Un
sentito ringraziamento a mio padre Antonio e al Sig.Nino Piacentino
della
Biblioteca Fardellina di Trapani
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