PORGI L'ALTRA GUANCIA

di Beppino Tartaro


 

Da tanti giorni questo sito che a settembre avrebbe festeggiato i suoi dieci anni, tace !

Da tanti giorni non si leggono più notizie sul mondo dei Misteri, non si sa più nulla di quella processione, come se fosse stata celebrata mille anni fa e non appena tre mesi orsono !

Non è facile parlare con chi non parla, non è facile parlare con chi non vuol sentire ma soprattutto non è facile parlare con chi ha il male peggiore possa colpire un popolo: la “ PAURA “.

 

Quella strana immagine del dito puntato al silenzio, quella stampa del rogo della " Santa " Inquisizione valgono più di mille editoriali, di mille articoli sui giornali, di mille eroi antropologici.

 

In questi giorni di volontario silenzio sono stati pochissimi i trapanesi interessati a sapere perché quelle pagine che tanto davano sui Misteri fossero diventate un manifesto del silenzio. I giovani poi hanno scelto di seguire le orme dei padri, dei nonni, dei bisnonni e dei trisavoli. Almeno quelli però, non avevano internet !

 

Non sono qui a commentare qualcosa o ad informarvi di quel mondo che ama il silenzio allo stesso modo di quanto non ama la storia, la cultura e il rispetto della tradizione.

 

In questi giorni, mi spiace per chi sperava il contrario, mi son dedicato proprio a questo mio sito per correggere gli errori delle sue tante pagine, per collocare nuove foto, per renderlo più mio e meno degli altri perché nella vostra ed ex mia terra di Sicilia, tutto deve restare e niente deve divenire.

 

E così nella solitudine nella quale oggi vive questo sito, abbandonato persino dagli amici più cari, timorosi che scrivere qualcosa potesse creargli dei problemi in sede, vien da pensare a quel che disse nel 1982 l’allora Prefetto di Palermo, Carlo Alberto Dalla Chiesa in quella sua ultima intervista a Giorgio Bocca. E’ nella solitudine disse Dalla Chiesa, e solo allora che la mafia attacca, colpisce e uccide. Non lo fa quando sei tra tanti, aspetta che l’opera denigratoria faccia il suo corso e solo allora, dopo aver isolato quel “ verme “, lo colpisce a morte.

 

Vi sono tanti modi per uccidere ma non sempre il killer ha l’aspetto di un delinquente, di uno sprovveduto, di un derelitto che lo fa per qualche migliaia di euro. Spesso ha studiato, indossa gli abiti più belli, si circonda di amici fidati e la domenica si batte il petto per il “ mea culpa “ ! Si reputa potente perché lo è tra le pecore del suo gregge ma appena uscito dal suo piccolo e illusorio recinto offende Dio con il suo operato.

 

Vorrei tanto raccontarvi di un personaggio del quale però non si deve parlare !

 

E allora, se si deve star zitti aspettando che il giudizio di Dio faccia il suo corso,  non vi è nulla di meglio che sfogliare qualche libro, navigare nel web e riflettere.

 

E così, consigliato da alcuni amici veronesi, sbalorditi per quel che accade in fondo all'Italia,  sono incappato in un blog scritto da un prete di Verona, uno di quei preti che forse non faranno mai "carriera" ma che amano davvero Gesù e la sua parola e per i quali nutro i più sinceri sentimenti di stima e affetto. Mi ha colpito il suo modo d parlare di Cristo, di raccontarlo, di far sorridere dietro una battuta e grazie alle sue splendide vignette perché, come dice il “ don “….” anche le pagine del Vangelo sono fonte di ispirazione, non per banalizzare il messaggio che contengono, ma al contrario per cogliere la potenza di gioia che è nascosta nella storia di Gesù…

 

Mi auguro che quel tipo di cui non si deve parlare dedichi un po’ del suo poco tempo libero a leggere quel che scrive un cristiano come noi !

E dato che difficilmente lo farà, proprio per rendergli un favore  e per ricordargli cosa ricevette dalla fonte battesimale in quel giorno di tanti anni fa, gli riporto in questa pagina il commento del prete veronese ( che scomoda questa città per l’ambiente dei Misteri )   e gli ricordo che se anche questa volta s’incazza , anche questa volta quel che leggerà, compresa la vignetta, non son parole e opera mia ma di un altro “ scomodo veronese “  !

 

Dal sito www.gioba.it :

 

PORGI L'ALTRA GUANCIA -

 

“ Gesù disse ai suoi discepoli: «Amate i vostri nemici, fate del bene a coloro che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi maltrattano. A chi ti percuote sulla guancia, porgi anche l’altra; a chi ti leva il mantello, non rifiutare la tunica. Dà a chiunque ti chiede; e a chi prende del tuo, non richiederlo. Ciò che volete gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro… (dal Vangelo di Luca 6,27-38)

 

È difficile amare i nemici, ma in certe situazioni è ancor più difficile amarsi tra fratelli, in casa, nella comunità e persino nella comunità cristiana, superando giudizi e nascosti rancori…
Fare del bene non è poi così gravoso se si tratta di allungar la mano e mettere un paio di euro nella cassetta in chiesa. Ma quanto mi costa donare il mio tempo e sporcarmi le mani per un servizio costante e prolungato?
E porgere l’altra guancia a chi mi fa una violenza? Ok, lo posso fare. Non mi vendico subito. Ma quando ho finito le guance (che sono solo due), che faccio? Ripago la violenza?

 

Queste parole di Gesù sembrano più un romanzo di fantascienza che proposte per un mondo reale.
Eppure ogni volta che le ascolto, se da un lato mi sento giudicato perché non riesco a viverle mai in pieno (a volte non le vivo affatto!), dall’altro lato sento che ho bisogno di queste parole perché mi mettono dentro un senso di speranza.
Ho bisogno di credere che sia possibile un mondo nuovo dove violenza, vendetta, giudizio ed egoismo non ci sono più. E questo mondo lo posso costruire anche io, non dipende solo da una magia del Cielo! Gesù, tu per primo hai amato noi, nemici della tua parola. Tu per primo ci hai fatto del bene, e dalla croce dove ti abbiamo messo ci hai benedetto. E al bacio di Giuda, segno dei tanti nostri amori falsi, non hai tirato indietro la tua guancia, ma hai offerto l’altra agli schiaffi e agli sputi dei tuoi aguzzini.
Questo mondo nuovo è possibile perché tu hai aperto la strada e come uomo ci hai fatto capire che è un mondo possibile. Io non avrò certo la tua forza e coerenza, ma posso fare la mia piccola parte, amando un po’ di più i miei nemici vicini e lontani, superando i sentimenti di odio e vendetta che a volte mi condizionano, e facendo in modo che nessuno sia costretto a darmi l’altra sua guancia ad un mio atto di violenza…”

 

                                                                                                                                         

Beppino Tartaro, 19 giugno 2008 

 

 

Vignetta tratta dal sito www.globa.it

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