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L’ultima volta che vedrò i Misteri,
sarà un giorno che non so.
E scorrerà la mia vita
nei volti della gente,
nella luce delle “ torce”.
L’ ultima volta che vedrò i Misteri,
saranno gli occhi delle donne nere,
il suono dei tamburi,
il freddo della notte,
l’odore del mio mare
e i pianti dei bambini
e degli uomini che amano.
L’ ultima volta che vedrò i Misteri,
rivedrò le linee “ da Spartenza “
il volto del Calvario,
lo sguardo di Maria.
L’ ultima volta che vedrò i Misteri,
sarà la prima volta.
Beppino Tartaro
Verona, 16 novembre
2002
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In
occasione della Settimana Santa 2002 mi trovavo in Piazza Lucadelli
per assistere allo scambio dei ceri e e davanti alla Madonna
dei Massari, prima che arrivasse l'altra sacra immagine, rimasi colpito
dallo sguardo profondo di un uomo che reggeva la " torcia" per
lo scambio.
Quell'uomo lo conoscevo da tempo, era uno dei
volti più noti dell'ambiente dei Misteri. Un " massaro " uno di quei quei
grandi portatori pieni di cuore e
di amore per le nostre processioni.
Decisi di scattargli una foto e lui mi guardò fisso nell'obbiettivo. Il
suo sguardo non era ansioso o tendente al personalismo, era solo con sé
stesso e stava aspettando.
Qualche giorno dopo, tornando a Verona seppi che uno
dei più gloriosi " massari", Franco Amantia stava lottando per
sopravvivere ad un brutto male.
Sapevo di quel cognome, tipico della
famiglia dei Misteri, ma vivendo al nord da anni e non essendo come oggi
più vicino alla vita dei Misteri, non sapevo collegare un volto a quel
nome.
Quando qualcuno mi disse che Franco Amantia era quell' uomo che avevo
fotografato, rimasi profondamente scosso e pensai che forse quella sarebbe
divenuta una delle foto a cui avrei sempre tanto tenuto.
E così una sera riflettei su come siamo, su come poteva aver vissuto
Franco Amantia quella sua ultima Settimana Santa, come hanno vissuto i
suoi occhi e il suo cuore quell'ultima volta dei Misteri.
E pensando a lui ho pensato a me stesso e a tutti noi; chissà come sarà
l'ultima volta che vedremo i Misteri e chissà se ce ne accorgeremo.
Ciao Franco, non ti ho mai conosciuto personalmente, ma di te ho sempre
apprezzato quegli occhi sereni e profondi , quegli occhi che da lassù
vedranno ancora la Processione dei Misteri.
Beppino Tartaro
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