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Per
i trapanesi sono sempre stati pezzi del mosaico del proprio
cuore.
Anche quando si sono trovati oltre Oceano il pensiero
è sempre volato a questa grande manifestazione del Venerdì Santo. Qualcuno se né fatto
quasi una ragione di vita come Giuseppe Savona, 60 anni
artigiano che a sei anni incominciò a seguire le vicende e
il destino di questa grande kermesse. Ora , da capoconsole
del Mistero del popolo, con emozione rievoca le
vicissitudini e le sofferenze che hanno portato alla prima
processione del dopoguerra.
Il sei aprile 1942 a seguito del
bombardamento aereo che distrusse il rione di san Pietro, la
chiesa di san Michele (sorgeva accanto all’attuale
istituto tecnico “Calvino”), dove, sistemate in apposite
nicchie, si conservavano i sacri Gruppi, fu quasi
distrutta.Quattordici su 20 sono stati i Misteri superstiti,
che furono traslocati nella vicina chiesa della Badia Grande
contigua a quella di san Domenico, dove attualmente sono
ospitati.
Nel 1956 per interessamento del ragioniere Salvatore Di
Bartolo, allora vice sindaco della città, si cominciò a
parlare di organizzare la prima processione del dopoguerra.
L’itinerario, nel 1947, comprendeva l’estensione della
processione fuori porta (oltre la linea dove sorge la
Prefettura, dove si apriva fino allo scorso secolo la porta
detta d’Austria), per la via Giovan Battista Fardella fino
a Lonero; davanti il mulino dei Di Bartolo.
E’ stata
abolita l’antica usanza di far transitare, durante la
processione, i gruppi all’interno delle chiese. Il pane in
città era ancora distribuito con le tessere e quando i
Misteri transitavano
per la via Vespri, la direzione del Consorzio Agrario regalò
a tutti i portatori un pacco dono viveri. Per la prima volta
i Misteri persero parte della loro sacralità per diventare
sempre più folclore.
La processione durò solamente otto ore dalle 16 fino alla
mezzanotte. Allora il Gruppo del popolo pur di assicurare al
Mistero la musica è stato costretto ad impegnare la cassa
del tesoro. Fu Vito Rao, che aveva l’appalto per lo
sgombero delle macerie, che in cambio ha prestato le 18 mila
lire necessarie a pagare la musica. Il tesoro è stato poi
riscattato l’anno successivo da una cooperativa di
carrettieri denominata LAST (Lavoratori Autonomi Servizi
Trasporti) che ha assunto anche la gestione del sacro
Gruppo. Successivamente la società fallì e la gestione del
Mistero del popolo è stata assunta da Francesco Paolo
Romano, gestore della “Casa del vino” che sorgeva in via
Cortina (ora via Nunzio Nasi). Nel suo locale c’era sempre
una cassetta dove si raccoglievano le offerte a favore del
Mistero.
Con la gestione di Francesco Paolo Romano, il Gruppo del
popolo superò i problemi economici.
Moltissimi ancora oggi
i devoti e i sostenitori della “Ascesa al Calvario”.
Contributi arrivano dai trapanesi sparsi in tutto il mondo.
Fra questi anche il compianto senatore Simone Gatto.
“Anche dopo la sua elezione a senatore della Repubblica,
non dimenticò mai i Misteri, riferisce il capo console
Giuseppe Savona. – Così ogni anno le maestranze
ricevevano una busta intestata “Senato della Repubblica”
con l’assegno di Simone Gatto. Ancora oggi, la signora
Madelaine, moglie del defunto Senatore, fa pervenire in
memoria del marito, il contributo al Mistero.
Nel 1947 il Comune costituì una apposita commissione per
indire un concorso tra gli artisti trapanesi per la
ricostruzione ed il restauro dei gruppi rimasti danneggiati
dai bombardamenti. Nell’aprile del 1949 scese in campo
anche l’Ente Provinciale per il Turismo, che con il
contributo di un milione ha partecipato al miglioramento
della processione.Tutti i portatori furono dotati di
apposite uniformi. Fu pubblicata una monografia trilingue
sulla processione fatto importante, per la prima volta i
Misteri sono entrati nel circuito turistico internazionale.
Gino
Lipari - Giornale di Sicilia 11 aprile 1988 |