MANCINO : NON CI FU ALCUN INCONTRO TRA ME E PAOLO BORSELLINO

 


   

  Ho combattuto Cosa nostra, perchè avrei dovuto tacere?

 

Roma, 16 lug. (Apcom) - Non ci fu alcun incontro tra l'allora ministro dell'Interno Nicola Mancino e il giudice Paolo Borsellino. Lo ribadisce lo stesso Mancino, oggi vicepresidente del Csm, replicando alle parole del fratello del magistrato ucciso il 19 luglio di 15 anni fa. In una lettera aperta, Salvatore Borsellino chiede a Mancino di raccontare "di che cosa si parlò nell'incontro con Paolo nei giorni immediatamente precedenti alla sua morte". Perchè in quel colloquio, sostiene, "si trova sicuramente la chiave dalla sua morte e della strage di Via D'Amelio". Ma Mancino smentisce.

 

"A quindici anni dalla strage mafiosa di via D'Amelio in cui persero la vita il giudice Paolo Borsellino e gli agenti della sua scorta, non posso che ripetere - premette il vicepresidente del Csm - il mio sdegno e il mio cordoglio per l'atto criminale che ha colpito insieme a un magistrato, che si era distinto in prima linea nella lotta alla criminalità organizzata, anche i servitori dello Stato addetti alla sua sicurezza".

 

"Quanto alle domande che oggi per la prima volta mi rivolge il fratello del compianto dottor Borsellino, non posso che confermare - spiega Mancino in una nota - ciò che già in due occasioni ho testimoniato davanti alla magistratura, e cioè che il giorno del mio insediamento al Viminale come ministro dell'Interno - 1° lugli0o 1992 - ho salutato e sono stato complimentato da numerosissime autorità e persone, molte da me conosciute, molte incontrate per la prima volta in quella occasione. Non posso escludere che tra questi vi fosse anche il dott. Paolo Borsellino, che comunque non aveva chiesto a me un incontro formale, né lo aveva ottenuto. E' vero invece che il dott. Borsellino si incontrò con il Prefetto Parisi, allora capo della Polizia. Del contenuto di questo colloquio, io non sono stato portato a conoscenza".

 

"Ho commemorato a Palermo e in altre località - ricorda - il compianto dottor Borsellino e, nei diversi ruoli istituzionali che ho ricoperto, ho sempre intrattenuto buoni rapporti con la vedova e i familiari che ho avuto l'onore di incontrare. Pur comprendendo l'amarezza del signor Salvatore Borsellino, devo ulteriormente precisare - prosegue Mancino - che né allora né oggi avevo ed ho alcuna ragione per non confermare un incontro che non c'è stato. Perché mai proprio io, che ho combattuto la mafia e ho proposto leggi per ridimensionarne la presenza, avrei dovuto tacere?".

 

 

La foto del Sen.Nicola Mancino è tratta dal sito www.senato.it

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