Mercoledì Santo - PACECO -

PROCESSIONE  DELL' ADDOLORATA

 

A pochissimi chilometri da Trapani, nel comune di Paceco, si celebra il Mercoledì Santo, la processione detta “ dell’Addolorata “.

Paceco è un fiorente centro agricolo fondato nel 1607 dal marchese Placido Fardella che la nominò con il nome della moglie , Teresa Pacheco di Vigliena. La cittadina è urbanisticamente concepita secondo uno schema aggolomerativo tipicamente settecentesco con un impianto a maglia ortogonale e con isolati rettangolari. Paceco sorge in pianura a 36 metri s.l.m. e vi risiedono circa 12.000 abitanti . Rinomato centro rurale con allevamenti di ovini e la produzione di olive, uva ma soprattutto di meloni .

 

La processione detta “ dell’ Addolorata “ prende avvio dalla Chiesa Madre Santa Caterina V.M. (Vergine Martire),la cosiddetta "Matrice", intorno alle 16.30 del Mercoledì Santo.  

Non si hanno notizie certe sull’origine del rito ma si presume possa datarsi  intorno al 1600 , quando venne costruita la Chiesa Madre. La processione, particolarmente sentita dai pacecoti e soprattutto dalle donne che trasportano la venerata statua dell’Addolorata, non è mai stata interrotta e si è celebrata anche nei periodi bellici. 

Così come accade in gran parte delle rappresentazioni passionali, l’immagine di Maria è preceduta dal “ Cristo Morto “, condotto, per mezzo di maniglie, a una sorta di lettiga, sempre dalle donne di Paceco. La statua del Cristo è stata sostituita circa quindici anni fa dato che la precedente era ormai logorata dal tempo. 

La statua dell’Addolorata, di autore ignoto, è stata realizzata con la tessa tecnica con la quale furono realizzati i Sacri gruppi della Processione dei Misteri di Trapani ( tela, legno e colla ), nel periodo quindi nel quale, in tutta la Sicilia, fiorirono e si svilupparono le rappresentazioni inanimate della Passione. La statua è stata sottoposta di recente ad un restauro conservativo. 

La tradizione vuole che siano le donne a portare l'Addolorata in processione. Anni fa veniva portata in spalla per tutta la durata della processione, successivamente , per motivi di pesantezza e sicurezza, si è stabilito che la conduzione sulle spalle della statua fosse limitata ai momenti dell’uscita e dell’entrata e successivamente collocata su un carro con le ruote per il percorso nelle vie cittadine. 

L'addobbo e il mantello dell’ Addolorata sono ex voto di devoti pacecoti. 

Da una decina d’anni, durante la processione, viene recitata la “ Via Crucis “ e le 14 stazioni seguono un particolare percorso. Due di queste avvengono davanti la chiesa all’uscita e al rientro della processione, mentre le rimanenti dodici sono decise dagli organizzatori mediante la richiesta agli abitanti di Paceco di effettuarle dai balconi delle loro case, poste lungo il percorso. L’itinerario rimane pressoché immutato ogni anno e le famiglie a cui viene fatta richiesta l’ accolgono sempre con entusiasmo e con l’onore di poter ospitare nei loro balconi un momento così intenso e suggestivo. 

In occasione della processione 2007, un giovane di Paceco, devoto dell' Ecce Homo, ha chiesto di poter condurre sulle spalle, insieme ad alcuni amici di Trapani devoti di diversi gruppi dei Misteri, la statua dell'Addolorata.   L'idea è stata ben accettata con l'auspicio che negli anni a venire altri giovani del paese si avvicinino di più alla processione e alla chiesa. A questi giovani devoti è stato consentito di condurre l'Addolorata all'uscita e in alcune vie di Paceco affiancati dalle donne che per devozione e tradizione hanno sempre condotto la Madonna.

 

  Immagini della processione 2007 

Foto di Francesco Paolo Cocco

 Foto di Michela Colicchia Sanacore

 Foto di Silvano Spanò

 

Emozioni di una processione di Michele Ingardia

Considerazioni  di Gino Cocco

 

Un sentito ringraziamento al parroco, Mons.Giuseppe Raineri che si ringrazia per la disponibilità e per le informazioni

Un affettuoso " grazie " agli amici Gino Cocco e Michele Ingardia per la fattiva collaborazione

 

Foto della pagina di Francesco Paolo Cocco ( processione ) e di Michele Ingardia ( chiesa )


 

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