NON E' UTOPIA !

 


 

 

 

 

 

La processione dei Misteri dovrebbe rappresentare il fiore all’occhiello per la città di Trapani. Dovrebbe rappresentarne la storia, la cultura e diffonderne l’immagine nel mondo . Più volte abbiamo citato città italiane ( Siena, Gubbio, Viareggio ecc..) che da un singolo evento traggono notorietà e un notevole incremento economico. Vantaggi che da noi, data la stagione primaverile dove i viaggi turistici al Sud ed in Sicilia in particolare sono particolarmente apprezzati, dovrebbero consentire all’economia trapanese un continuo decollo nell’approssimarsi della stagione estiva. La bellezza del centro storico cittadino, il porto in grado di accogliere grandi navi da crociera, le meravigliose località turistiche paesaggistiche nelle immediate vicinanze dovrebbero fare di Trapani e della sua processione, il centro di un vasto movimento turistico culturale che dovrebbe partire proprio dalla città falcata.

A Siviglia, mater et caput delle processioni passioniste spagnole, il movimento turistico già di per sé consistente nei restanti periodi dell’ anno, trova nella “ Semana Santa” una crescita esponenziale . Anche a Trapani vi sarebbero tutte le condizioni per consentire ai trapanesi e soprattutto ai giovani di vivere di turismo e in questo caso…di Misteri, considerato che se a Siviglia sfilano per la città decine e decine di processioni in quei giorni di Passione, da noi ne avremmo una o al massimo tre, considerate le due Madonne !

 

Per poter inserire Trapani in un circuito turistico servirebbero non solo quelle infrastrutture che in Sicilia non abbiamo e che la corruzione mafiosa non ci fa avere ( l’esempio del viadotto crollato sulla PA-CT è eclatante )  ma , nello specifico della processione del venerdì santo, necessitano tempi tecnici e rappresentativi determinati e fruibili .

 I Misteri di Trapani , per la valenza dell’arte che contengono, per la tipicità rappresentativa ( 18 gruppi più due simulacri in contemporanea non si trovano facilmente) avrebbero le carte in regola per essere l’esempio più evidente in Italia del concetto religioso e artistico del venerdì santo.

 Se osserviamo la nostra processione, togliendoci gli occhi da tifosi con i quali guardiamo i singoli gruppi, non abbiamo nulla da imputare all’immagine che essi offrono grazie ai preziosi ornamenti argentei,  agli addobbi floreali ai massari mentre sia sui processionanti che sulle bande si potrebbe intervenire con pochi ritocchi, assolutamente facili da realizzare ( controllo del comportamento di chi sfila e far tornare la banda davanti al gruppo ) . 

La gestione scenica della processione, intesa come momento d’espressione visiva, non può essere affidata a venti “ teste diverse “legate solo dall’appartenere all’Unione Maestranze che oggi,  dilaniata da guerre di potere , non offre la necessaria garanzia per un' organizzazione “ super partes” . Serve personale qualificato dal punto di vista scenografico e organizzativo. Parate inutili e " viddrane " come quella degli stendardi del “ lunedì ” , sono mortificanti in un quadro complessivo legato alla cultura storica della Settimana Santa. Dobbiamo toglierci l’area provinciale, da paesino con la quale organizziamo la processione. Siamo una città, un capoluogo ( con buona pace dei cugini marsalesi...)  e non possiamo affidare alla prima idea dell’ ultimo arrivato le sorti di una processione plurisecolare. Chi è bravo nella sua arte continui a fare il suo lavoro.  Non possiamo inventarci qualcosa solo perché alla moglie di qualche console piacerebbe vedere così i Misteri. Le esecuzioni musicali vanno concordate e non decise autonomamente dal capoconsole. Non vi sono quartieri che appartengono più o meno a un ceto, Trapani è di tutti i ceti.   Si dovrebbe cominciare da come si espongono tutto l’anno i Misteri al Purgatorio.

 La storia non si inventa, la tradizione si rispetta !

 La processione, dal punto di vista rappresentativo va affidata ad un comitato di cultura ,  presieduto dal vescovo e dal sindaco, i cui incaricati in modalità gratuita ma con l’obbligo di essere totalmente estranei alle maestranze ,  dovrebbero stilare un decalogo comportamentale-organizzativo con tempi  e modi di  “ andare in processione “,  con poteri decisionali assoluti e approvati dalla Curia che resta ed è sempre doveroso ricordarlo, la sola proprietaria dei Sacri gruppi .

All'interno dell'Unione Maestranze vi sono tanti esponenti di qualità e anche di cultura. Il problema degli ultimi anni è il frutto delle ripicche personali di cinque individui che si sciarrianu, s'appizzanu . Se oggi comando io, Tizio mi farà la guerra in processione, se domani comanda Tizio sarò io a contraccambiare e intanto la processione ...scompare !

Le maestranze non devono assolutamente scomparire o veder sminuito il loro delicato e FONDAMENTALE ruolo. Esse sono la storia e l’evoluzione della processione ma non sono più in grado di gestire autonomamente l’evento. A loro  andrebbe sempre affidata la cura del gruppo durante i 365 giorni dell’anno, la gestione economica delle spese, sotto forma di onlus ( Ignazio Bruno pare l' avesse  proposto…) , la scelta degli addobbi e della banda musicale, dei processionanti, dei massari ;  scelte che però nelle modalità finali dovrebbero sempre trovare l’ assenso culturale e religioso del comitato “ super partes “. 

Il comitato dovrebbe, ad esempio, decidere l’itinerario, tenendo conto delle caratteristiche climatiche e della luce per offrire a turisti l’immagine ideale per ammirare i gruppi. E’ chiaro, per restare in quest’ultimo esempio, che la particolare conformazione di Trapani con un percorso attuale che va da ovest a est favorisce il controluce ma alcune strade, illuminate proprio dal sole, potrebbero essere percorse proprio per poter gustare ancor meglio l’arte espressiva dei Misteri . La processione dovrebbe durare  al massimo  due ore , il che vorrebbe dire che da fedele o turista assisterebbe al passaggio di un singolo gruppo in circa dodici minuti . Il fluire, in tal caso dovrebbe essere scorrevole ma per farlo non dovremmo veder il proliferare di vutate verso negozi e ricchi contribuenti che , una volta limitato a pochi casi, è oggi prassi costante e d eccessiva. Una “ diretta “ dell’uscita di due ore sarebbe appetibile per qualunque grande emittente nazionale e considerato che i tempi medi di una marcia funebre sono di circa sette-otto minuti , pur concedendo qualche minuto in più , si sforerebbero comunque di poco i 120 minuti d’uscita o d’entrata.  Sempre nell’ambito televisivo, per favorire l’afflusso dei trapanesi all’evento, si potrebbero trasmettere le fasi dell’uscita e del rientro in differita di due-tre ore al fine di favorire il …fascino della diretta !Anche chi è impossibilitato a presenziare alla processioni per ragioni di salute o di distanza, accetterebbe una differita se questa  fosse finalizzata ad una diffusione nazionale e volendo anche internazionale della processione. Il comitato, ad esempio, dovrebbe vigilare affinché tutti gruppi percorrano la città in orario secondo una rigida tabella predeterminata. Se ricordate, anni fa, nei manifesti  della processione erano indicato gli orari presunti del passaggio dei gruppi. Abitavo in via Nunzio Nasi , l’ orario indicato era sempre tra le 4.00 e le 4,30 del mattino e salvo rare eccezioni i gruppi erano  in orario.

 

 

Passiamo dall’aspetto culturale rappresentativo a quello economico, assolutamente non secondario ! L’economia trapanese dei Misteri è oggi soltanto quella legata alla “ notte banca” tra il venerdì e il sabato santo. Pizzerie, ristoranti, bar, paninoteche fanno il pieno ma tutto rimane legato ad un singolo episodio e i vantaggi economici vanno a favore soltanto di determinate categorie e non della collettività come invece accade in quelle località che vivono di turismo frutto anche di eventi specifici ( Palio, Corsa dei Ceri,Carnevale, per ricollegarmi a Siena, Gubbio e Viareggio sopra citate ).

Ma non abbiamo solo ricavi limitati,  abbiamo anche costi che invece non sono limitati e sono a carico della collettività. Organizzare una processione per un ente territoriale come il Comune vuol dire, per citare due esempi, spendere somme di denaro per remunerare gli straordinari di vigili urbani e addetti alle le cui prestazioni extra sono pagate dalle casse comunali che si finanziano con le tasse dei trapanesi ! Proprio per questo, se dobbiamo intaccare le tasche dei residenti facciamolo per qualcosa che non solo sia degno a  livello rappresentativo ma che porti utili economici alla collettività trapanese.

Organizzare una processione come quella del 2015 ( attenzione non che le precedenti siano state eccezionali...),  non solo ha mortificato la fede dei credenti e offeso la storia cittadina ma le conseguenze si sono ripercosse anche sulle tasche dei cittadini perché il grave ritardo ha inciso sui costi per vigili e addetti alle pulizie, costretti ad ore in più da remunerare ! Proprio per questo  il Comune deve far sentire alta e ferma la sua voce e non limitarsi a fare “ panza parata “ all’uscita e all’entrata e decidere quali contributi elargire all’Unione.  Sarebbe il caso che il Comune di Trapani si rendesse conto che una processione sgangherata come quella appena trascorsa, non solo rappresenta un pessimo biglietto da visita per la città ma ha dei costi inutili che  non rientrano sotto forma di propaganda turistica e non apportano alcun vantaggio complessivo all’economia cittadina.

 

Un’ultima personale considerazione personale. Sono nato e vissuto a Trapani ( non a Erice …) sino al 1982, quando qualche consolicchio non era neppure nella fantasia dei genitori ! La mia casa natale era ed è in via Cortina ( poi divenne Nunzio Nasi ), a pochi metri dal Purgatorio e le note dei Misteri sono la colonna sonora della mia gioventù. Ho vissuto le processioni di parecchi anni fa, quannu di picciuli ni firriavanu picca, quannu a musica l'avianu quattro o cinqu gruppi, quannu s'ia appressu o Signuri ca Cruci n'coddu !!
Se oggi critico la processione dei Misteri non lo faccio perché mi diverto ad attaccare persone o situazioni ma solo perché vorrei che la mia città fosse sempre in testa a tute le classifiche sociali . Non sono amato da alcuni ceti ( tanti ) ma l'ho già scritto e lo ripeto che le processioni dei muratori e dei metallurgici sono sempre tra le più composte e questo a prescindere dai problemi personali con qualcuno dei due ceti !

Beppino Tartaro, Giovanni D'Aleo e altri sono solo persone, oggi ci siamo e tra qualche anno non più, i Misteri sono invece di TUTTI I TRAPANESI, residenti e non perchè chi è trapanese ama i Misteri !

Trapani è per me la  città più bella del mondo e vorrei, so benissimo utopicamente , che tutti la considerassero tale .

So che quel che scrivo non è e non sarà mai  gradito dall’ambiente dei Misteri , poco incline a critiche che possono intaccare il castello nel quale dal 1974 vivono in beata solitudine e la solitudine non fa crescere !

 

 Trapani è la processione dei Misteri, ma Trapani non è la processione che da troppi anni va in scena il Venerdì della la Morte di Gesù !!

 

RIVOGLIAMO I NOSTRI MISTERI !

 

 

 

Beppino Tartaro, 15 aprile 2015

 

 

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Foto Beppino Tartaro

 

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