NON BASTA IL CENTRO STORICO...

 

di Renato Birke

 


 

 

 

 

 

Prendo spunto dalla rimarchevole iniziativa del sig. Paolo Salone di indire via internet una petizione a favore dello svolgimento della processione dei misteri nel centro storico, possibilmente gia' nel prossimo anno 2011, rifacendomi altresi alle precisazioni fornite dal capoconsole del gruppo "Ascesa al Calvario" sig. Vito Dolce contenente, a mio avviso, motivazioni molto sensate e contingenti a quel momento storico (anno di grazia 1946).

Auguro al sig. Salone di raggiungere il traguardo fissatosi ed anche di superarlo.

Pur tuttavia, da bastiancontrario, probabilmente faccio parte di un piu' che esiguo gruppo di persone che non pensano che basti riportare la processione a Trapani vecchia per risolvere ogni problema: puo'  essere un ottimo punto di partenza ma non un punto di arrivo.

Insisto nel ribadire che la via G.B. Fardella e' solo un aspetto del problema. E, sempre da bastiancontrario, non appartengo ai nostalgici con l'occhio umido quando rinnovellano ai giovani (che non li hanno ne' visti ne' vissuti di persona) i fasti della processione dei tempi che furono.

Credo invece che il difetto principale della processione in parola sia sostanzialmente questo: una progressiva elefantiasi della processione stessa (venti gruppi, venti processioni, venti bande musicali, sorvolando sui costumi dei processionanti, sugli stendardi, sui cori, etc.etc.etc.) accompagnata da una quasi istituzionale storica disorganizzazione da parte di chi dovrebbe coordinare il tutto.

Malgrado la mia non verde eta' penso di avere buona memoria nel senso che gia' quaranta e passa anni fa la processione non brillava certo per ordine. 

Anche visionando video d'annata si nota una certa evidente anarchia tra i vari gruppi, fra la gente che fa il proprio comodo in lungo ed in largo e la totale mancanza  di qualche segno di vita da parte degli organizzatori: una grande partecipazione di folla ma pure un gran casino (e non mi riferisco solo alla famigerata via).

Forse un esempio visivo potra' chiarire quello che voglio intendere. Video della "Lavanda dei Piedi" anno 2009, via delle arti, ripresa effettuata dall'alto.

Magnifico lento incedere del gruppo, seguito dalla banda; ad un certo punto il gruppo e' ripreso da dietro. Domanda: dove sono i processionanti? Davanti al gruppo riesco a vedere alla rinfusa uno sparuto gruppo di gente che guarda di qua e di la', la processione ha sicuramente gia' guadagnato via Sieri Pepoli, se non piazzetta Cuba.

E siamo nel centro storico.

Questo e' solo un piccolo esempio di come si svolge in realta' la processione - gruppi isolati in mezzo al nulla, responsabili che piu' che vigilare fanno serafica conversazione, processioni che precedono i gruppi andando per i fatti loro creando dei vuoti.

Un altro esempio che ha poco a che fare con il centro storico o con via Fardella ma piu' con l'organizzazione generale.

Rientro dei gruppi nella chiesa del Purgatorio, sabato 3 aprile 2010.

Le varie processioni seguono i seguenti copioni: o rientrano nella chiesa frontalmente o si rigirano di 360 gradi rientrando (mi sia permesso il termine) rinculando o si fermano a lato del gruppo durante "l'annacata" finale. Sara' perche' dipende dall'autonomia gestionale delle varie maestranze ma trovo la cosa un pochino bizzarra. Chiedo venia, si tratta in fondo di fissazioni personali.

Ma, a mio parere ed alla luce di quanto sopra, non sara' la percorrenza della processione nel centro storico da sola a risolvere questioni molto vecchie e a ridarle il lustro che merita.

Ci vorrebbe una disamina critica dei vari aspetti organizzativi non disgiunta da una bel taglio alla megalomania di immagine di buona parte delle maestranze. 

Facile a dirsi, soprattutto da uno che non c'e', ma da qualche parte bisognera' pur cominciare; se il centro storico senza se e senza ma servira' a qualcosa, ben venga. 

 

Renato Birke, 8 novembre 2010

 

 

 

 

Foto Beppino Tartaro

 

 

  2010 - www.processionemisteritp.it

 

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