MITI ED AFFINI  

 

di Renato Birke

 


 

 

 

Egregio amico,
predendo spunto dal recentissimo ritrovamento dell'atto di concessione dell' ECCE HOMO, il mio tarlo cerebrale ha ricominciato a smaniare, complice forse il caldo di questi ultimi giorni.
Ottimo lavoro quello del sig. Savona ed ottimo lavoro sarà quello da lui o da altri compiuto per dare certezze storico-documentali a taluni aspetti della secolare processione.
Già, secolare; sicuramente anteriore all'anno 1612, preso come base per la procedura delle concessioni, di fatto effettuate con atti notarili a decorrere dall'anno di grazia 1620.
Già,. e i "lavoratori a giornata" del 1612, solennemente commemorati, or non è molto, nel 2012?
Non vorrei che anche in questo caso si fosse presa una involontaria cantonata come quella di questo anno sul messo comunale/carabiniere, nel senso che, a parere di qualcuno, non di concessione si sia trattata - come dal 1620 in poi - ma molto più modestamente di un mettersi sotto la protezione del Cristo sofferente con la croce sulle spalle. Al di là di tutto, come avrebbero potuto i lavoratori a giornata, mediamente indigenti, a sobbarcarsi delle spese non indifferenti della gestione di un mistere?
A tempo perso io mi diletto, se così si può dire, di ricerche storiche sulla Sicilia, ed indirettamente su Trapani, consultando via internet antichi testi dal seicento in poi di geografia, di descrizioni, di itinerari dell'isola in questione e, fino all'ottocento, non ho trovato mai (e ripeto, mai) nelle pagine relative all'invitta città, un solo riferimento nè alla chiesa di San Michele, nè alle vare in essa contenute.
Fino alla "Guida per gli stranieri in Trapani" del 1825.
Nella prima edizione del fascicolo dedicato a Trapani nella serie "Le cento città d'Italia" nulla; di contro nella seconda edizione degli anni venti/trenta del 900 un cenno fra pag. 12 e pag. 14 del fascicolo 131.
Dalla monumentale opera di Gustavo Strafforello "La patria - Geografia dell'Italia - volume SICILIA - 1893" a pag. 606, trovo un accenno (imperfetto) dal seguente tenore.......Quindi l'Oratorio di San Michele con 18 gruppi in legno dipinti, di grandezza naturale e pieni di espressione, rappreentanti i Misteri della Passione, del Tipa di Trapani e di altri (1650);..........Non ho commenti.
Quattro parole in croce e nessun accenno alla processione.
Bisognerà attendere il canonico Fortunato Mondello, all'inizio del 1900, per avere una idea concreta della processione in questione, a cavallo fra l'800 ed il 900, più vicina a noi ed abbastanza simile a quella attuale.
Dopo, negli anni trenta, sono cominciate le guide turistiche illustrate o meno, fino all'apoteosi degli anni 50, a cura dell'EPT locale e illustrate fino a qualche decennio fa con fotografie splendide ma già superate negli anni sessanta.
Conclusione. Sono spiacente ma non c'è una conclusione, ma solo impressioni "deprimevoli".
Fino alla metà dell'ottocento se ne parla poco, forse perchè nel seicento o nel settecento le processioni in genere erano una cosa seria, qualcosa  che era superfluo descrivere perche connaturate ai tempi ed alla persone.
Forse la mitica e grandiosa processione dei misteri dei tempi andati non è mai esistita se non nei sogni dei nostri contemporanei.
Era una processione e nient'altro, ove era solo d'uopo partecipare con devozione e rispetto.
 

 

Renato Birke, 9 giugno 2015

 

 

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