I   MASSARI

© Beppino Tartaro 


 

 

 

Approfondimenti :

 

LE CASACCHE DEI MASSARI

 

QUEL BAFFUTO MASSARO DEL BANNER

 

 

   

I Misteri di Trapani, oltre alla intrinseca valenza artistica, assumono una specifica connotazione grazie al fatto che i gruppi statuari non vengono trainati da congegni meccanici, ma portati a spalla da uomini preposti a tale compito, i  cosiddetti  " massari ".

 

I portatori appaiono nella Processione dei Misteri nell' 800 quando le maestranze si fanno sostituire nella dura fatica di condurre a spalla i gruppi da persone che svolgono tale compito per lavoro  : i massari. Il loro primo guadagno nella processione  fu di dodici tarì.

 

Sull' importanza storica dei massari nella nostra città, rimandiamo alle pagine dedicate alla Processione della Madonna dei Massari del Martedì Santo, dove è possibile scoprire come la categoria è presente da secoli nel panorama cittadino e con notevole rilevanza sociale.

 

I portatori dei Misteri svolgono con profonda partecipazione il loro compito e ciò non può essere minimamente discusso dal fatto che essi siano remunerati  per tale opera. La durata stessa della processione e la fatica del pesante compito, sarebbero ben poca cosa se non si considerasse, oltre alla parte puramente economica, quella passionale per la quale il " massaro vive e sente " il gruppo che conduce sulle spalle.

 

Negli anni passati, quando i gruppi dovevano effettuare le soste durante la processione, i massari dovevano farli appoggiare su forcelle, ciò complice la fatica fu spesso causa di rovinose cadute con notevoli danni alle statue . 

 

Quando, intorno agli '30 del secolo passato,  alle forcelle si sostituirono i cavalletti di legno, il compito per i massari divenne più agevole ma non per questo meno faticoso.

 

Le " squadre ", cioè i gruppi dei portatori di ogni singolo gruppo, vengono decisi molto tempo prima della processione.

 

A capo di ciascuna squadra vi è un responsabile, detto " caporale ", il cui compito non è soltanto quello di scandire i tempi tecnici per purtare u'mistere , ma  di organizzare un " team " che sappia egregiamente svolgere il compito assegnato.

 

I massari vivono intensamente la processione e non di rado è possibile vedere accanto a loro, i giovani figli che cercano, nei limiti delle loro forze, di aiutare i padri nel duro compito ed imparare quei trucchi del mestiere che saranno loro utili, quando un giorno diverranno " massari ". 

 

Il lavoro del massaro inizia molto tempo prima della Settimana Santa, perché l'organizzazione di una squadra non è frutto di una repentina decisione, ma conseguenza di una precisa e ponderata volontà . E quando una squadra ha ben figurato, sono gli stessi consoli del gruppo a " prenotarla " per le successive processioni.

 

Nell' immediata vigilia della processione, nella chiesa del Purgatorio, le squadre cercano di predisporsi al meglio, al fine di consentire una uniformità di peso, movimento ed equilibrio.

 Si provano le posizioni ed i posti da occupare e si preparano le " aste ", collocando strati di gommapiuma,  per alleviare il duro compito che da lì a poco li vedrà protagonisti.

 

La sosta serale della processione permette ai portatori un fugace pasto e se è ormai consolidato che durante la notte siano i giovani trapanesi  a  "....portare i misteri " , la fatica dei massari non viene mai a mancare e sempre qualcuno di loro vigila, affinché tutto si svolga nella regolarità.

Nel corso degli anni, la categoria ha visto crescere la serietà e la consapevolezza del proprio ruolo nella processione.

 

Ma  non si può parlare dei massari e dimenticare quei termini e quelle caratteristiche che li rendono " unici ed importanti per la processione.

 

Del caporale di è gia sopra accennato ed  è proprio il capo della squadra a tenere in mano la " ciaccula ".

Si tratta di uno strumento composto da due pezzi di legno mobili che sbattono su un terzo legno fisso.  Si ritiene sia  ispirato alle " troccole " che  sostituivano nel periodo precedente la Pasqua, il rumore delle campane o alle " castanuelas " spagnole.

 

Quando il gruppo deve essere sollevato, il " caporale " dapprima batte la ciaccula sull'asta del gruppo per richiamare l'attenzione dei portatori, dopo richiama i massari con il classico invito a " a posto...."  e  dopo due colpi di ciaccula il gruppo viene alzato. 

 

" Balloncino " è il portatore centrale, posto tra le due aste. E' generalmente più alto degli altri massari e la sua funzione è molto delicata, in quanto serve ad equilibrare il peso che grava sui rimanenti portatori.

 

Durante la processione, quando il gruppo è troppo distante da quello che lo precede, la caratteristica " annacata ", cioè la ritmica andatura con la quale il gruppo viene condotto a spalla, è sostituita, al fine di recuperare il ritardo, dalla cosiddetta " arrancata ", una veloce accelerazione nel modo di portare il gruppo, caratterizzata dallo strisciare dei piedi.

 

Quando i massari desiderano far girare il gruppo verso una persona conosciuta, compiono le  " vutate " o " attunniate " ed il prescelto non potrà che ricambiare i massari con un 'offerta , detta  " picaccia " ;  da ricordare anche che il  periodo nel quale il gruppo viene " annacato " al ritmo di una marcia funebre, è  definito " battuta ".

 

Al mattino del Sabato, quando i gruppi lentamente rientrano, negli occhi dei massari  si legge tutta la fatica e l'amore per la loro processione e quando essa si conclude nella chiesa del Purgatorio, un abbraccio ed un pianto liberatorio suggellano quelle lunghe ore di amore, fede e passione.

 

Oggi ai tradizionali massari si vanno sostituendo i volontari dei singoli ceti. Sicuramente un aspetto devozionale oltre che economico , non essendo i volontari retribuiti ma che sta togliendo il fascino e soprattutto l'abilità dei massari, frutto di esperienze tramandate di generazione in generazione.

 

 

 

 

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