'A MANTA


 

 

 

        I Sacri gruppi dei Misteri sono composti da gruppi scultorei fissati ad una base lignea detta “ vara “. La “ vara “ poggia su  “cavalletti “ di legno che sorreggono l’insieme e che furono collocati a partire dagli anni ‘ 30 in sostituzione delle “ forcelle “.

Infatti, nei primi anni della processione, quando i gruppi dovevano effettuare delle soste appoggiavano proprio sulle forcelle che sostenevano l'intero peso. Tuttavia, questa soluzione presentava molte difficoltà ed erano frequenti rovinose cadute dell' intero gruppo. Si pensò pertanto di sostituirle con i " cavalletti " che, se hanno aumentato il peso dell'intero gruppo, hanno tuttavia permesso una maggiore sicurezza nel trasporto. Le antiche forcelle sono ancora oggi presenti nella Processione dei Misteri di Erice, dove le dimensioni ed il peso dei gruppi sono di gran lunga inferiori a quelli del capoluogo.   

Dal 1950, su iniziativa dell’ Ente Provinciale Per il Turismo, che in quegli anni organizzava la processione, si pensò di coprire i cavalletti con sontuosi addobbi di velluto nero, recanti il nome della maestranza a cui è stato affidato il gruppo, la cosiddetta " manta " .

Nei giorni precedenti la processione può capitare di ammirare dai balconi delle case dei consoli l'esposizione delle " mante ". In realtà non si tratta di una esposizione ma del semplice stendere la "manta" al vento trapanese dopo averla lavata con cura.

La vestizione della “ manta ” costituisce uno dei momenti più attesi per le maestranze.
Dopo aver adornato le statue con gli argenti ed aver addobbato il gruppo con splendidi fiori , collocare la “manta “ simboleggia il momento finale della tanto attesa preparazione.
 Il gruppo è ormai pronto per la processione.
Analogamente, quando al sabato i gruppi rientrano al Purgatorio, togliere la “ manta ” esprime la fine di quel giorno tanto atteso. Un velo di tristezza negli occhi di chi compie quel gesto.
La “ manta “ si ripiega con cura, in attesa di rimetterla al suo posto nel prossimo Venerdì Santo.  

 

 


  Testo di Beppino Tartaro

 

 

Foto di Peppe Barraco e Beppino Tartaro

 

© www.processionemisteritp.it

Inizio pagina