IL CEDRON A MALAGA

 

 

 

 

 

     I legami storici tra le rappresentazioni della Settimana Santa in Spagna e la Processione dei Misteri di Trapani trovano riscontro nel profondo legame che unisce le uniche due città che raffigurano l’episodio dell’attraversamento di Cristo arrestato del torrente Cedron.

Soltanto Trapani e Malaga infatti, nell’intero mondo cristiano,raffigurano l’episodio del Cedron nei riti della “ Semana Santa “. 

Come sappiamo, il torrente Cèdron o dei Cedri è citato soltanto nel vangelo di Giovanni, mentre la caduta di Gesù è tratta dai vangeli Apocrifi e da un racconto di Santa Brigida e questo motivo potrebbe aver scoraggiatola rappresentazione dell’episodio della “ caduta”, in considerazione che lo spirito della Controriforma, non accettava il riferimento a citazione apocrife. 

Per quanto riguarda il gruppo trapanese, rimandiamo alla specifica pagina del sito, mentre è interessante approfondire la conoscenza del gruppo spagnolo, approfittando della cortese collaborazione della cara amica, professoressa  María Encarnación Cabello Díaz ( 1 )

Notiamo subito una prima differenza fonetica nei due fiumi. A Trapani si accenta la prima vocale ( Cèdron ), mentre a Malaga è l’ultima ( Cedròn ) . Ma la sostanziale differenza tra i due gruppi di Trapani e Málaga consiste proprio nella rappresentazione. A Trapani, infatti, è evidenziata l’apocrifa caduta mentre a Malaga si è preferito l’ iconografia evangelica raffigurando Gesù sopra il ponte che sovrasta il torrente Cèdron. Ciò è ampiamente evidenziato dal nome della confraternita che nella città andalusa cura il “ paso “ : "Real, Muy Ilustre, Venerable y Antigua Hermandad y Cofradía de Nazarenos de Nuestro Padre Jesús de la Puente del Cedrón y María Santísima de la Paloma".  

Come abbiamo notato, oltre al Cedron è riportato anche il nome di Maria. A Málaga è tradizione che le confraternite si curino di due gruppi, uno dedicato a  Gesù e l’altro alla Vergine che segue il Figlio. In questo caso il Cristo del Puente del Cedrón è seguito dall’immagine di María Santísima de la Paloma.  

La Confraternita è stata fondata nel secolo XVII , unicamente con l’immagine del Cristo del  Puente del Cedrón e soltanto nel XX secolo si è aggiunta la Vergine. 

L’autore dell’attuale immagine di Gesù è l’artista Juan Manuel Miñarro López, che la realizzò a Siviglia nel 1988. Il Cristo del Cedrón è raffigurato insieme ad un soldato romano e ad un sayón. Per sayon si intende la tipica espressione artistica iberica della settimana santa dove un giudeo è raffigurato con un saio ( saiòne ) e cioè quel mantello di panno che nell’antica Roma era abitualmente indossato dai militari e dagli schiavi. Il “sayón malagueño”,  conosciuto  con il soprannome di  " El Berruguita ", è opera , unicamente all’altra scultura del soldato, di José Navas-Parejo Pérez, che le realizzò a Granada nel 1939. 

Il “ trono” su cui poggia il paso del Cristo del Cedron è opera di Manuel Guzmán Bejarano, costruito a Siviglia nel 1973.  Pesa 3.600 kg ed è alzato durante la processione da 170 uomini , chiamati “ uomini del trono “. 

A Siviglia, nel 1971, Luis Álvarez Duarte realizzò l’attuale immagine della Vergine, il cui trono è opera di Pedro Pérez Hidalgo che lo costruì a Málaga nel 1958. Il trono della Vergine è di dimensioni ancor più notevoli rispetto al Cristo del Cedrón . Pesa infatti 5.300 kg ed è sollevato da 260 “hombres de trono “. 

La Confraternita ha sede presso la Capilla de la Paloma, posta nella Plaza de San Francisco, nel centro storico di Málaga. 

La processione ha luogo il Mercoledì Santo. L’uscita è tra le 19.15 o 19.30 e termina alle 00.30.  

E’ accompagnata da circa 400 confrati, chiamati  “nazareni” che, nella processione che accompagna il Señor de la Puente del Cedrón indossano una tunica di velluto di color amaranto con cordone dorato e cappuccio di raso bianco , mentre i confrati che accompagnano la Vergine indossano una tunica di velluto azzurro ,  cordone dorato e cappuccio di raso bianco. 

 

 

( 1 ) María Encarnación Cabello Díaz è nata a Malaga, laureata in Storia e Geografia è docente nella Scuola Superiore di Turismo “ Costa del Sol “. E’ una profonda conoscitrice e ricercatrice dei riti e della storia della Settimana Santa di Malaga ed ha pubblicato numerosi testi di approfondimento.

 

 Traduzione di Beppino Tartaro sul testo gentilmente inviato da María Encarnación Cabello Díaz

 

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