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© Beppino Tartaro 2002 |
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Le associazioni corporative rappresentano un fattore essenziale sia della politica economica sia del sistema costituzionale del comune medievale. Esse sorgono nel XII secolo come associazioni spontanee, dapprima in forma di confraternita laica sotto la protezione del vescovo, poi di corporazione professionale con finalità economiche (acquisto delle materie prime, disciplina della produzione e della concorrenza).
Nel
periodo in cui gli Spagnoli concessero una certa indipendenza ai Comuni,
lo stesso Senato trapanese approvò i capitoli favorendo la partecipazione attiva
delle Maestranze nella vita politica, sociale ed economica della città.
Il
problema storiografico della loro derivazione, con carattere di continuità,
dai collegia romani, dalle scholae bizantine e dai
ministeria longobardi sembra attualmente circoscritto a quelle
professioni artigianali essenziali per la sopravvivenza delle città
(vettovagliamento, trasporti) che furono sempre sottoposte al controllo
dell'autorità pubblica ma che si riorganizzarono in età comunale.
Esse
parteciparono così alle sedute dei Consigli generali, collaborando
con le autorità comunali alla
Le
Corporazioni che con l' approvazione degli statuti e dei capitoli ebbero
anche un riconoscimento
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2002 - Testo di Beppino Tartaro
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