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Nella
pagina dedicata alla
storia della Madonna dei Massari, si è sempre accennato al luogo di
inizio della processione e non specificatamente del luogo ove fosse
custodita l'icona di Maria. E' altrettanto incerta la storia dell'immagine da taluni attribuita a Narciso Guidone o a Giuseppe Armino intorno al 1500 anche se appare più verosimile ricollegarlo a Ludovico Zichichi, madonnaro del '700 del Terzo ordine religioso, frate del convento di San Rocco dove aveva sede la Societas Bajolorum il cui santo protettore, San Cristoforo, è oggi riportato nel gonfalone della categoria . Si sa che inizialmente il quadro era posto nella cappella di " Nostra Signora del Monte Calvario ", nei pressi della chiesa di S.Ignazio da Loyola e che da tal luogo venne asportato, ma non si sa con quale destinazione. Tornando alla singolare usanza di custodire privatamente il quadro di Maria; tale " onore " era riservato esclusivamente a cinque prestabilite famiglie di massari, dette " i famigghi di San Roccu " , esse erano : Cordaro, Di Bella, Lombardo, Mazzeo e Mistretta . Tale abitudine, non ha permesso di stabilire se le prime processioni della Madonna ( dalla via Sette Dolori ) avessero come oggetto di venerazione lo stesso quadro che oggi ammiriamo in processione. La sera del Giovedì Santo ( ovviamente ci si riferisce agli anni antecedenti il 1956, da quando cioè vennero anticipate le due processioni delle Madonne ), i rappresentanti delle cinque famiglie sopra citate erano gli attori di un particolare modo di attribuirsi l'onore della custodia per tutto l'anno del quadro della Madonna. Essi cominciavano a sfìdarsi a " tocco ", un antico gioco basato su una conta effettuata in base al numero che ciascun giocatore aveva indicato con il proprio pugno. Al vincitore spettava così " l'ambito trofeo ", mentre gli sconfitti accompagnavano il " custode " fino alla sua abitazione seguendolo in processione. Fortunatamente la caratteristica usanza cessò il 27 marzo 1934, quando i consoli Mario Mistretta e Pasquale Cammareri, decisero di porre fine a tale discutibile usanza, affidando definitivamente alla Chiesa, il compito di custodire l'icona di Maria. La " vara " in stile neoclassico, dove è collocata la Madonna venne realizzata nel 1962, seguendo lo schema del modello originale; recentemente si è provveduto ad un restauro ed è stata sapientemente tolta la pacchiana scritta " Madre Pietà dei Massari " .
Anche il quadro di
Maria è stato sottoposto ad un restauro conservativo ed al tempo stesso
si è deciso di non collocare più i regali e gli ex voto direttamente
sulla tela bensì su un pannello di plastica trasparente, ciò proprio per
non danneggiare il dipinto. L'amore che la categoria ha per la " propria Madonna " è senz'altro degno di lode, e per tutta la durata della processione, notte compresa, nonchè per tutto l'anno, è sempre vivo l'amore dei massari per questa antica e venerata immagine di Maria. Attuale Capoconsole è il sig. Mario Mistretta ( foto n. 7) , uno dei volti più noti delle processioni trapanesi, discendente da una delle famiglie storiche dei massari.
Testo di Beppino Tartaro
Foto n. 1- 2- 3 - 4 - 7 -8 - 9 -12 - Beppino Tartaro Foto n. 5 - 10 - 11 - Peppe Barraco Foto n. 6 - Nino Calamia
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