Trapani - Martedì e Mercoledì Santo -

MADRE PIETA' DEI MASSARI
 

 Immagine e processione

 

  

 

  Nella pagina dedicata alla storia della Madonna dei Massari, si è sempre accennato al luogo di inizio della processione e non specificatamente del luogo ove fosse custodita l'icona di Maria. 
Ciò, a causa del fatto che, fino al 1934, il dipinto della Madonna era conservato per tutto l'anno presso l'abitazione di uno dei massari e che soltanto qualche giorno prima della processione, con una funzione particolare detta anch'essa "
scinnuta " , veniva  consegnato alla chiesa da dove avrebbe preso avvio il Sacro corteo.

E' altrettanto incerta la storia dell'immagine da taluni attribuita a Narciso Guidone o a Giuseppe Armino intorno al 1500 anche se appare più verosimile ricollegarlo a Ludovico Zichichi, madonnaro del '700 del Terzo ordine religioso, frate del convento di San Rocco dove aveva sede la Societas Bajolorum il cui santo protettore, San Cristoforo, è oggi riportato nel gonfalone della categoria .

Si sa che inizialmente il quadro era posto  nella cappella di " Nostra Signora del Monte Calvario ", nei pressi della chiesa di S.Ignazio da Loyola e che da tal luogo venne asportato, ma non si sa con quale destinazione.

Tornando alla singolare usanza di custodire privatamente il quadro di Maria; tale " onore " era riservato esclusivamente a cinque prestabilite famiglie di massari, dette " i famigghi di San Roccu " , esse erano :   Cordaro, Di Bella, Lombardo, Mazzeo e Mistretta .

Tale abitudine, non ha permesso di stabilire se le prime processioni della Madonna ( dalla via Sette Dolori ) avessero come oggetto di venerazione lo stesso quadro che oggi ammiriamo in processione.

La sera del Giovedì Santo ( ovviamente ci si riferisce agli anni antecedenti il 1956, da quando cioè vennero anticipate le due processioni delle Madonne ),  i rappresentanti delle cinque famiglie sopra citate erano gli attori di un particolare modo di attribuirsi l'onore della custodia per tutto l'anno del quadro della Madonna. Essi cominciavano a sfìdarsi a " tocco ", un antico gioco basato su una conta effettuata in base al numero che ciascun giocatore aveva indicato con il proprio pugno. Al vincitore spettava così " l'ambito trofeo ", mentre gli sconfitti accompagnavano il " custode " fino alla sua abitazione seguendolo in processione.

Fortunatamente la caratteristica usanza cessò il 27 marzo 1934, quando i consoli Mario Mistretta e Pasquale Cammareri, decisero di porre fine a tale discutibile usanza, affidando definitivamente alla Chiesa, il compito di custodire l'icona di Maria.

La " vara "  in stile neoclassico, dove è collocata la Madonna venne realizzata nel 1962, seguendo lo schema del modello originale; recentemente si è provveduto ad un restauro  ed è stata sapientemente tolta la pacchiana scritta " Madre Pietà dei Massari " .

Anche il quadro di Maria è stato  sottoposto ad un restauro conservativo ed al tempo stesso si è deciso di non collocare più i regali e gli ex voto direttamente sulla tela bensì su un pannello di plastica trasparente, ciò proprio per non danneggiare il dipinto. 
Sulla parte posteriore della " vara ", così come in quella della Madre Pietà del Popolo, è posta un'immagine di Cristo, con una pregevole corona di spina d'argento.

L'amore che la categoria  ha per la " propria Madonna " è senz'altro degno di lode, e per tutta la durata della processione, notte compresa, nonchè per tutto l'anno, è sempre vivo l'amore dei massari per questa antica e venerata immagine di Maria.

Attuale Capoconsole è il sig. Mario Mistretta ( foto n. 7) , uno dei volti più noti delle processioni trapanesi, discendente da una delle famiglie storiche dei massari.

                 

 

 

Testo di Beppino Tartaro 

 

Foto n. 1- 2- 3 - 4 - 7 -8 - 9 -12 - Beppino Tartaro

Foto n. 5 - 10 - 11 - Peppe Barraco 

Foto n. 6 - Nino Calamia

 

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