UN AMORE COSI'  GRANDE

 

di Giovanni Genna

   

 

 

 

 

Mi chiamo Giovanni Genna ho 21 anni, e  faccio parte da 12 anni del ceto dei Metallurgici. La mia passione per i Misteri è nata  a 9 anni grazie alla mia la mia famiglia e in particolare a mio padre che era già capo console dei metallurgici.

 

Si può quindi dire che i misteri sono cresciuti insieme a me o per lo più io sono cresciuto insieme ai misteri.

 

I misteri sono entrati nel mio cuore quando ero piccolissimo, facendo crescere in me sempre piu’ la passione per essi  che era composto da un mix di mille emozioni.

 

Ricordo il mio primo anno che ci avviammo intorno le 13.30 dalla nostra sede verso la chiesa del Purgatorio che  per le strade c’erano tantissime persone e una confusione terribile.

Arrivati in chiesa entrammo in sacrestia e sentivo il mio corpo caldo come se stessi per esplodere per l’emozione che avevo dentro. Toccava a noi e io già con il mio piccolo stendardo in mano ero lì pronto per iniziare la mia avventura

Insopportabile era però l’attesa nel varcare quella soglia, non vedevo proprio l’ora per scaricare l’ansia e l’emozione che stavano prendendo il sopravvento su di me.

 

E sono già passati 12 anni dal mio inizio nel ceto dei metallurgici…

 

Il primo anno ero guidato dal mio grande “maestro di stendardo” Nino barone che mi aveva insegnato come mettere lo stendardo e come stare quando la processione era ferma. Dal secondo anno fino all’anno scorso ho sempre avuto il privilegio di portare lo stendardo e vi chiederete:”perché privilegio?” Eh si perché tante persone ogni anno vanno da mio padre per portare lo stendardo , che per me vuol dire rappresentare tutto il ceto.

 

La permanenza in tutti questi anni nei Metallurgici è segno oltre che della passione, della mia grande fede devozione verso nostro Signore.

Di persone stupende là dentro ne ho trovate davvero tante: mi hanno accompagnato in questa grande avventura,ogni anno, e sempre pronti ad aiutarti nel momento del bisogno.

 

L’unica cosa che mi dispiace vedere all’interno della processione sono i tanti conflitti che si  hanno tra i vari  misteri,tra le varie processioni, ma specialmente tra le diverse bande.

 

 

Quest’anno dopo 11 anni di stendardo ho portato la croce tutta in ferro battuto, che ogni anno è motivo di mille foto per la sua particolarità e per la sua bellezza;io  sinceramente preferisco il mio stendardo forse perché sono abituato a portarlo da sempre. 

 

Il giorno in cui per me finiscono i misteri è la sera della preparazione dove la chiesa del Purgatorio si riempie di mille colori dati dai fiori degli addobbi, e di centinaia di persone che vogliono entrare per assaporare l’aria di misteri che si respira là dentro.

E’ il momento in cui veramente senti che il giorno dopo è il “grande giorno” che l’indomani escono i Misteri e in cui già inizi ad affermare che è tutto finito

 

Ogni anno di  giovedì santo alle 23:00 vado in chiesa ed entrando vedo già mio padre che con la scala sale sopra il nostro ceto per pulire un po’ i volti dei  personaggi e per sistemare gli argenti.

L’atmosfera di quella sera è stupenda: si sente la ciaccola che il caporale scuote per far provare i propri portatori e il grido “a posto”, il profumo dei fiori, l’odore della cera del ceto della Madonna e del ceto del Popolo, le mille voci di persone che commentano ecc ecc.

 

 

Dopo di che arriva quel grande giorno cioè il giorno dell’uscita dei Misteri, il giorno che aspettai con un’ansia molto particolare, ansia che solo chi ci vive dentro può provare. E così: aspetti tanto quel giorno, e tutto finisce come niente! Quelle 48 ore passano in un lampo e quando varchi la soglia della chiesa per uscire,  stai per varcarla nuovamente per entrare.

 

 

 

Il Venerdì Santo è arrivato ci si vede per le 13:00 a Piazza Jolanda dove è sita la nostra sede. Dopo un po’, appena tutti i componenti della processione sono arrivati, il nostro battistrada Massimiliano Galuppo fa schierare tutti per vedere  l’altezza, per sistemare i ragazzi e per spiegare come si ci comporta durante la processione indicandogli chi sono i loro punti di riferimento per non andare fuori linea.

 

Dopodiché, rotte le linee quando tutti hanno preso la cera e i guanti, ci avviamo pian piano in chiesa. Arrivati lì c’è una confusione pazzesca e mentre si aspetta io vado da mia sorella che da ben 13 anni suona nella banda che segue i Metallurgici e saluto gli altri ragazzi della banda.

 

Ma il momento è arrivato: dobbiamo entrare in sacrestia mentre il secondo ceto, quello dei pescatori sta già superando la soglia della chiesa.

 

 

 

E l’ansia sale sempre di più e diventa incontrollabile. Il ceto degli ortolani si alza mentre noi siamo tutti pronti già in fila pronti per uscire, io sono proprio davanti l’uscio e il lampionista, Marco,  mi chiede come mi sento e io rispondo “male”… e mi viene da piangere. La piazza e’ gremita di persone e di fotografi che iniziano a fotografarti a mai finire come se fossimo delle star.

Il mio corpo è in estasi sobbalzato da mille intense emozioni che sono davvero indescrivibili! Finalmente usciamo e pian piano il mio corpo e la mia mente si calmano come una vera e propria “quiete dopo la tempesta”

 

 

 

Dopo aver percorso la Via Domenico Giglio  giriamo dove c’e la cattedrale e lì si vede una folla di gente disposta ad arco per veder passare i Misteri, poi dopo aver girato il centro si arriva finalmente nella via dove sono cresciuto, ovvero la Via Mercè, che secondo me è il cuore del centro storico di Trapani. Lì trovo seduta mia nonna con la sua sediolina emozionatissima ma un po’ triste in quanto vedova da poco. A mio nonno piacevano tantissimo i Misteri e la sua marcia preferita era “A Vella”; infatti 2 anni fa, lì, i portatori del gruppo girarono verso la stradina di Via Calvano il ceto suonando la Vella e per la gente della zona fu davvero commovente questa cosa. Io trattenni le lacrime, ma mia sorella no, e dovette smettere di suonare.

 

 

 

Dopodiché si arriva in via Fardella, per fare in modo che tutti abbiano modo di vedere i misteri. A tal proposito ci sarebbe da dire tanto sull’ eliminata sosta a Piazza Vittorio dove grazie al quale si  aveva la possibilità di riposarsi un pò e rimettersi in forza appunto per la Via Fardella che e’ abbastanza lunga da percorrere.

 

Arrivati alla fine di Via Fardella la processione si smonta e tutti insieme andiamo nel camion per posare stendardi,croce e la cera rimasta, e per darci l’appuntamento per l’indomani .

 

Rimango tutta la notte in giro dietro il mio ceto facendomi di tanto in tanto qualche battuta e mentre il caporale mi fa qualche battuta del tipo “ma ci arrivi?”, senza nemmeno rispondere mi metto sotto l’asta. I misteri di notte hanno sicuramente un fascino particolare rispetto al giorno: vederli in quelle viuzze del centro storico illuminati dai lampioni delle strade eè qualcosa di davvero stupendo per non parlare del suono delle “ciaccole “ che rimbombano nelle straduzze del centro storico.

 

 

 

Dopo esser passati dalla sede per andare a trovare i consoli che riposavano, dopo aver fatto una bella colazione con caffè e cornetto e  aver accompagnato i misteri fino alla zona  di Piazza scala D’Allaggio, siamo tutti pronti per le ultima “battute”

 

Sono circa le 5,00 del mattino e il camion dove la sera prima abbiamo posato tutto è già lì per dare la cera, gli stendardi, i lampioni e la croce.

 

Dobbiamo ripartire,prendo la croce e mi metto in posizione aspettando il segno del battistrada. Camminiamo per il Corso Vittorio Emanuele denominata da me stesso “la via della fine”

 

Arriviamo in via San Francesco, l’ultima stradina per poi entrare nella Piazzetta del Purgatorio che è già piena di gente. Sento la stanchezza su di me, ma per lo più sento un nodo alla gola perché ho voglia di piangere, non credo ancora che sia tutto finito,  sembra  che l’istante prima  siamo usciti e già tutto sta svanendo nel nulla.

 

Il primo gruppo come anche il secondo sono entrati, i miei occhi sono pieni di lacrime, qualche lacrime scende già mentre mi giro e vedo due ragazzi della processione, Davide e Francesco, che mi guardano con profonda emozione.

 

 

 

Ed ecco che la Banda Asaro di Paceco intona la sua ultima marcia “28 ottobre Solenne Ricordo” composta da Giovanni Pensabene. Cammino e  mi accingo ad attraversare la piazza e ad entrare in chiesa dove aspetto il gruppo che entra mentre le mie lacrime attraversano il mio viso e i tanti fotografi scattano le loro foto per immortalare questo momento.

 

 

 

Siamo entrati ed è tutto finito…corro ad abbracciare mio padre, anche a lui esce una lacrima, mi abbraccio forte i consoli e i portatori che cercano di farmi calmare dicendomi che un anno passa in fretta, ma io continuo a piangere, non riesco a smettere.

 

 

Successivamente andiamo tutti in sede, dove per sdrammatizzare un pò faccio qualche battuta per far si che la tristezza non abbia il sopravvento su di noi.

E’ l’ora dei saluti con i ragazzi della processione ripromettendoci di esserci di nuovo tutti il prossimo anno.

 

Non mi sento ancora stanco e allora ritorno in chiesa ad  adorare ancora il mio ceto e a vedere qualche altro gruppo che entra mentre tanti ragazzi come me piangono perché non vogliono entrare. E mi rivedo io, ancora una volta lì con le lacrime agli occhi, con un’immensa emozione e con l’attesa che l’anno passi in fretta per uscire di nuovo.

 

 

Finisce qui il mio racconto su come vivo ogni anno la processione dei Misteri. Ancora oggi a quasi quattro settimane dalla fine dei Misteri ho un po’ di tristezza dentro già in attesa dell’anno 2009 per la nuova uscita.

 

 

Io penso che solo chi vive intensamente la processione può davvero capire le intense emozioni che si provano prima, durante e dopo i Misteri, emozioni indescrivibili come avevo gia detto.

 

Riguardo alla processione in se stesso, non capisco come una persona che non è della città di Trapani possa togliere ai trapanesi ciò che è proprio. Mi riferisco agli incappucciati,prima divisa dei Misteri. Carissimo vescovo lei non può distruggere una tradizione secolare che ha sempre accompagnato la città di Trapani…E’ come se io venissi nel suo paese e toglierei qualcosa di una vostra processione…ci rifletta un po’ su questa cosa!!!!!

 

DIAMO A TRAPANI CIO’ CHE E’ DI TRAPANI!!!!!!!

 

Infine un sentito ringraziamento va al gruppo L’Arresto che in tutti questi anni mi ha accompagnato in questa avventura annuale non facendomi mancare niente, e a mio padre che mi ha trasmesso questa passione che spero possa tramandare ai miei figli!!! NON TI DELUDERO’ PAPINO MIO!!

 

 

 

Giovanni Genna

 


 

 

 

 

 

 

 

Piene di emozione e di quel senso d' appartenenza familiare alla processione, queste splendide sensazioni raccontateci da Giovanni Genna,

 

Conosco Giovanni ma di lui mi colpisce sempre la serenità e la passione dei suoi occhi, quel legame con i Misteri che va oltre, che dura da un anno all'altro, senza interrompersi.

 

" Figlio d'arte ", come spesso accade nel popolo dei Misteri, Giovanni ci ha raccontato quel che sente un giovane appassionato, senza giri di parole, sena " frasi artificiose", senza falsi elogi !.

 

Parole semplici, dove si evince che è stato il suo cuore a scriverle e non il consiglio o la non nascosta mano di qualche " dottore " o " dottoressa " , come abbiamo letto in una lettera inviata a questo sito e poi rimossa dato l'uso scorretto che l'autore aveva perpetrato della stessa.

 

Proprio per questa sua semplicità, il racconto di Giovanni entra subito nel cuore .

 

Bravo Giovanni, il futuro dei Misteri sarà su giovani come te tra non molti anni ed è bello leggere il tuo attaccamento ai valori veri della processione, a quel centro storico, a quella Confraternita ingiustamente e vergognosamente occultata.

 

Giovanni tu hai scritto con il cuore e pubblicamente mi congratulo e ti  ringrazio.

 

Con sincera stima e affetto

 

Beppino


 

 

 

 

Foto di Nino Lombardo ed Emanuele Barbara pubblicate nel sito www.arresto.it

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