CARO BEPPINO

 

di Francesco Genovese

   

 

 

 

 

Trapani, 26 aprile 2008

 

 

Caro Beppino, ho avuto modo di leggere lo scambio di vedute tra te e il sig.Cammareri.

Ho letto e riletto il suo articolo, la tua risposta, la sua controrisposta ed infine le tue considerazioni finali.

 

Il suo articolo è opinabile, così come le tue considerazioni, le mie, e quelle di tanti altri che esprimono il proprio parere. Il pensiero in sé va rispettato in qualsiasi sua sfaccettatura, ma ognuno di noi ha diritto di criticare senza alcuna remora.

Mi dispiace moltissimo aver letto quelle parole nella controrisposta del sig. Cammareri, che apprezzo per il suo impegno e per i suoi libri, ma che a mio avviso dà l’impressione di una persona che pensa di dettare “verità assolute”, trasformando la sua contro-risposta in un semplice attacco personale che non ha ragione d’esistere quando si esprimono le proprie opinioni. 

 

Mi dispiace dirlo, ma nella controrisposta di Cammareri, ciò che si evince è tanta arroganza, magari il fine era diverso, ma ciò che sono riuscito a cogliere è proprio questo.

Bastava rispondere in altro modo, esprimendo le proprie ragioni, senza sotterrare l’opinione altrui. 

Anch’io su “La Sicilia”, ho criticato positivamente il reinserimento dell’elmo sul gruppo de “L’Ascesa al Calvario”, e non credo di aver scritto fandonie, ma so di aver espresso un mio pensiero, che si condivida o meno, senza verità assolute e senza preconcetti. Guai se non fosse così. E invece su “Monitor”, la critica negativa all’elmo, mi è sembrata (da semplice lettore) più una “ scattusaria ” che una libera espressione, magari mi sbaglio, ma è ciò che ho colto leggendo il suo articolo.

 

Quello che è importante non è far prevalere la propria opinione sugli altri, ma bensì confrontarsi in modo democratico, esprimendo le proprie idee e ragioni…tutto ciò per il bene dei Misteri: un fine che accomuna tutti gli addetti ai lavori che con molta dedizione e devozione danno tutto per i Sacri Gruppi, e che dovrebbe accomunare tutti quelli che da “spettatori ai bordi della strada” li guardano passare davanti a sé a rinnovare quella secolare processione che rappresenta l’orgoglio della nostra città, sia quando la processione va bene, sia quando va male.

 

Il tempo si sa, spesso fa perdere le tradizioni, alcune in modo positivo, altre in negativo, ma il fascino dei Misteri rimane sempre tale, per tutti quelli che credono nel connubio tra la storia dei Misteri e la storia della nostra città: una linea continua che non deve essere mai spezzata, né dalle imposizioni di alte cariche della diocesi, né da umani errori degli organizzatori, e nemmeno dai tanti trapanesi superficiali che non si rendono conto di quanto importanti siano i Misteri, per i quali la città dovrebbe identificarsi maggiormente anziché autocelebrarsi come “Città della vela”.

 

A te caro Beppino,va tutta la mia solidarietà, non perché sei un amico ma semplicemente perché giudico in modo positivo ciò che hai scritto a considerazione dell’articolo di Cammareri.

 

Non me ne voglia il sig. Cammareri se l’ho in un certo senso attaccato pubblicamente; le assicuro che non c’è nulla di personale, solo libero pensiero.

 

 

Francesco Genovese

 

 

  - mail firmata con richiesta di pubblicazione - 


 

 

 

 

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