LA TRAVE E LA PAGLIUZZA 

 

di Beppino Tartaro

 


 

   

 

 

Ho scelto di non commentare l’edizione 2008 della processione dei Misteri per rimarcare il concetto che l’informazione è libera sempre  e non solo quando le cose vanno bene.

In una città che qualche giorno fa ha visto tagliate le gomme ad un giornalista per aver espresso le sue idee e dove il vescovo anziché prendere carta e penna per smentire alcune presunte sue affermazioni si rivolge ad un legale.

Personalmente e non l’abbia a male Mons.Miccichè, appartengo  evidentemente ad un altro tipo di cattolicesimo , forse è un ’altra Chiesa quella alla quale credo e per la quale mi faccio il segno della Croce quando il vescovo benedice !

Non mi risulta poi che neppure negli “ scomunicati vangeli apocrifi” dinanzi alla presunti affermazione “ Sei tu il re di Giudea ? “ , il crocifisso figlio del falegname di Nazareth si sia rivolto ad uno studio legale !

 

Tralasciando ciò, sento però di dover intervenire dopo aver letto l’articolo apparso su Monitor n.12 a firma del mio caro amico Giovanni Cammareri.

 

Giovanni ed io siamo cresciuti insieme nella vecchia Trapani, ai tempi delle passiate a loggia. Siamo entrambi del glorioso 1956 ( come Salvatore Accardi del resto). Io e Giovanni siamo cresciuti a pane e Misteri e Santu Patre. Condividiamo quasi tutto sulla processione ma come accade tra persone civili possiamo anche avere delle differenti opinioni su alcuni aspetti , senza che ciò implichi alcuna divergenza di fondo o critica personale perché, e mi rivolgo soprattutto all’ambiente dei Misteri, criticare non è attaccare qualcuno o qualcosa ma esprimere liberamente le proprie idee, rispettando soprattutto quelle altrui.

 

Ho condiviso gran parte delle osservazioni di Giovanni nel suo articolo, dalla sobrietà degli addobbi al proliferare di fazzoletti e di costumi dei processionanti  , all’abbandono delle vecchie marce funebri al silenzio della Trapani antica abbandonata dai suoi Misteri ma non sono d’accordo sulla forte critica all’elmo del centurione del Calvario e non solo per motivi sentimentali, avendo anch’io contribuito a realizzarlo ( in più che minima parte )  in quegli anni ma per un discorso rappresentativo e scenico.

 

Caro Giovani, in una tua pubblicazione di qualche anno fa , avevi valutato negativamente l' elmo. Giudizio che non condivisi ma che rispettai e rispetto . Mi permetto ricordarti oggi che l’elmo di questa processione 2008 è stato impreziosito rispetto a quello che con semplicità realizzò l’orafo Nicolò Messina nel 1979. Proprio per uniformarlo alla corazza del romano ( che originariamente romano non era ma giudeo ) gli attuali consoli dell’Ascesa al Calvario hanno commissionato l’abbellimento dell’elmo con richiami alla stessa corazza, evitando quella stonatura precedente tra la semplicità dell’elmo e la stessa corazza.

 

Comprendo che quello che per te è un pennacchio ( per me è più un turbante ) possa essere eredità della “spagnolesca medievalità barocca “ sia da tempo nella processione e alla quale ci si può affezionare ma permettimi di ricordarti che non possiamo vedere solo una cosa che non va in un mare di stonature ben più gravi.

 

Non critico il turbante di Pilato dell’ecce Homo o della Sentenza , totalmente anacronistici, ma espressione degli artisti che li realizzarono dopo aver probabilmente fatto vedere il bozzetto dell’opera alle maestranze che ne commissionarono i rifacimenti. Non critico le divise spagnole dei soldati presenti sui gruppi, libere espressioni dell’arte del tempo ma mi permetto sottolineare che tutto ciò che è stato creato dopo e cioè gli argenti è volontà delle arti e come tale criticato o apprezzato e comunque rispettato se non fosse per l’amore che le maestranze hanno sempre dato ai Misteri anche perché se fosse stato per la Chiesa...!

 

Se anche ti sembrerà strano ho sentito dalla nostra Spagna molte critiche alla Croce del Calvario o al balcone dell’Ecce Homo o al soldato che schiaffeggia Gesù. Per alcuni di loro, studiosi , si tratta di anacronistiche forzature mentre per noi sono i capolavori massimi presenti sui gruppi. Vale anche il contrario e cioè che per noi , abituati alla semplicità dei nostri gruppi, quei “ pasos “spagnoli così ricchi, possono apparire giganteschi ed eccessivi. In entrambi i casi la verità è nella storia delle due similari ma diverse tradizioni.

 

Potremmo criticare, tanto per citare un  qualche esempio,  la gigantesca scimitarra di Pietro dell’Arresto o che dire della Coronazione dove al posto della canna  simbolo di derisone” che le scritture dicono venne consegnata  a Gesù per sfregio, è stata posta da qualche anno un per me discutibile ramoscello d’olivo che non c’azzeccherebbe niente con il gruppo anticamente detto “ dell’ Ingiuria “; per non dire dei pennacchi dei soldati dei vari gruppi, non previsti nelle opere originali e spesso somiglianti ad “ ananas “ .

 

 Insomma di critiche ne avremmo ma sarebbero e sono solo le nostre personali e rispettabili valutazioni e non verità assolute.

 

Tornando al famigerato elmo, i  consoli di allora e gli attuali non hanno , a mio parere,  commesso alcun arbitrio o attentato alla storicità del gruppo ma fatto semplicemente ciò che hanno sentito, così come i loro predecessori e cioè impreziosire il gruppo. Quel soldato indossa una corazza ed allora, sic et simpliciter, è un romano. Se è romano deve indossare l’elmo e non turbanti o pennacchi spagnoleggianti. 

Anche l’ altro pennacchiato del gruppo ( originariamente indicato come giudeo e non milite imperiale ) non avrebbe alcun titolo per avere "giummi" o pennacchi . E’ stata la tradizione o la volontà dei consoli di qualche secolo fa ( non l’opera dell’artista) a porli in essere e come tale può anche esser modificata, cosa ben diversa se ponessimo mano alla scultura !

Si tratta di tradizionali forzature alle quali ci siamo abituati ma che non possiamo difendere come verità assolute. Quando si porta qualche innovazione , se ispirata al buon gusto, possiamo anche non arroccarci nell’ integralismo tradizionalista e valutarla nel suo insieme, magari pensando al futuro e a come la potranno vedere coloro che ci seguiranno.

Chissà come reagirono negli anni ’30 i trapanesi quando videro la corazza del soldato che schiaffeggia Gesù ‘? Oggi non lo critica nessuno e lo apprezziamo ma chissà forse allora lo ritennnero eccessivo !

 

Quel che mi preme sottolineare è che dobbiamo puntare la nostra attenzione soprattutto su ciò che non va nella processione e che probabilmente non è sempre  e solo imputabile all’Unione Maestranze che fa poco o nulla per rendere culturale la manifestazione.

 

Sopra di essa vi sarebbe la Chiesa che dovrebbe vigilare e non solo “ congelare “ anche sul modi di addobbare i gruppi e sul come condurli in processione, dai figuranti a certe esibizioni di medaglie molto diffuse tra i ceti. Altri vescovi non le permetterebbero !

Forse dovrebbe essere la Chiesa stessa a consigliare i ceti di non esporre pacchianerie ma se no lo fa , dobbiamo avere. noi che commentiamo, la forza di dirlo e di invitarla a fare.

Nel tuo articolo non hai citato ( probabilmente hai visto poco la processione 2008 ) l’obbrobrio più evidente degli ultimi anni ( perdonami , ma l’elmo al confronto sembra la Pietà di Michelangelo) e cioè l’esposizione  pacchiana e ridicola delle medaglie sulla sedia del pontefice Hannan.

 

Lì, permettimi, non è un’opera di interpretazione artistica del gruppo o del suo abbellimento argenteo ma un’offesa alla sacralità della scena ( Gesù in piedi e deriso  dinnanzi al dio oro accovacciato sul trono) .

Critichiamo l’Unione Maestranze e facciamo bene quando lo merita ma vi sarebbe anche “ qualcuno”  di cui non se ne parla mai da criticare e condannare! Ma lì regna il silenzio !

 

E quante critiche abbiamo letto su quella paesana processione di Pasqua con il Cristo vestito da giocatore del Genoa o su quella altrettanto ridicola “ calata della tela” al rientro dei gruppi al purgatorio, stile Opera dei Pupi dei Fratelli Cuticchio che ci ha tolto l’affascinante chiusura del portone.!

 

Caro Giovanni, dobbiamo dire tutti insieme “BASTA” non solo alle stonature ma soprattutto alle ingerenze, agli sconvolgimenti ( questi sì arbitrari ) della storia della nostra processione da qualunque parte provengano, dicendo nome e ruolo di costoro !

 

E tanto per esser chiari dobbiamo soprattutto noi che amiamo la processione di chiedere a Sua Eccellenza Mons.Miccichè Francesco da San Giuseppe Jato (PA) , vescovo della Diocesi di Trapani di dirci una volta e per tutte perché ha congelato la Confraternita e senza giri di parole cosa vuole fare e se lo vuole fare, per riaverla in processione. Io l'ho chiesto  più volte ma non mi ha mai " onorato" di una sua risposta, gli ho persino fatto avere la raccolta di forme per il ritorno della " San Michele " ma anche in quel caso la risposta non c'è stata !

 

Scusami Giovanni ma altro che elmo, la Confraternita è l’essenza stessa della nostra processione ma sembra che a Trapani ci stiamo abituando a non averla soprattutto perché criticare è lecito, parlarne in generale può anche farsi,  ma non scrivere a chiare lettere un concetto chiaro e semplice “ Vogliamo la Confraternita ! “.

 

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Mi fa piacere che il Capoconsole dei Fornai Giuseppe Lantillo si sia pubblicamente indignato per certe cronache televisive ! Se non lo fate voi trapanesi residenti a lamentarvi pubblicamente come potete sperare che le cose cambino?

 

Personalmente l’ho osato fare per anni in questo sito e quando dopo la processione 2007 criticai  l’architetto Manuguerra per avere sbagliato nel definire la Deposizione come affidata ai salinai ( trasmesso da Canale 5 su “ Terra “) dalla libera e democratica Trapani mi sono piovute critiche a 360°, senza alcuna difesa pubblica e Manuguerra , come da copione, mi ha democraticamente tolto il saluto ! Ovviamente anche Wolly Cammarreri e lo stesso Manuguerra hanno il diritto di replicare a Lantillo . Tutto ciò ha un solo nome : dialogo civile !

 

 Purtroppo l’informazione a Trapani è in regime di monopolio e tocca chi come noi scrive od opera senza legami con questo sistema, denunciare non le piccole cose ma il gigante che le rende tali.

 

Credo caro Giovanni che , come si dice da noi : “ U pisci fete da testa “ e non necessariamente la testa è l’Unione Maestranze.

Non la sto difendendo perché di errori ne ha commesso e ne commette , ma non posso accettarla di ritenerla l’unica responsabile della processione .

 C’è la Chiesa trapanese che di quei gruppi è proprietaria e se ha avallato certe scelte vuol dire che le condivideva.

 

Non vorrei che attaccassimo solo l’Unione perchè prendersela con un architetto o con un commerciante di mobili sia più facile che con un’autorità costituita ( come diceva Fabrizio  De Andrè ).

 

Dobbiamo scuotere soprattutto le nostre coscienze ed avere il coraggio di dire ciò che sentiamo !

 

Persino qualche giovane rampante commentatrice dei Misteri di qualche tempo fa si è allineata al silenzio ! Potenza della Fede o scalata silenziosa al potere dell’Unione ?

 

L’elmo,  carissimo Giovanni,  può non piacere o piacere ma è l’ ultimo dei problemi di questa processione.

Parliamone, ci mancherebbe altro, rispetto il tuo giudizio negativo ma parliamo anche d’altro e soprattutto di ciò che sta su tutto e dal quale dipende la stessa processione! .

 

So che è difficile farlo ma almeno proviamoci noi che scriviamo sul web e sui giornali, che conosciamo la storia di questa affascinante processione, che non siamo legati a forze politiche, che ci sentiamo sinceramente appassionati.

 

So che è difficile farlo e soprattutto a Trapani anche perché…quattro ruote dal gommista costano parecchio !

 

Quis ut Deus !

 

Con affetto e stima

 

Beppino

 

Verona, 2 aprile 2008

( XXIII ° della strage di Pizzolungo ! )

 

 

 

 

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