TROIA ( FG  ) - LA SETTIMANA SANTA

 


 

   

 

 

 

Cenni Storici

 

Antichissima città a sud di Lucera edificata sulla antica Eca o Ecana al tempo di Diomede.

 

Distrutta da Costantino, venne riedificata dal Capitano Bogiano nel 1013. AL tempo dei Normanni fu occupata da Umfredo; nel 1061 Roberto il Guiscardo fu chiamato dagli stessi abitanti di Troia che gli offrirono la città. Nel mese di marzo dell’anno 1093 , anno della costruzione della cattedrale, papa Urbano celebra il primo sinodo a Troia con l’intervento di moltissimi vescovi e dodici abati. Nel mese di agosto dell’anno 1097 Troia venne distrutta da un’incendio. Nell’anno 1106 i vescovi di Troia, di Bovino e di Turtiboli accolsero i corpi dei santi Martiri  Ponziano ed Anastasio.

 

Nell’anno 1225 Federico II celebrò il Natale a Troia e nel 1232 poiché gli abitanti, credendo morto l’imperatore in Terra Santa, avevano ucciso i messi imperiali, Federico distrusse le mura della città.

 

Angelo da San Severo, giustiziere, per ordine del duca di Durazzo, regnando Giovanna II invase Troia e la conquistò. Troia fu feudo di Pietro de Andreis, poi Giovanna II la diede a Muzio Attendolo che la vendette a Boardo Carafa. Tornata al regio demanio, al tempo di Carlo V, il viceré Raimondo de Cordova la vendette alla famiglia Caviniglia, che la tramandò agli  Avalos e da questa famiglia ai Guevara.

 

 

 

La Cattedrale ed il Museo Diocesano

 

La Cattedrale fu costruita nel 1093 e dedicata a Santa Maria Assunta, è uno dei massimi esempi di romanico pugliese. Celebre è lo splendido rosone incastonato nella facciata e realizzato tra il 1160 e il 1180. Costituito da 11 colonne con capitelli corinzi, con sezioni di superbi trafori, è un compendio di diversi stili. Di inestimabile pregio sono le porte bronzee di Oderisio di Benevento, la porta della prosperità (1119) e la Porta della Libertà (1127), e le numerose sculture allegoriche che animano la struttura esterna dell’edificio. Il progetto della basilica si deve a Girardo da Piacenza, che dopo la celebrazione del primo Concilio zonale, presieduto da papa Urbano II, fece incorporare una preesistente chiesa, oggi visibile nell’abside. I lavori furono terminati nel 1120. Nel corso degli anni l’originaria pianta a croce latina subì però varie trasformazioni: nel 1741 fu modificato il braccio della cappella dei Santi e, dopo il violento terremoto del 1731, fu aggiunto il braccio di crociera della Cappella dell’Assunta. Un’altra sostanziale modifica fu apportata poi all’interno nel 1858, con l’aggiunta di affreschi, altari ed ornamenti barocchi. Di inestimabile valore sono le opere raccolte nel Tesoro della Cattedrale.  

 

Il Museo Diocesano Tesoro della Cattedrale di Troia: il museo è ospitato nei settecenteschi locali del Palazzo dell’ex Seminario Vescovile nel cuore del centro storico incastonato tra la splendida Cattedrale romanica ed il vanvitelliano Palazzo Episcopio.

 

L’esposizione è articolata in quattro sezioni:

argenti, bronzi dorati ed avori ;

volumi e pergamene ;

paramenti liturgici ;

exultet.

 

Molte sono le meraviglie originali e preziose i mostra ma i tre Exultet (rotoli pergamenacei dell’XI – XII secolo) sono una vera rarità. Essi contengono il testo del Praeconium paschale (annuncio della Pasqua) con i canti e le relative illustrazioni miniate.

 

L’Exultet veniva srotolato dall’ambone della Cattedrale nel corso della tradizionale veglia Pasquale in cui il diacono annuncia alla  comunità del clero e dei fedeli il Mistero pasquale della Resurrezione.

 

Queste rare opere (solo trentuno se ne conservano al mondo) prendono il nome proprio dalla prima parola della preghiera pasquale caratteristica del mezzogiorno medievale: Exsultet.

 

Di particolare valore sono anche i busti argentei dei Santi Patroni della scuola napoletana, i parati d’argento riguardanti il Mistero Eucaristico, i codici miniati, i libri corali, i frammenti pergamenacei segnati da scrittura Longobarda – Beneventana, i tre cofanetti d’avorio del periodo bizantino, le croci benedizionali, un’edicola di legno dorata contornata di diverse reliquie con al centro un dipinto raffigurante il Redentore di scuola umbra, un calice in argento cesellato, attribuito alla scuola del Cellini, ed altri numerosi e preziosi oggetti, di grande raffinatezza artistica come i paramenti delle cappelle episcopali del 1700 e 1800 e le pianete databili dal 1400 al 1800.

 

Altre opere sono: La chiesa di San Basilio (1087 prima menzione in una pergamena), Chiesa di San Vincenzo Martire e Levita (1040 prima menzione in una pergamena), Chiesa di San Francesco (1757), Chiesa di dell’Addolorata (XIII sec.), Chiesa di San Giovanni al Mercato (la sua costruzione risalirebbe al 1127), Palazzo dei Gesuiti (XVI se.).

 

Bibliografia: I BORGHI DEI MONTI DAUNI – A Cura dell’ Azienta per la Promozione del Turismo della Provincia di Foggia. 

 

 

LA SETTIMANA SANTA A TROIA (FG)

 

Processione delle Catene

 

 

 

Istituita con molta probabilità dal vescovo E. G. Cavalieri dopo un tragico evento del 1702, che scosse la sopita fede degli abitanti di Troia, il Venerdì Santo di mattina la processione delle “Catene” parte dalla chiesa di San Basilio Magno (IX sec.) e si snoda lungo le vie del centro storico per visitare i “sepolcri” nella diverse chiese.

 

I cinque penitenti, vestiti e incappucciati con saio bianco, portano una pesante croce sulle spalle; annunciano il loro arrivo con il sinistro rumore delle pesanti catene, legate ai piedi nudi, e col battito sordo e ritmato della trocchiola, che rompono il silenzio e la profonda mestizia lungo il percorso penitenziale.

 

Per antica tradizione i penitenti non possono sospendere e né interrompere la pratica prima di cinque anni in onore delle cinque piaghe di Cristo.

 

Crocifisso ligneo miracoloso

 

Scolpito da ignoto intagliatore napoletano con rifiniture e rivestimento policromo del chierico domenicano Pietro Frasa nel 1709, il crocifisso rappresenta Cristo in agonia.

 

Sia l’espressione del volto, interpretazione perfetta della sublimazione del dolore, sia la perfezione anatomica del corpo martoriato e lacerato, interpretazione cruda della’intensità della violenza fisica subita, fanno di questa statua un’espressione artistica di alta qualità suggestiva.

Nel 1933, la domenica del 2 aprile, prima della conclusione della processione, la Statua, che venne portata lungo le vie cittadine, emanò dalla mano sinistra copiose stille di sangue.

 

Processione dei Misteri

 

Il Venerdì Santo, verso sera, cinque gruppi statuari di moderna fattura (i gruppi settecenteschi in cartapesta sono custoditi gelosamente nel museo diocesano), partendo dalla Basilica Cattedrale, vengono portati in processione lungo le strade principali della città.

Rappresentano in ordinata sequenza la Cattura, la Coronazione di spine, la Flagellazione, la prima Caduta e la Crocifissione o Calvario.

 

Dietro l’ultimo gruppo statuario segue la raffinata statua in cartapesta di scuola napoletana del Cristo deposto, trasportata in spalla dalla Congrega del Santissimo, poi procede la settecentesca statua della Madonna Addolorata portata a spalla dall’omonima congrega.

 

La Processione, lunga e carica di mestizia, è chiusa dalle “catene”, vestite di viola e a volto scoperto.

 

Prima del Concilio Vaticano II questa processione assumeva toni di elevata spettacolarità e drammaticità per le prediche che si tenevano in luoghi stabiliti. L’ultima, detta dello Strazio della Madonna, concludeva la manifestazione paraliturgica e creava una forte tensione emotiva nell’animo dei fedeli.

 

Processione Vivente della Passione e Morte di Gesù Cristo.

 

Centinaia di giovani, uomini e donne, vestiti in costume d’epoca, partecipano alla Sacra Rappresentazione della Passione e Morte di Gesù Cristo. Il pomeriggio del Sabato Santo, lungo le viuzze del Centro Storico, si snoda questa manifestazione per concludersi sul Toppo San Giacomo con la Crocefissione , partecipata da una folla oceanica, che rende lo spettacolo suggestivo e carico di forte emotività.

 

Processione del Bacio

 

Ha luogo il pomeriggio della Domenica di Pasqua. La statua della Madonna (forse di Pietro Frasa, autore del Crocifisso ligneo miracoloso), in gramaglie, parte dalla chiesa di San Domenico e, nel frattempo, dalla parte opposta della città (chiesa di San Francesco) muove quella del Salvatore.

 

I due simulacri si dirigono verso la piazza antistante alla Basilica Cattedrale dove avviene il rito del Bacio. Esse, tra il silenzio della folla, vengono lentamente avvicinate e, poi, ritratte per tre due volte. E’ il terzo incontro quello conclusivo. Tra uno scrosciare di battimani la statua del Salvatore viene fatta inchinare per il Bacio sino ai piedi della Madonna, mentre la banda cittadina intona la marcia tratta dal Mosè di G. Rossini.

 

Questa manifestazione popolare, unico documento in Puglia, ha strette somiglianze con i riti che si svolgono la Domenica di Pasqua in terra D’Abruzzo, dalla quale potrebbe derivare direttamente per gli intensi rapporti con la transumanza.

 

Bibliografia: LA SETTIMANA SANTA a cura dell’Amministrazione civica di Troia 

 

 

 

 

 

Un sentito ringraziamento ad  Antonino Calamia

 

©  2008 - www.processionemisteritp.it

 

 

Inizio pagina