IL FILMATO DISCUSSO...

di Giovanni Cammareri

 

 

 

 

 

Finalmente ci sono. Ma devo ammettere che è stato faticoso.

Perché personalmente, cari amici, aborrisco la filosofia pragmatistica, quella tendenza cioè, che fa esprimere qualsiasi parere su qualsiasi cosa a chiunque, fabbricando il terrificante equivoco che ciò possa significare vivere in una società democratica. Basta accendere la televisione, se qualcuno ha ancora il fegato per farlo, e incrociare programmi in cui sguaiatissime platee credono di dialogare insultandosi su tutto e il contrario di tutto.

Noi, per fortuna, forse, esuliamo da certi atteggiamenti e perciò arrivo al motivo per il quale, pur non essendo avvezzo a interventi on-line, e molti lo sanno, questa volta qualcosa di molto dirompente mi spinge a farlo.

Ho letto con attenzione la lettera di Renato Birke sulla fatidica datazione del bel filmato (fiction, però) del 1969.

Attorno all’anno molto si è detto.

Anch’io, se non ricordo male, ma non ricordo a chi, avevo espresso la mia pensando di primo acchito che potesse riguardare il 1970. Invece ammetto con schiettezza il mio errore e ora mi permetto di annunciare  la data esatta con la massima sicurezza: 4 aprile 1969. Presuntuoso? Ma quando mai. Non mi sento depositario di verità, ma almeno un paio di competenze dettate da inclinazioni personali in materia Misteri ritengo di possederle:

1) l’evoluzione degli itinerari, argomento di gran fascino e di straordinaria importanza per le letture storiche delle processioni in genere;

2) l’evoluzione dell’aspetto estetico dei “gruppi”, ossia addobbi floreali, illuminazione, cambio di vare, mutazione del senso di marcia delle “scene”. A proposito, l’avete notato che L’arresto cammina ancora alla vecchia maniera? Questo già ci aiuta a escludere di colpo tutti gli anni successivi al 1969 essendo avvenuta, per la processione del 1970, la variazione del posizionamento delle aste.

 

Comunque sia, negli ultimi ottant’anni, giusto nella processione dei Misteri di Trapani i due sopra indicati aspetti sono sempre stati estremamente mutevoli e perciò, purtroppo e per fortuna, forniscono chiavi di lettura importanti per aiutare chi si cimenta in datazioni di foto e filmati.

Difficile datare, per esempio, processioni che ripetono sempre gli stessi itinerari e che conferiscono alle immagini sempre le stesse fisionomie: addobbi più o meno sempre gli stessi, illuminazione sempre a cera e con ceri magari sempre della stessa grandezza e sempre collocati negli stessi spazi dei fercoli. Che monotonia, però, la benemerita potrebbe consigliare a quegli organizzatori senza fantasia di fare una capatina a Trapani, giusto per vedere come si fa….

No, quindi, perché io sia bravo, ma avendo molto spesso posto l’attenzione proprio su questi due aspetti, a Trapani così cangianti, sono essi stessi a fornire coordinate abbastanza precise a chi come il sottoscritto, è dotato infine di discrete capacità mnemoniche.

Mi permetto pertanto di aggiungere, che nel famoso opuscolo dell’E.P.T. pubblicato assieme alla lettera di Renato Birke, (con immagini extraopuscolo del 1968 dei “gruppi” dei Fruttivendoli, Muratori e Pittori) come  le foto raccolte per compilarlo siano abbastanza assortite riguardando gli anni: 1969, 1956, 1964, con galeotta intrusione perfino di un “piccolo gruppo” di Caltanissetta.

Benissimo avete comunque fatto a parlarne per l’evidenza lampante: le foto dell’opuscolo appartengono indiscutibilmente allo stesso anno del filmato, basta solo confrontare gli addobbi.

 

Esaurita la lunga premessa passo alla dimostrazione dell’assunto.

Partiamo dall’ elemento che sembrerebbe il più semplice anche perché oggettivo, ossia gli itinerari, peraltro facilmente verificabili nella sezione ad hoc riservata da Beppino Tartaro nel Sito.

 

Incredibilmente e apparentemente inspiegabilmente però, quello del 1969 è sbagliato. No perché l’abbia sbagliato Beppino, ma perché di fatto, gli organi d’informazione non aggiornarono la modifica di un primo itinerario pubblicato, con quello che di fatto venne percorso. Le modifiche riguardarono limitatamente il tratto iniziale e finale che vennero invertiti.

Non è escluso siano state effettuate proprio per la realizzazione del cortometraggio caldeggiata da un E.P.T. che esattamente in quei mesi subiva delle critiche a causa di una certa latitanza promozionale dell’evento. 

Attenzione, dalle polemiche giornalistiche  nulla si evince in riferimento al filmato, ma non è escluso (trattasi di ipotesi personalissima) che l’E.P.T. abbia commissionato o chiesto un inserimento, in un documentario in lavorazione, riguardante la provincia di Trapani, di alcune immagini della processione dei Misteri, giusto per zittire le critiche.

Di bagarre per gli itinerari invece, dettate da esigenze vere o presunte, ce ne sono state anche prima e dopo del 1969. Nel 1964, per esempio, un itinerario mai percorso venne ufficialmente reso noto prima che quello dell’anno precedente venisse alla fine adottato integralmente. Se la cosa oggi potrebbe stupire (in verità non più di tanto considerato che ne abbiamo viste di cotte e di crude), in quegli anni non era così. A quei tempi e ancor più nel 1969, quando sociologicamente queste cose iniziavano tristemente a scadere, la processione dei Misteri non era preceduta dal rimbombo mediatico e dall’enfasi (diciamolo pure) dei nostri giorni.

 

Continuiamo con gli itinerari.  Dal 1959, primo anno d’uscita dalla chiesa del Purgatorio, il corteo si era sempre diritto alla volta di via Libertà/C.so Vittorio Emanuele fino al 1965. Nel 1966 venne data un’impostazione totalmente diversa al percorso avviando il corteo lungo la via S. Francesco d’Assisi, piazza Lucatelli, Casina delle Palme, via Torrearsa ecc. E’ quanto ci riguarda. La soluzione venne adottata anche nel 1968 e accidentalmente l’anno seguente. Un po’, forse per sopperire alla mancata percorrenza della via S. Francesco e piazza Lucatelli dell’anno prima, inserite nell’itinerario ufficiale; un po’ per le foto e il filmato che dovevano essere realizzati in un luogo ampio e soleggiato.

In riferimento al filmato discusso, cominciamo perciò con l’escludere innanzitutto il 1968. Fu l’anno del terremoto del Belice, evento che, all’ultimo momento, appunto, indusse a evitare il passaggio da via S. Francesco d’Assisi in quanto per buona parte fiancheggiata dal fatiscente, o almeno tale venne ritenuto, ospedale S. Antonio.

La processione raggiunse Casina delle Palme dalla parte meridionale della via Gen. Dom. Giglio, passando praticamene accanto la chiesa del Purgatorio e proseguendo da piazza Garibaldi.

Esiste un filmato, conservato da Paolo Grimaudo, che mostra il corteo esattamente all’imbocco della marina. I “gruppi” si vedono bene e praticamene tutti. Dai non trascurabili addobbi, ceri, nastri ecc., si evince qualcos’altro sul quale avrò modo di ritornare lungamente.

Il 1966 rappresentò dunque il primo anno della percorrenza della via S. Francesco d’Assisi all’uscita. L’itinerario venne percorso senza problemi così come pensato. Ripeto: via S. Francesco, piazza Lucatelli, Casina delle Palme, via Torrearsa, ecc. .

Piazza Garibaldi non vi rientrava e perciò i ragionamenti di Renato sarebbero solo parzialmente supportati. Ci sono infatti alcuni però. Quell’anno fu un anno particolarissimo, ritengo che leggendo il Trapani Sera egli stesso se ne sia reso conto. E siccome, dicevo, fu un’edizione particolarissima, dedicai ad essa un intero paragrafo nell’ultimo mio libro sull’argomento Misteri. Si intitola: Il 1966. Il paragrafo intendo, a scanso di pubblicità. Pagina, 152.

E perciò, a parte i personalissimi e nitidi ricordi infantili (sempre per la particolare edizione che è stata), da grande moltiplicai anche le ricerche su fatti e misfatti che precedettero quell’edizione, ritenendo infine di conoscerla benissimo.

Passo perciò all’espetto “estetico” a sua volta supportato da immagini del 1966 che, poste a confronto con il filmato e le fotografie dell’opuscolo assortito, si evince fatalmente l’aspetto dei “gruppi” già, ahimè, diverso. Tra il 1966 e il 1969.

In appena quattro edizioni!

Ma a Trapani queste cose mutano velocemente e non resta che la rassegnazione.

Bene, un breve filmato targato 1966, lo conserva sempre quel furbacchione di Paolo Grimaudo.

Io invece, molto casualmente, di quell’anno conservo la sequenza completa in bianco e nero dell’uscita. Peccato, mi manca solo il Mistero dei Fruttivendoli.Ipotizzo che forse all’avvocato Rino Crapanzano - autore molto amatoriale delle foto eseguite dalla finestra del suo studio posto al primo piano del palazzo di fronte la chiesa del Purgatorio, e che per alcuni Misteri fece addirittura più scatti - in quel momento gli scappò la pipì e perciò non fece in tempo a fotografarlo. Del resto, nel 1966, l’uscita si svolgeva con tempi abbastanza veloci; fosse stato oggi avrebbe fatto in tempo di fare ben altro e di riuscire a fotografare lo stesso.   Ma, a scanso di qualche equivoco sull’anno, un elemento importante tengo a sottolineare: in qualche fotografia si vedono chiaramente più Misteri già sulla via S. Francesco d’Assisi. Non può essere nessun anno antecedente perché, come detto, mai prima di allora si era adottato quel percorso.

Non può essere il ‘68  peri motivi prima espressi riguardanti la contingenza che condusse alla variante dell’ultimo momento. Non può essere il ’67 perché all’uscita venne imboccata la via Gen. Dom. Giglio.

Inoltre, fu quello, il 1966, il primo anno in cui nella processione, ai Bottai e ai Canapai subentrarono rispettivamente i ceti dell’Abbigliamento e dei Pittori. Si intravede qualche musicante innanzi La spogliazione, significando, come è stato, che aveva “la musica”. Fu la prima volta nel Dopoguerra, cosa che sotto l’egida dei Bottai non era mai accaduto.

A riguardo dell’altro passaggio di ceto, la nuova “insegna”, chiamiamola così, Pittori, Decoratori e Funai, con ausilio di lente di ingrandimento diventa ben visibile nel drappo, unitamente, ma non necessita alcuna lente, alla vecchia vara, dall’anno successivo sostituita con l’attuale.

Peccato che nel filmato discusso il Mistero dei Pittori non si veda, e perciò non può vedersi la nuova vara che escluderebbe automaticamente il 1966.

Si vede bene però, nel filmato del 1968, anno in cui Beppino gli scattò pure una bella foto (che gentilmente mi riprodusse, rimanendo la riproduzione una porcheria… e il bello che gli avevo detto: usa una carta più rigida…) proprio in piazza Garibaldi. Non si vede la vara ma dalla larga disposizione dei ceri si capisce che non può essere la precedente. In ogni caso, dicevo, del 1968 c’è il filmato, e in questo filmato oltre alla vara dei Pittori, in generale è evidente l’aspetto estetico , ancora, con la grande abbondanza di grossi ceri agghindati da nastri rossi, collocati sulle vare. Oltre al filmato, del 1968 posseggo alcune foto, questa volta a colori, sempre dell’uscita e sempre del caro Rino Crapanzano, dove si evincono ceri enormi, nastri rossi e candele elettriche. Confrontati gli addobbi con il filmato di Paolo, tutto quadra meravigliosamente. Non quadrerebbe affatto col filmato discusso se qualcuno, eventualmente, dovesse dire 1968. Frattanto, l’unico Mistero a non avere i ceri continua a essere quello dei Fruttivendoli, peraltro aggiunto, con gli asterischi gialli, tra le foto del pieghevole.

Nel 1966, l’aspetto dei Misteri era perfettamente analogo a quello del 1968. Su tutti i “gruppi” venivano ancora utilizzati ceri e candele elettriche, eccetto per i Calzolai, i Falegnami e i soliti Addolorata e Ascesa al Calvario (solo candele di cera) e per la Spartenza e Naviganti (solo elettriche).

Ora, siccome già allora esisteva una forma larvata, ma esisteva, di filosofia pragmatistica, verissimo è quello che riferisce Renato, ossia che Eugenio Nacci si lamentò dei ceri che gli disturbavano le inquadrature.

Lo riferisco anch’io a pag. 171 del solito libro non citato. Ma se egli se ne lamentò nell’imminenza della processione del 1966, secondo voi è fattibile che immediatamente gli toglievano i ceri? 

L’epurazione iniziò timidamente l’anno successivo. Primi fra tutti furono dunque i Fruttivendoli a togliere i ceri. E per questo vinsero il primo premio. Allora c’erano ancora i premi. Ma penso che erano tutti d’accordo, Nacci, Serraino e l’Ente del Turismo, per procedere su questa strada dell’eliminazione dei ceri attraverso l’alibi dei fotografi e del danneggiamento delle statue. Mentre le odierne spugne copiosamente imbevute d’acqua, poste a contatto con le statue, non le danneggiano.  

Piano piano, visto che fra l’altro c’erano le medaglie di mezzo - strumentali per le scelte fatte dall’alto e che dal basso non afferravano - anche gli altri si adeguarono.

L’anno successivo (1969) infatti, qualcuno inizia a togliere i ceri lasciando le candele elettriche, qualche altro toglie le candele elettriche utilizzando solo quelle di cera. Molti tolgono le une e le altre, fermo restando Ascesa al Calvario e Addolorata che, per la valenza devozionale delle immagini, continuarono a utilizzare i soli ceri, ininterrottamente fino ai nostri giorni.

Nel 1969, dal punto di vista illuminazione, i Misteri attraversano esattamente e fortemente tale fase di transizione, una metamorfosi completata definitivamente, con l’eliminazione di ogni tipo di candela, nel 1971.

Il filmato, mostra un “gruppo” coi ceri (Pescatori), la maggior parte senza. Qualcuno (Ortolani e Metallurgici) con le candele elettriche. Sono sempre le stesse immagini finite nel pieghevole nel quale si vedono con i soli ceri anche i “gruppi” dei Falegnami e dei Calzolai. Attenzione, Falegnami e Calzolai. Mentre nel pieghevole vi sarebbe finita, se non ci fossero stati compilatori distratti, anche La lanciata, nel 1969 già totalmente spoglia di ceri. Venne fotografata quasi sicuramente da Eugenio Nacci, il quale da qualche anno utilizzava quei pannelli celesti ponendosi in piazza Garibaldi e, credo, pure da qualche altra parte. Nel 1966, li utilizzava sicuramente, esistendo di quell’anno una foto a colori della Flagellazione con ceri e nastri rossi assolutamente mancanti nel filmato e ovviamente nella foto del pieghevole. Non è fotografato in piazza Garibaldi, ecco perché ritengo potesse piazzare i pannelli anche altrove. La foto di cui parlo venne pubblicata a tutta pagina nel Trapani Sera del 1967, nel numero che precedette la Settimana Santa.

La foto della Lanciata del 1969, nella quale si vede la vara nuova ancora priva delle cornici dorate, venne invece successivamente inserita in Trapani e la sua provincia, a cura dell’E.P.T., pagina quarta visto che le pagine non sono numerate.

Un ultimo elemento praticamente decisivo, per escludere gli anni 1966, ’67 e ’68, sono quella sorta di fanali a petrolio o non so a cosa, che si vedono marginalmente nel pieghevole, abbastanza bene nel filmato di Rossellini e nella fotografia de La Lanciata in Trapani e la sua provincia, totalmente assenti in foto e filmati fino al  1968.

Tali aggeggi fecero comparsa nel 1969 e aiutano (ecco perché affermo che la mutevolezza di questa processione sta dalla parte chi si cimenta in datazioni) ad escludere gli anni precedenti, unitamente alle nuove tenute dei portatori che proprio nel 1969 sostituirono le precedenti, per intenderci, quelle con la scritta Partenza, Lavanda, Orto ecc. Con una discreta lente di ingrandimento, osservando la fotografia de La Flagellazione in piazza Garibaldi, si possono vedere le nuove livree ora “sponsorizzate” con lo stemmino dall’E. P. T. sul petto.  Quell’anno dunque, l’E.P.T. sostituisce le tenute dei portatori, fa realizzare i fanali a petrolio e decide di immortalare tutto.

Dal 1970 inoltre, giusto per continuare a evitare ipotesi relative ad anni successivi, cambia, come detto, la movimentazione dell’Arresto.

 Dal 1971 cominciano a essere posti sulle vare dei supporti in ferro battuto per la cera liquida.

 Inoltre, e sempre da quell’anno, per ben tre anni, la processione viene subito condotta verso la parte occidentale della città per cui vada escluso ogni passaggio, subito dopo l’uscita, dalle parti di piazza Lucatelli e Casina delle Palme (vedi itinerari storici).

Vi faccio infine notare, qualora non ve ne siate già accorti, un’altra cosa.

 

Nel filmato, i Misteri non provengono da piazza Garibaldi. E nel pieghevole, ancora della foto de La Flagellazione arrivata in piazza Garibaldi, invito a guardare la disposizione e lo sguardo della poca gente, con molta probabilità incuriosita dal tracchiggio in corso, in ogni caso guardano tutti verso Casina delle Palme.

Al fine di effettuare gli scatti per l’opuscolo a colori e le riprese, quindi, arrivati all’attuale piazza Dalla Chiesa i “gruppi” vengono fatti uscire dal corteo processionale.

 Assieme ad alcuni di essi visibili nel filmato, vengono fatte deviare pure parte delle processioni (Addolorata e Muratori), nonché la banda dei Macellai. La fiction è fiction, amici miei e ad essa necessita soggiacere. Quindi, ancora fuori itinerario, si vedono alcuni “gruppi” in fila indiana, alla marina, mentre si riaggregano rapidamente al corteo.

Se il filmato di Rossellini poi… ma siete veramente convinti che venne lui in persona?

Che abbia mandato solo qualcuno della sua troupe?

Comunque sia andata, il filmato ci regala senza dubbio un breve ma formidabile spaccato d’epoca ma, a volerla dire tutta, continuano a emozionarmi di più le riprese amatoriali di Tore Mazzeo e di Totò Tartaro, altrettanti spaccati d’epoca (con l’anima) peraltro realizzati negli anni ’50, quando la tecnologia era quindici e più anni indietro.... .

 

Un altro paio di elementi mi piace però fornire, del resto avevo perfino chiesto attenzione per questo.

Nel pieghevole si vedono i Misteri dei Falegnami e dei Calzolai con i ceri. Bene, ho affermato che i premi rappresentavano specchietti per le allodole per fare giungere nel modo più indolore e senza tante polemiche alle soluzioni desiderate dall’alto.

Dopo la lettera di Nacci i Fruttivendoli tolsero perciò i ceri e vinsero il premio. Di fatto li avevano preventivamente avvisati (si erano messi d’accordo) che se l’avessero fatto avrebbero vinto la medaglia d’oro. Così fu. Si comprese che per vincere necessitava levare le candele che fino al 1968 resistevano copiose.

 Nel 1969 la situazione evolutiva era quella che rimase immortalata nel pieghevole e nel filmato. Fra gli altri, ribadisco fino alla nausea, Falegnami e Calzolai ostentano ancora grossi ceri.   

Sapete chi vinse i premi nel 1970? Nella categoria A, cioè, Misteri con musica, i Falegnami; nella categoria B, quelli senza, i Calzolai. Per me, significa che l’anno successivo al 1969 i due ceti si “adeguarono” e vennero… premiati.

Ma non è tutto.

 

 Per essere confortato, supportato e aiutato, un pomeriggio trascinai Paolo Grimaudo alla biblioteca Fardelliana. Gli volli mostrare una fotografia a colori di un particolare di Gesù nell’Orto (con pannello celeste dietro).

Gli dissi di fotografarla (con la mente), soprattutto una candela con la lampadina, un ciuffo d’erba dell’addobbo  e alcune sterlizie che spuntano da dietro l’angelo. Poi, a casa mia, l’abbiamo confrontata, arrivando al solo particolare pubblicato, con la fotografia del pieghevole, che, non dimentichiamolo, è la stessa del filmato discusso. La foto è esattamente quella. Fosse stata scattata nel 1968, o nel 1966, (o fino ai primi anni ’50) in primo piano ci sarebbe stata una grossa candela guarnita di nastro rosso che avrebbe perfino coperto la figura di Gesù.

Perché, semmai, la foto è del 1969 e non successiva?

Semplice, perché si trova inserita in un Trapani Sera del 1970, da corredo al consueto servizio di presentazione della processione che si sarebbe svolta il 27 marzo.  

Il filmato di Rossellini, infine, nel suo insieme porta la data 1967. Non è affatto escluso che lo sia. 

Come del resto spesso capita nel mondo del cinema è verosimile che le sequenze riguardanti i Misteri vi siano state montate in un secondo tempo. Sempre a scanso di equivoci, Il 1967 sta, ovviamente, tra il 1966 e il 1968 e nel loro aspetto i Misteri si presentano praticamente identici alle descrizioni dei due anni citati. Inoltre, l’itinerario d’uscita li condusse in tutt’altra direzione. Ma anche questo era stato detto.

Primo quesito banale finale: considerati i soli tre anni del percorso in oggetto ed escludendo poi il 1968, ditemelo voi, com’è possibile che nelle mie fotografie i Misteri si trovano sulla via S. Francesco carichi di candele di ogni genere, arrivando in piazza Garibaldi (e perciò nel filmato) quasi totalmente spogli di candele?   

Secondo quesito banale finale: se nel filmato del 1968 l’uso e la convivenza di candele elettriche e di cera è abbondante, praticamente come nel 1966, è possibile che nel 1966 (datazione del filmato secondo Birke) l’uso di tali oggetti sia scarsissimo (come nel filmato) e due anni dopo (1968) abbiano rimesso tutto?

Ciò non risponde alla logica, alla praticità, al “naturale” evolversi e alla irreversibilità di certi processi, considerato che di fatto, solo nel 1969 (non prima), Fruttivendoli a parte, l’epurazione generale iniziò in modo consistente e rapida e verso una direzione che non ammise ripensamenti ma solo qualche iniziale, tenue resistenza.

Altri ricordi distorti da parte di chicchessia o notizie riguardanti gli anni della divulgazione televisiva, che può essere benissimo il 1970, essendo il filmato stato realizzato l’anno prima, sono senz’altro, indiscutibilmente, grossolanamente, involontariamente o pretenziosamente errati.

 

Ciò detto per quanti dovessero ancora insistere col gioco del chiodo schiaccia chiodo.

Affettuosi saluti.  

                                                                                         

Trapani, 27 ottobre 2016    

                                                         Giovanni Cammareri

 



 

 

Foto Beppino Tartaro

© www.processionemisteritp.it

  

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