I MISTERI, LE ORIGINI E LA STORIA
di Beppino Tartaro
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Riscontriamo a Trapani una testimonianza di quel periodo nella denominazione della località “Casa Santa”, dove si ritiene esistessero dei posti per tali rappresentazioni. Furono le Confraternite ad occuparsi della loro organizzazione e nei primi tempi, erano gli stessi nobili ed il clero a parteciparvi, a cui successero le maestranze cittadine. Le rappresentazioni viventi si trasformavano spesso in farse e nei primi anni del '600, per ovviare a tali inconvenienti, si assistette al progressivo trasformarsi e sostituirsi delle processioni animate con statue. E veniamo ai Misteri di Trapani. Varie sono le interpretazioni sulle origini. Una certa pubblicistica fa derivare il termine dal latino “ministerium”, cioè ufficio religioso anche se questo termine, in una più antica definizione significa mestiere, categoria sociale. E' certo che fino al 1594 non esisteva a Trapani alcuna cerimonia per il Venerdì Santo, mentre dal 1366 sappiamo dell'esistenza in città della Confraternita di San Michele. Nel 1603 venne istituita la Confraternita del Preziosissimo Sangue di Cristo, già fondata in Spagna intorno al 1450 con l'incarico di propagandare le manifestazioni di fede. Dagli studi sin qui compiuti, non è possibile datare con certezza l'anno d'inizio della processione dei Misteri. Probabilmente essa fu il divenire di vari riti che caratterizzavano lo spirito e la vita di quel tempo. La Confraternita di San Michele ebbe sede, dal 1539 al 1582, nell'edificio annesso all'omonima chiesa e ciò sino a quando non dovette cederlo ai Padri Gesuiti giunti a Trapani nel 1561, trovando così ospitalità nella Chiesa di Santo Spirito o di San Giacomo Minore, sede della Confraternita del Preziosissimo Sangue. Si crede che a seguito del trasferimento tra i “bianchi” di San Michele e i “rossi” del Preziosissimo Sangue nacque una stretta collaborazione che culminò il 26 febbraio 1646, nella fusione tra i due sodalizi nella “Venerabilis Societatis Sancti Michaelis Arcangeli et Pretiosissimi Sanguinis et Misteriorum Passionis et Mortis Domini nostri Jesu Christi”. La fusione tra le due compagnie necessitò l'adozione di un nuovo vestimento e si decise d'indossare nelle cerimonie ufficiali un sacco di tela colore rosso con mantello di lana bianco e visiera bianca. Da una ricerca storica condotta da Salvatore Accardi, pubblicata in esclusiva su www.processionemisteritp.it apprendiamo del sigillo di cui la stessa compagnia si avvaleva e che consisteva in “... un mondo con le ali, trafitto da una spada che simboleggia sia la ferita al costato che la croce di Cristo. Lateralmente sopra il mondo sono raffigurate le mani con le stimmate e sotto, i piedi forati dai chiodi e dalla crocifissione”. Con il passare degli anni la
Confraternita,a causa delle ingenti spese per condurre in processione i
gruppi ne affidò l'incarico alle maestranze cittadine. E' il 6 aprile
1612 quando “l'Ascesa al Calvario “ venne consegnato alla cura delli
“poveri jurnateri”. Le maestranze ottennero di condurre in
processione i gruppi il giorno del Venerdì Santo, l'autorizzazione a
commissionare i rifacimenti delle opere, di abbellirle con preziosi
manufatti argentei, di partecipare nella processione con i propri adepti
e di riporre il “ mistere” in chiesa al termine del rito . Nel 1759 il Vescovo di Mazara, a causa dei disordini verificatisi l'anno precedente, sospese la processione per due anni; mentre nel 1778 per le difficoltà dell'ordine pubblico si proibì la processione nelle ore notturne. Negli anni seguenti le maestranze, approfittando del periodo di crisi attraversato dalla Compagnia, supplicarono l'intervento del Vicerè e la processione passò sotto l'alto patrocinio del Senato trapanese. Alla Compagnia del Preziosissimo Sangue e del Divino Michele Arcangelo fu consentito di condurre in spalla il simulacro del Cristo Morto (portato antecedentemente dal clero) e di portare in processione la statua dell'Addolorata. A livello processionale sappiamo che sino ai primi anni dell'800 i cantori furono sostituiti dalle bande musicali; mentre gli appartenenti alle maestranze non portarono più in spalla il “mistere“ facendosi sostituire da uomini retribuiti per tale compito: i “massari”. Il bombardamento del 1943 che danneggiò gravemente la chiesa di San Michele, colpì anche alcuni gruppi che andarono distrutti. Alla ricerca di una sede che li ospitasse in modo stabile, i gruppi girarono per le chiese cittadine (Badia Grande, Collegio, Santa Maria del Gesù, Immacolatella), sino a trovare degna e definitiva dimora nella settecentesca Chiesa delle Anime Sante del Purgatorio. La parte organizzativa della processione venne curata, negli anni del fascismo, dal Dopolavoro; mentre negli anni '50 dall'Ente Provinciale per il Turismo che si fece promotore della copertura dei cavalletti su cui appoggiano i gruppi mediante un rivestimento di velluto nero recante la categoria di appartenenza del gruppo, le cosiddette “mante“. Nel 1974 le categorie economiche si riunirono nell' “Unione delle Maestranze“ che da allora organizza la processione. Beppino Tartaro |
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