A COLPI DI " CIACCOLA " PER LE VIE DELLA CITTA'
di Beppino Tartaro
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Lo stravolgimento bellico del quartiere San Pietro e la distruzione di gran parte dei suoi edifici, compresa l'originaria sede dei gruppi nella chiesa di San Michele ( ubicata nella via omonima ), ha visto l'abbandono dei Misteri dell'antico e affascinante quartiere a favore di nuove e larghe vie cittadine dove non vi è traccia di quello abbraccio che le vecchie case, con i balconi pieni di gente, offrivano ai Misteri. E' nella vecchia città quindi che le artistiche statue, costruite dai valenti artigiani –artisti trapanesi del '600 e '700, con le luci riflesse sui palazzi che sembrano dar vita ai gruppi, esprimono la loro intrinseca e misteriosa bellezza. I momenti più belli, per il trapanese ed il turista, sono quindi quelli delle prime ore del pomeriggio di Venerdì quando i palazzi e le chiese del centro storico offrono uno scenario unico all'evento e la notte quando i Misteri vi fanno ritorno. L'itinerario 2006, pur contemplando ancora il transito nella via Fardella, seppur in forma ridotta (angolo via Marsala) e trascurando ancora il quartiere San Pietro, ha tuttavia il privilegio di far transitare i gruppi non solo nel salotto cittadino (Corso Vittorio Emanuele e via Torrearsa) recentemente basolato, ma di percorrere quelle affascinanti vie che portano il nome di Carrara, Aperta, Piazza San Francesco di Paola e Mercè. Vie quest'ultime che saranno percorse non nelle ore notturne dove la processione, pur restando affascinante e legata al rumore della “ciaccola“ che ripetutamente ne scandisce il divenire, ma nel pomeriggio del Venerdì, consentendo a chi ha assistito l'uscita dei Sacri gruppi di ammirarli ancora nella vecchia Trapani con bande e processioni. Le ore notturne, al ritorno dalla via Fardella, vedranno i gruppi affidati al popolo e soprattutto ai giovani che li trasporteranno lungo l'antica Rua Nova ( via Garibaldi ), via Libertà, via Giovanni XXIII, via Domenico Giglio, via Nunzio Nasi, per giungere, attraverso la stretta e affascinante via Custonaci, al quartiere dei pescatori, simbolo della propensione marinara della città falcata. E da lì, dalla punta estrema, dove il mare e il vento la fanno da padroni, lentamente si ricomporranno, dopo la sosta notturna, le processioni e le bande prima di ripercorrere con calma, stanchezza e felicità, l'intero Corso Vittorio Emanuele che accompagnerà i gruppi sino al rientro nella settecentesca e barocca chiesa delle Anime Sante del Purgatorio da dove, ventiquattro ore prima, avevano iniziato a percorrere la città ricordando la Morte e Passione di Gesù di Nazareth. Beppino Tartaro |
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