VIDEOSPIATI, IL " GRANDE FRATELLO " SBARCA IN CITTA'

di  Francesco Pellegrino  


   

E' prevista per la fine dell'anno l'attivazione a Trapani di un sofisticato sistema di video-sorveglianza rivolto a combattere le infrazioni al codice della strada ed a prevenire gli episodi di criminalità perpetrati tra le vie cittadine. Il piano strategico di controllo prevede tre centri operativi di supervisione, novanta punti di video-controllo attraverso telecamere, due postazioni mobili ed un sistema di trasmissione video e dati. Gli obiettivi che s'intendono raggiungere con il video-controllo sono la costante sorveglianza di arterie stradali con consistenti flussi di traffico e di àmbiti urbani con ampio transito di pedoni per via della presenza in zona di servizi pubblici e centri commerciali. Le zone della città sottoposte ai controlli video sono il centro storico, l'area portuale, la zona antistante piazza cimitero, le principali arterie urbane e le strade extraurbane di accesso alla città. Il sistema sarà altresì utile per controllare percorsi stradali utilizzati per manifestazioni pubbliche o per il transito di autorità con auto di scorta al seguito. Saranno sottoposti a controllo anche alcuni edifici pubblici come palazzo Cavarretta, Prefettura, Questura, gli uffici comunali di Piazza San Francesco di Paola e rione Cappuccinelli. La soprintendenza ai beni culturali ed ambientali di Trapani ha dato parere favorevole al fine di poter installare le telecamere anche nel centro storico della città. La scelta sulla localizzazione delle zone da monitorare è stata definita dal corpo dei vigili urbani, di comune accordo con la polizia di stato ed i carabinieri. Tra qualche mese, quindi, i trapanesi dovranno abituarsi a convivere con l'occhio del “grande fratello” pronto a spiare in ogni momento della giornata il comportamento tenuto durante il loro transito per le vie di Trapani. 

 

Senza dubbio con i sistemi di rilevazione biometrica ed i localizzatori di persone si pone il serio problema della salvaguardia del diritto alla riservatezza di ognuno di noi nei confronti dell'agire degli organi giudiziari, sanitari, e delle forze di polizia e di difesa dello Stato. Il diritto alla protezione dei dati personali, è una prerogativa fondamentale della persona, sancita dall'articolo 8 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea del 2000 e deve considerarsi autonomo e distinto rispetto al diritto alla riservatezza, consentendo al suo titolare di conoscere la circolazione delle informazioni che lo riguardano. Le decine di telecamere, installate sui pali dell'illuminazione pubblica, saranno collegate alla sala operativa del comando dei vigili urbani che, a sua volta, sarà in contatto con polizia e carabinieri, al fine di monitorare costantemente le varie zone cittadine ed inviare i mezzi di pubblica sicurezza nel caso le circostanze lo richiedessero.

 

Il progetto di tele-controllo è stato finanziato con i fondi dell'unione europea; la gara d'appalto per l'installazione delle telecamere è stata vinta da un raggruppamento d'imprese formato da Elsag Spa di Genova (capogruppo), Telecom Italia Spa sede di Palermo e Global Security Systems sas di Palermo, per un importo complessivo che ammonta a quasi un milione e settecento mila euro.

 

Tuttavia - lo ribadiamo - il punto di partenza che deve guidare l'azione di controllo è costituito dai principi di “necessità del trattamento dei dati personali” e della “pertinenza e non eccedenza degli stessi”. Il trattamento dei dati personali da parte delle pubbliche amministrazioni è, quindi, consentito solo se necessario per lo svolgimento di apposite funzioni istituzionali.

 

L'occhio fisso del “grande fratello” sarà, quindi, impietoso e pronto ad immortalare qualsiasi comportamento tenuto tra le vie cittadine. Per i bestemmiatori incalliti, non ci sarà però alcun pericolo; il sistema di sorveglianza non è audiovisivo, ma solo visivo. Maggiore attenzione dovranno fare, invece, i mariti birbantelli….: mai a spasso con l'amichetta tra le vie video-sorvegliate; le mogli potrebbero avere una prova schiacciante per giustificare l'uso della vanga sulla schiena dei coniugi.  

 

Francesco Pellegrino

di Gianluca Fiusco

 

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