TRAPANI CALCIO, UNA STAGIONE ALL'ATTACCO

di  N. R.  


   

Una cosa, oggi, è certa. Quella appena cominciata è per il Trapani, finalmente, una stagione normale.

 

Normale perché senza penalizzazioni di punti da scontare in classifica. Normale perché iniziata al pari delle altre squadre. Normale perché è stato possibile mettere un punto al disastroso, recente passato. Normale perché si può ripartire con qualche certezza in più e anche con  un pizzico d'entusiasmo che sembra voler tornare a far capolino dalle parti di via Bastioni.

 

Normale, dunque, che il presidente Vittorio Morace abbia scelto di riconfermare il duo Pergolizzi - Catanese. Una decisione, questa, non salutata in maniera entusiastica dall'ambiente ma che il "capitano" ha chiosato in questa maniera.

 

"Ho piena fiducia in queste due persone. Non esiste alcun motivo per pensare ad altre soluzioni".

 

Una fiducia assoluta, dunque, che il direttore sportivo Pergolizzi (contestatissimo l'anno scorso) e il tecnico Tarcisio Catanese dovranno ripagare.

 

Quanto sia stato proficuo il lavoro estivo svolto dal primo in sede di composizione dell'organico e dal secondo in ordine all'assemblaggio dei "pezzi" nuovi e vecchi, sarà solo il campo a dirlo.

 

Per adesso, insieme a Nissa, Carini, Villabate, il Trapani è, non solo per il suo blasone, una delle pretendenti alla vittoria finale. Il motore delle grandi, però, non è ancora sufficientemente rodato e, come da tradizione, in questo scorcio iniziale di stagione si fatica a trovare il passo giusto.

 

Saranno i postumi di una preparazione non ancora del tutto assorbita; saranno i meccanismi di gioco non completamente recepiti; sarà l'intesa che una squadra abbastanza rinnovata, ma non smantellata rispetto alla passata annata, deve ancora trovare. Sarà questo e tanto altro ancora a mostrare - per così dire - un Trapani in maschera. Un Trapani che, solo a sprazzi, ha fatto intravedere la sua identità. Il potenziale, per la categoria, sembra esserci. Occorrerà verificare quanto questo insieme di caratteristiche renderà competitivi i granata. Occorrerà verificare, ad esempio, se il pacchetto degli Under (quattro atleti contemporaneamente in campo, nati negli anni '89 e '90) costituisce un punto di forza o, viceversa, di debolezza. Nelle prime uscite questi giovanotti non hanno incantato, dando adito a più di qualche perplessità: ma meglio subito i peccati di gioventù che poi.

 

Ad essere sinceri non hanno convinto più di tanto anche i "senatori" della squadra e i nuovi arrivi: Laudicina, Daì, Domicolo, Panepinto, D'Aguanno, Carbonaro.

 

In verità, le maggiori preoccupazioni riguardano la difesa, apparsa piuttosto fragile anche di fronte ad attacchi non proprio irresistibili. Forse, anche perché poco protetta da un centrocampo dove si avverte l'assenza di un uomo d'ordine, una sorta di regista arretrato, capace di dettare i tempi in fase di costruzione del gioco, ma anche d'interdire in fase difensiva.

 

Sebbene non serviti a dovere, gli unici a rimediare qualche applauso in più sono stati gli attaccanti. La generosità di Craccò e l'opportunismo di Carbonaro, unitamente alle aspettative che si nutrono per il giovane D'Aguanno, potrebbero costituire, in prospettiva, una miscela efficace.

 

Cantiere aperto, dunque, in casa granata. Il "capo mastro" Morace non vuole perdere più il treno e, soprattutto, non vuole più commettere gli stessi errori del passato. Vedremo se e quanto i suoi "operai" (allenatore e giocatori) sapranno assecondare questa voglia di riscatto dell'imprenditore napoletano che ha puntato tanto (non solo calcisticamente) su questa città.

 

Vedremo se una stagione condotta all'attacco (quale altra differente scelta potrebbe attuare il Trapani?) porterà quel prelibato frutto, dal sapore unico, che si chiama vittoria sul campo

 

N.R.

di Gianluca Fiusco

 

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