LA CONTROFIGURA DEL DOTTOR " AZZECCAGARBUGLI "

di  Nicola Rinaudo  


   

L'arcano, dunque, sarebbe stato svelato. Non pubblicamente, come normalmente dovrebbe fare qualunque esponente delle istituzioni, ma in via riservata.

 

Ecco perché i trapanesi continuano a vantare un credito: una spiegazione ufficiale da parte del primo cittadino sulla questione legata all'attribuzione della cittadinanza onoraria all'ex Prefetto di Trapani, Fulvio Sodano. La sensazione è che Girolamo Fazio, in poco meno di due anni, abbia giocato a "far melina". A prendere e a perdere tempo. Ed è stato così bravo da far credere a tutti (tranne che a Sodano e a pochi altri) che questo suo atteggiamento fosse legittimo, sacrosanto.

 

In verità, era stato bravissimo e velocissimo nell'insignire dell'alto titolo di cittadini onorari, due giornalisti di La7. Questi professionisti, durante la "Louis Vuitton Cup", non avevano fatto altro che diffondere nell'etere, a ciclo continuo, un meraviglioso messaggio che dipingeva Trapani come un paradiso terrestre. E allora, quale migliore occasione, approfittando anche di quel clima da delirio collettivo, per aggiungere fumo a fumo?.

 

Sodano, invece, ha avuto il torto di non piegarsi alle pressioni, alle interferenze del potere politico. Ha posto in cattiva luce, agli occhi degli altri, secondo i suoi detrattori, l'immagine della città. Andava, quindi, punito.

 

Ora, anche le esternazioni del sindaco. Ci ha pensato a lungo il "signore della…vigna", prima di lasciar scorrere la penna. Poi, si è affidato al suo pezzo forte, quello che non lo tradisce mai: l'orazione scritta in stile dottor "Azzeccagarbugli". Si, il personaggio manzoniano dei "Promessi Sposi" che ad ogni virgola opponeva un trattato, al solo scopo di far transitare la ragione sempre e, comunque, dalla sua parte. In realtà, produceva soltanto una gran confusione nella testa di chi aveva deciso di capirci qualcosa.

 

"Non sono ipocrita e non faccio parate".

 

Così avrebbe esordito l'avvocato Fazio nella sua missiva indirizzata al Prefetto Sodano. Il primo aspetto (l'ipocrita) ci interessa poco. In ogni caso non spetta a Lui stabilirlo, ma solo a chi ne è a tutti gli effetti titolato: il cittadino. Sull'altro punto (le parate) riteniamo, invece, che il sindaco abbia perso improvvisamente la memoria. Proviamo a fargliela tornare.

 

Febbraio 2003: Fazio passeggia a "braccetto" per le vie del centro storico (accuratamente scelte), con il Presidente della Repubblica Ciampi nel contesto della visita a Trapani del Capo dello Stato. Non crediamo si trattasse di un "sopralluogo tecnico".

 

Ottobre 2005: impazzano le regate mondiali. Certo, deve fare gli onori di casa ma, ad onor del vero, sembra che inflazioni la scena.

 

Primavera 2007: l'imprenditore vitivinicolo, fascia tricolore al collo, fa da "panza parata" alle "scinnute" dei Misteri. Non se ne perde una, strizzando l'occhio al suo amico - Vescovo, Francesco Miccichè e, quindi, al popolo dei cattolici in vista delle imminenti elezioni.

 

Adesso si che è tutto chiaro. Il sindaco non fa parate…militari.

 

Fa, invece, e volentieri antimafia. Di questo ne siamo sicuri. Magari più a parole piuttosto che con i fatti, ma quando afferma che "altri parlano di antimafia con termini ed azioni mafiosi" ci deve indicare chi sono costoro. Neanche fosse un giornalista qualunque, un sindacalista qualunque. E' un uomo delle istituzioni. Al pari del Prefetto Finazzo che espellerebbe "tutti quelli che criticano in questa città"; al pari del suo amico - mèntore senatore D'Alì, presidente, da poco più di un anno, di una "Provincia sotto sale" e figura di spicco nella vicenda Sodano; al pari di Mons. Francesco Miccichè che scomunica i Massoni; che fa campagna elettorale a tempo pieno senza cambiarsi d'abito e che ammette candidamente di non aver visto mai un mafioso bussare alla sua porta.

 

La ricetta è tanto semplice, quanto efficace: dare alla gente, quello che la gente vuole. Ma quale rivoluzione culturale! Ma quali svolte epocali! "Pedalare in bicicletta"? Al massimo per la prossima Coppa America o in una notte bianca. Qui la gente vuole continuare a passeggiare, a due all'ora, in macchina; vuole continuare a penare per l'acqua che non c'è; vuole continuare a fregarsene altamente di un piano regolatore che da decenni giace su un binario morto; vuole continuare a restare imbavagliata perché ha paura di dire quello che pensa.

 

Meglio, dunque, un sindaco rieletto con il 65% dei voti, ma che tace sfacciatamente su una questione d'interesse collettivo e che si preoccupa soltanto di rimproverare un Prefetto rompiscatole, perché costui gliene ha dette quattro pubblicamente. Un Prefetto, Fulvio Sodano, che si era messo in testa di combattere il malaffare a mani nude.

 

Meglio una città che, ogni tanto, si riempie gli occhi…d'illusione ma che, sostanzialmente, rimane a mani vuote. Ignara di tutto. O quasi.

 

Nicola Rinaudo

di Gianluca Fiusco

 

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