CATERINA LUCIDO, UN TALENTO SENZA CONFINI

di  E.D.  


   

Chi ha conosciuto Caterina Lucido, certamente non la dimenticherà più: è raro, infatti, trovare una donna che in se assommi capacità imprenditoriale e sensibilità artistica, impegno sociale e manualità.

 

La Professoressa Lucido se ne è andata ad agosto scorso, lasciando un vuoto nella cultura, nella marineria, nella società in cui da oltre ottant'anni era il motore.

 

Nata nel 1922, è stata per decenni ordinaria di lettere italiane e latine presso il Liceo Classico di Trapani; in tutti questi anni di insegnamento si era, però, preoccupata più di forgiare gli uomini che i letterati, lasciando un segno indelebile nei suoi allievi.

 

Ma la scuola era stata solo una parte della sua vita; della sua famiglia aveva preso lo spirito imprenditoriale e d'avventura: sempre in giro per il mondo, da Malta agli Stati Uniti, aveva dato un impulso dinamico alla marineria trapanese, raccogliendo l'eredità del padre nell'aprire orizzonti commerciali internazionali a chi, per ignoranza, limitava il proprio orticello a poche miglia marine.

 

Caterina Lucido amava la società, sana ma chiusa, dei piccoli pescatori, ed ha cercato in tutti i modi di farli uscire dal proprio guscio, di restituirli al mondo: femminista ante litteram, nei difficili anni '60, nella sua Via Carolina, Caterina (mi perdonerà la confidenza) ha inventato un centro culturale femminile in cui quelle donne, il cui orizzonte si chiudeva tra casa e famiglia, potevano coltivare liberamente le proprie potenzialità artistiche, dal ricamo alla pittura, dal giardinaggio alla poesia.

 

Ed artista lo fu anche Caterina Lucido: artista vera, che univa sensibilità e tecnica; la sua espressività si è manifestata in due campi diversi, la ceramica e la poesia.

 

L'arte della ceramica è stato il suo primo amore: nei suoi piatti, tutti dipinti a mano, lei trasferì il suo amore per la Sicilia, le casate che diedero lustro alla sua isola, il mare, il liberty; per ultimo scoprì i mon giapponesi, una raffinata arte in cui Caterina ha potuto esprimere a pieno la sua delicata sensibilità.

 

Mai legata al denaro, i suoi piatti sono sparsi in giro per il mondo.

 

Non più giovane, scoprì che poteva esprimere la sua sensibilità anche attraverso la sua poesia: erano versi delicati come lei, che parlavano soprattutto del suo passato, a cui era profondamente legata, quale espressione di valori che ormai stentava a ritrovare nella società moderna.

 

Anche nel campo della poesia, Caterina Lucido ha raccolto le sue gratificazioni: ha pubblicato tre volumi, e vinto numerosi premi letterari in tutta Italia.

 

Adesso Caterina Lucido non c'è più: ma sarà sempre presente nel cuore di chi l'ha conosciuta, dall'intellettuale più raffinato al più rude pescatore.

 

E con Caterina Lucido desideriamo ricordare anche un'altra figura preminente della cultura trapanese, anche lui scomparso di recente: il Preside Giuseppe Scarlata.

 

Insegnante di storia e filosofia presso il Liceo Ximenes di Trapani, per decenni i suoi appunti sono stati supporti indispensabili non solo per gli studenti, ma anche per i suoi colleghi.

 

Uomo integerrimo e di immensa cultura, i suoi interessi si esplicavano a 360 gradi: dai classici alla storia; dalla politica, allo sport.

 

Divenuto Preside del Liceo Scientifico, ha saputo coniugare insegnamento a capacità amministrative.

 

A caratterizzare il suo agire, una grande umanità ed un grandissimo rispetto per gli altri. Grazie anche a questo, almeno tre generazioni di Trapanesi lo ricordano con affetto e stima.

 

E. D.

di Gianluca Fiusco

 

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