MARSALA, L'OSPEDALE SAN BIAGIO SENZA ECODOPPLER DA NOVE MESI
di  Antonio Pizzo


   Marsala - E' da nove mesi che l'ospedale San Biagio è costretto a fare a meno dell'ecodoppler. L'importante strumento diagnostico, acquistato dall'Ausl una decina di anni addietro, per un guasto ha cessato di funzionare lo scorso mese di gennaio. E da allora quanti hanno avuto bisogno di controllare il loro apparato circolatorio lo hanno dovuto fare in altri ospedali della provincia, oppure in strutture private (che, naturalmente, ringraziano) convenzionate con l'Ausl. Per un bacino d'utenza di quasi centomila abitanti, una situazione non sostenibile. Anzi, al limite dello scandalo.

“Essendo un macchinario già abbastanza vecchio - spiega il dottor Michele Tumbarello, responsabile della Chirurgia vascolare -, non è stato possibile ripararlo perché, non essendo più in produzione, anche i pezzi di ricambio non sono più in commercio.
E così è stato necessario bandire una gara d'appalto per l'acquisto di un nuovo ecodoppler. Le ditte che vogliono presentare un'offerta hanno tempo fino al 25 settembre”.

Dal giorno successivo, dunque, potranno essere aperte le buste e aggiudicare l'appalto. Ma quello dell'ecodoppler (costo: 80 mila euro) è soltanto l'ultimo dei tanti problemi del nosocomio marsalese.  Lo scorso anno, ad esempio, il reparto di Oculistica era privo dello strumento per misurare il campo visivo. Una carenza non da poco che il primario Lucio Casano riuscì a colmare grazie ad una buona dose di furbizia.

“Per risolvere il problema - rivela il medico - ho utilizzato un ausiliario del mio reparto, Giuseppe Fazzino (allora consigliere comunale, ndr), che aveva un problema ad un occhio. Lui andò al Comune e fece presente che per misurare il suo campo visivo era costretto, ogni volta, ad andare a Palermo, spendendo tanti soldi. «Hai ragione» gli dissero gli altri consiglieri. A quel punto entrai in scena io - prosegue il dottor Casano - sono andato da un esponente del centrosinistra e gli ho detto che il centrodestra era d'accordo ad impegnare una somma per comprare un perimetro computerizzato da mettere a disposizione del reparto di Oculistica. Per non essere da meno, quindi, anche la sinistra si disse d'accordo. E così, lo scorso ottobre, spendendo 30 mila euro, il Comune ci ha regalato questo importante strumento”.

Un episodio che andrà ad arricchire l'anedottica della sanità pubblica… che troppo spesso chiede aiuto a quella privata…

Antonio Pizzo

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