IL DILEMMA DI D'ALI', O SENATORE O PRESIDENTE DELLA PROVINCIA
di  Aldo Virzì 


      Diciamoci tutta la verità, i politici trapanesi questa volta non si sono potuti riposare, per loro non c'è stata la classica pausa estiva. Non possiamo, almeno per molti di loro, parlare di ripresa dell'attività politica dopo il riposo, meritato o meno che sia.

Da febbraio in piena fibrillazione per gli appuntamenti delle elezioni politiche, poi quelle regionali, poi il referendum, e per finire le elezioni provinciali con la lunga attesa per la proclamazione degli eletti.
Neanche il tempo di brindare, festeggiare, magari pagare i debiti con tipografie, e non solo con quelle, che già incombeva l'elezione della giunta provinciale, le commissioni consiliari, i bilanci: consuntivo e di previsione, con i “regali” lasciati dall'ex presidente di ferro Giulia Adamo.
E sì, un'estate davvero stancante per la politica trapanese. E non è detto che sia finita. Anzi, tutti gli interessi sono ora rivolti ai nuovi appuntamenti elettorali che sono dietro l'angolo: quelli per il rinnovo di molte amministrazioni comunali, a cominciare da Trapani e Marsala. Graziati da un regalino confezionato dalla precedente assemblea regionale, il loro mandato, che scadeva a novembre, è stato prorogato sino alla prossima primavera.

Si rinnovano i consigli comunali, si eleggono (in qualche caso si rieleggono) i nuovi Sindaci, ma circola con insistenza anche una vocina che i cosiddetti media locali volutamente ignorano: si potrebbe votare anche per il rinnovo del consiglio provinciale. La vocina – le famose indiscrezioni giornalistiche  –dice che il sen. D'Alì, eletto presidente della Provincia regionale,  ha da qualche tempo in tasca una lettera a firma del presidente del Senato Marini che lo invita a scegliere tra la carica di senatore della Repubblica e quella di Presidente della Provincia regionale di Trapani, cariche non cumulabili. Anche nel partito del senatore, pur non forzando, c'è chi fa intendere che D'Alì dovrà scegliere, non tanto per le questioni di incompatibilità, quanto per quelle più legate alla politica. E' noto che Berlusconi, anche con il recente discorso di Gubbio, non vuole regalare nulla all'attuale maggioranza che in Senato può contare su due soli voti in più. Come bravi soldatini i senatori di Forza Italia sono chiamati alla guerra, dovranno presidiare il torrione nemico, pronti a farlo cadere. Questo richiede una presenza continua – particolarmente durante la discussione sulla finanziaria – in aula. D'Alì, a prescindere dalle questioni  più propriamente legate a norme e regolamenti, potrebbe – si chiedono in Forza Italia – assicurare una presenza costante, continua in Senato?

Insomma, D'Alì in tempi relativamente brevi sarebbe costretto a scegliere, decidere quale debba essere il suo futuro. Nella scelta dovrà anche valutare il rischio, ove scegliesse di rimanere a Trapani, di lasciare il suo partito senza alcun rappresentante trapanese a Roma, alla Camera e al Senato. Uno spazio politico lasciato sia al centrosinistra che ad altri partiti del centrodestra, in particolare all'Udc, partito in piena fibrillazione che sta riflettendo sulla sua appartenenza.

Le indiscrezioni aggiungono che sulla scelta da fare ci sarebbero pareri discordi anche all'interno dell'abitazione del Senatore.

Vedremo cosa succederà nelle prossime settimane, intanto prendiamo atto della semiarmonia riportata nell'aula del consiglio provinciale dopo il tempestoso periodo nel quale regnava Giulia Adamo. Con questo rinnovato clima il Consiglio Provinciale ha potuto superare lo scoglio del bilancio. Tutti soddisfatti, compreso il diessino Giacomo Trancida che è riuscito a far inserire tra le opere da finanziare il megaporto turistico di Bonagia. Vedremo nel futuro se l'opera verrà realmente realizzata o se verranno cercati cavilli per far abortire un progetto che, se realizzato, darebbe un vero impulso al turismo di tutta la provincia di Trapani, costringendo a ridimensionare altri progetti similari per località viciniore. Tranchida e tutto il centro-sinistra, comunque, sono riusciti ad ottenere quanto non era stato possibile con la presidenza Adamo.

A proposito, l'ex presidente dopo l'elezione a deputato regionale sembra uscita dalla grande scena politica. Aveva anticipato già in sede di campagna elettorale una sua certa partecipazione ad incarichi di governo, a malapena l'hanno chiamata alla responsabilità di una commissione parlamentare. Nel più assoluto silenzio, Lei nel passato sempre  presente con dichiarazioni con le quali il suo fidato ufficio stampa inondava le redazioni, ha assistito e assiste alla continua demolizione di quanto creato negli anni passati alla Presidenza della Provincia: Airgest, struttura organizzativa e perfino logistica dell'Ente, per citare alcuni casi.

Aldo Virzì

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