VETRINA D'ALTO BORDO, MA QUANTO CI COSTA?
di  Nicola Rinaudo 


Cento milioni di euro tutti in una volta, questa città (Trapani), per la realizzazione d'infrastrutture pubbliche, non li aveva mai visti. Non aveva neppure mai avuto il piacere di constatare una velocità d'esecuzione impressionante, quasi al limite dell'incredibile. In pochi mesi è stato confezionato ciò che in cinquant'anni di vita amministrativa nessuno era riuscito a perfezionare. Miracoli? No, più semplicemente la certificazione di quanto si è sempre sostenuto a parole. Di fronte alla volontà e, in questo caso, di fronte ai grandi interessi, non solo economici, che ruotano attorno al più importante avvenimento velico del mondo, non c'è burocrazia che tenga. Non esistono ostacoli di alcun genere. Non ci sono polemiche, sospetti, veleni, sequestri giudiziari, in grado di arrestare la sostenuta andatura della macchina verso il proprio traguardo. Ecco perché, una volta riposta in archivio la vetrina internazionale sarà dura, anzi durissima per gli attuali amministratori e per quelli che verranno dopo di loro, dire che ci vogliono i "necessari tempi tecnici" per adottare il piano regolatore generale, per fare avanzare di dieci metri i tubi della condotta idrica o per migliorare l'efficienza della rete fognaria. Sarebbero, anzi sono e saranno solo bugie. Grosse bugie. Nient'altro.

L'ispiratore e fautore di questa piccola "rivoluzione culturale" (complimenti, non sapevamo che anche le pietre, il cemento, la polvere e i disagi, fanno cultura ndr), il senatore Antonio D'Alì - che forse ha già in tasca una promozione a Ministro - a condizione, beninteso, che il suo amico presidente Berlusconi rivinca le elezioni, assicura "che le opere mancanti a completamento di quanto previsto dal progetto nella sua globalità, saranno regolarmente edificate".

Scordiamoci, però, il frenetico incedere di questi giorni. Tanto, salutata la prestigiosa manifestazione, nessuno avrà più fretta. Tutti si ritufferanno nella precarietà del quotidiano, ciascuno alle prese con problemi piccoli e grandi. Problemi che in questi giorni, quasi per magia, sembrano non essere mai esistiti.

In realtà la città si sta solo nascondendo dietro ad un comodo ma illusorio paravento. E presto potrebbero affiorare i primi "dolorosi" riscontri. Quanto ci sta costando e quanto ci costerà, allora, questo grande e straordinario evento? Il comune di Trapani non ha badato a spese. Ha "pompato" dal proprio bilancio qualcosa come undici milioni di euro. Investimenti? E, in ogni caso, tutti necessari? Secondo i "ragionieri" di turno, nelle casse comunali sarebbero rimasti solo pochi spiccioli. Prepariamoci, dunque, ad una raffica di aumenti delle tasse comunali.

Poveri noi, cittadini contribuenti, branco di "fessacchiotti" da sempre. Dopo esserci riempiti…gli occhi con "Alinghi", "Luna Rossa", "Mascalzone Latino", non ci rimarrà che pagare, come al solito, il conto. Salato. Più di altre volte.

"Sarebbe davvero una beffa - afferma Saverio Piccione, segretario generale della CGIL trapanese -, se i cittadini dovessero essere ulteriormente tartassati. Attingere in maniera così vistosa alle risorse di un bilancio notoriamente poco florido non ci rallegra. Siamo preoccupati circa l'effettiva capacità di questa amministrazione di far fronte, da domani, alle esigenze della quotidianità. A sostenere la semplice, ordinaria amministrazione. Migliorare l'immagine della città - prosegue Piccione - è fondamentale. Ma bisogna guardare anche alla sostanza delle cose. Sviluppo socio - economico di una comunità, di un territorio, significa, soprattutto, fornire strumenti che coincidano con opportunità professionali durature nel tempo, non frutto di occa-sionalità dovute alla eccezio-nalità di una deter-minata iniziativa. Il nostro auspicio è che questi ammini-stratori, alla fine non fuggano, assumendosi in pieno le proprie responsabilità. Non so quanto ci guadagniamo o quanto, viceversa, ci perdiamo con questo appuntamento velico. Se guardiamo alla mancata escavazione dei fondali del porto, di certo, non possiamo non parlare di un punto dolente.

Il dopo Louis Vuitton Cup - conclude Piccione - è un dubbio non sciolto. E' il grande interrogativo".

Di Nicola Rinaudo

Nicola RinaudoI

 

© 2005 - www.processionemisteritp.it

 

 

Inizio pagina