ORA LE REGATE, DOPO....IL RITORNO ALLA NORMALITA'
di  Aldo Virzì 


Anzitutto il mio modestissimo benvenuto agli ospiti -mi auguro numerosi- atleti, sportivi in genere, semplici turisti, che in questi giorni sono sbarcati nella nostra città e che, pur tra mille peripezie, possono ammirarne la sue bellezze. Tutte, anche quelle più nascoste, ma non per questo meno belle anche se non appariranno in nessuna foto-cartolina. Ammirare Trapani e conoscerne la sua gente, quella  che in queste ultime settimane ha stupito se stessa per la pazienza dimostrata.

Ritengo che quando queste note andranno in stampa la Coppa America  o “Louis Vuitton Cup”, come pronunciano dai teleschermi quelli che sanno,  avrà iniziato il suo percorso sportivo. Bene.

Forse in controtendenza mi si permetta comunque di attendere con ansia la sua (regolare, per carità) fine. Sì, perché il termine delle gare, si spera, coincida finalmente, con l'inizio, il ripristino, della normalità in questa città dove, ormai da molte settimane, particolarmente, in queste ultime, si vive in una specie di allucinazione collettiva tutta mirata a quel momento. Non ci sono altri interessi. Poco importa quello che sta succedendo in Italia e nel mondo, catastrofi, guerre, morti, stravolgimenti di ogni tipo, attacchi alla libertà, alla democrazia, tentativi di regime: tutto sembra passare  in secondo piano rispetto ad una gara sportiva (tra l'altro per ricchi ndr) che pur essendo importante rimane nell'alveo di una manifestazione sportiva, anche se ha avuto come conseguenza l'invio di una pioggia di milioni di euro che stanno facendo cambiare il volto ad una parte storica della città. E' anche giusto  aggiungere che i trapanesi non avrebbero dovuto attendere “l'evento” ed un sottosegretario di stato perché i governi (non solo quello attuale, ma tutti e di qualunque colore) si ricordassero di questo lembo d'Italia.

Bisogna, con onestà, ammettere che si è caricato di un significato eccessivo questa manifestazione. Sui giornali e televisioni locali e regionali si sono sentite e lette tante di quelle cose da apparire incredibili, tante parole in libertà. Come le dichiarazioni esaltatrici di qualche novello messia che affidava all'<<evento>> (ma poi perché evento ?) la riscossione dal sottosviluppo in cui era stata abbandonata la città. Lo stesso, in altra dichiarazione, dava lezioni di impegno sociale chiedendo ad altri interlocutori, che non la pensavano come lui, dove fossero stati nei tanti anni nei quali la città era stata messa in ginocchio sia urbanisticamente che economicamente. Sembrava di sentire un rappresente dei centri sociali e non un opulento esponente di quella classe politica e sociale che questa città ha governato dal dopoguerra, rendendola così degradata e che, in piena continuità, gli ha anche affidato qualche incarico per continuare in questo andazzo. Verrebbe ancora da chiedersi dove fosse stato in tutti questi anni e se non ritiene di dover fare qualche autocritica e “sganciarsi” da coloro che, appunto, in tanti anni, nella sua più totale assenza e silenzio hanno ridotto questa città ad uno stato di degrado e comunque non di sottosviluppo.

Polemicamente, ci sarebbe ancora da chiedere al rappresentante del governo, al quale comunque va dato atto di quest'ultimo impegno per la città, se non ritiene di dover riconoscere che la Coppa America può disputarsi a Trapani solo perché in precedenza altri governi hanno finanziato la prima e vera rivoluzione del porto di Trapani con le nuove banchine? E un capitolo polemico sarebbe da aprire sul ruolo dell'informazione in questa occasione.

Accantoniamo la polemica, ammiriamo le barche miliardarie che si sfidano nelle acque delle Egadi, da ignoranti totali cerchiamo di dare una giustificazione all'imponenza dei mezzi - soprattutto di imbarcazioni con decine di grosse barche e costosissimi gommoni che occupano parte del porto -necessari per questa tappa della formula uno velica, aspettiamo la fine di queste regate.

Poi basta, ci riprendiamo la nostra normalità, i problemi di ogni giorno. E di problemi da affrontare ce ne sono tanti, la gara velica li ha solo nascosti, accantonati, ma con il ritorno alla normalità esploderanno di nuovo. Si chiamano vivibilità, economia, cultura etc.

Si chiamano anche politica, che è quella che ci governa, che detta le sue, le nostre regole di vita. La fine delle gare veliche, per una non voluta temporaneità, coincide con l'inizio della campagna elettorale per il rinnovo del parlamento italiano, ma anche di quello regionale. Potrebbe anche accelerare il rinnovo del consiglio provinciale e di quello comunale se, come sembra, sia la Presidente della Provincia Giulia Adamo che il primo cittadino di Trapani, l'avv. Girolamo Fazio, decideranno di tentare il grande salto per Roma o Palermo.

Sarà una campagna elettorale durissima, dai toni pesanti. Sarà una campagna elettorale incerta incentrata soprattutto sui fatti nazionali: il governo Berlusconi, la drammatica situazione economica nella quale versa il Paese.

Ma anche sulle questioni locali ci sarà poco da stare allegri. In questi mesi passati quasi inosservati sono accaduti dei fatti che hanno sconvolto gli assetti della politica. Riguardano i partiti, ma anche la geografia politica all'interno dei consigli comunali. Sicuramente devastante l'uscita dalla maggioranza di palazzo D'Alì dei rappresentanti del partito dell'on. Bartolo Pellegrino, che però ha perso per strada pezzi importanti come l'on. Eleonora Lo Curto, ma anche in consiglio provinciale ed in alcuni comuni, a favore della nuova formazione regionale del deputato europeo, il catanese Raffaele Lombardo in piena campagna acquisti in questa provincia a discapito soprattutto degli ex democristiani. Nel partito di Follini la crisi è totale con il commissario Grillo in guerra aperta con Norino Fratello e Cuffaro; situazioni che sicuramente influiranno sul prossimo risultato elettorale, anche per il peso che l'UDC ha sempre avuto in provincia di Trapani (due parlamentari nazionali e tre regionali). Non stanno bene Forza Italia, ormai in caduta libera a dispetto di certe arroganze locali, e Alleanza Nazionale. Se il centrodestra piange, non può dirsi che l'altra parte sia sorridente, anche qui le divisioni interne ed esterne regnano sovrane con i tanti Tafazzi, qualcuno rappresentante di se stesso e di pochi altri, intenti a picchiarsi forsennatamente gli attributi anche quando una svolta sarebbe possibile.

Aldo VirzìI

 

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