DENISE, GIALLO SENZA SOLUZIONE
di  Antonio Pizzo


  

MAZARA - Tante piste, nessuna pista. Tante ipotesi, nessuna certezza. Tante voci, nessuna conferma. Tante segnalazioni, nessuna giusta. Mistero fitto, insomma, sulla scomparsa della piccola Denise Pipitone. Almeno fino a quando siamo andati in stampa. Sequestrata nei pressi di casa lo scorso primo settembre, della bimba non si è più riusciti a sapere nulla. Come inghiottita da un buco nero. 

E l’angoscia dei genitori è diventata l’angoscia di tutti. Dei mazaresi e non solo. La psicosi collettiva che ne è seguita ha fatto sì, inoltre, che spesso, in tanti altri luoghi, è stato sufficiente un momentaneo allontanamento di qualche bambino per gettare nel panico i genitori. Tornando, comunque, al caso Denise, sin dal primo momento, nonostante gli inquirenti si siano affrettati a dire che venivano seguite ’’tutte le piste’’, in realtà è stata subito privilegiata quella ’’privata’’. E cioè quella secondo cui a far sparire, portandola chissà dove, potrebbe essere stato qualcuno ben conosciuto dalla famiglia Pipitone. Qualcuno che dai genitori (o forse soltanto dalla mamma, Piera Maggio, figura centrale nell’intera vicenda) vorrebbe qualcosa. O magari soltanto vendicarsi. Chissà perché. Rimangono, poi, le altre piste. E cioè l’azione solitaria di un pedofilo (quello notato in zona dal nonno di Denise?) oppure di zingari di passaggio.

“I capi delle comunità nomadi  ha detto il Procuratore Sciuto  ci hanno assicurato che loro in questa storia non c’entrano. Anzi sono disposti a collaborare’’. Di pedofili, invece, tra Mazara e Campobello ce ne sono tanti. E i numerosi arresti, con successive pesanti condanne, degli ultimi anni ne sono una incontestabile conferma. Anche se qualcuno ha cercato (invano) di nascondere tale realtà. Ma qualunque sia la verità, l’unica cosa che conta, naturalmente, è che la piccola Denise possa essere ancora in vita e che prima o poi possa essere trovata.

Antonio Pizzo

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